Money makes the world go ‘round

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Joe Bastianich debutta a teatro con “Money – Il bilancio di una vita”, uno show dinamico che unisce racconto, musica dal vivo e immagini per esplorare il rapporto universale tra le persone e il denaro. Lo spettacolo, scritto dallo stesso Bastianich di concerto con Tobia Rossi e Massimo Navone, che lo dirige anche, è stato presentato in anteprima venerdì 24 ottobre al Politeama Rossetti di Trieste, nell’ambito della stagione del Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia. È il primo di una tournée che lo porterà in tutta Italia, con cinque date nella regione a novembre nell’ambito del circuito ERT – Ente Regionale Teatrale del Friuli- Venezia Giulia (4 novembre Latisana, 5 novembre Sacile, 6 novembre Spilimbergo, 7 novembre Pontebba, 8 novembre San Vito Al Tagliamento). Poi toccherà vari teatri italiani: a Milano (Teatro Carcano, 12 novembre), Torino (Teatro Colosseo, 15 novembre) e Bologna (Teatro Duse, 4 dicembre).

Prodotto da Show Bees, nota in Italia per la distribuzione dei principali musical di Broadway e del West End, “Money” è ambientato nel retro di un ristorante (che si chiama per l’appunto “Money”) dopo la chiusura. Inizia con un’ambientazione realistica in cui i camerieri puliscono, ma all’improvviso lo sfondo cambia e rivela un teatro gremito. Questa trasformazione crea un mix di realtà e finzione, riflettendo la duplice identità di Bastianich, sia come uomo d’affari che come artista. Traccia parallelismi tra il settore della ristorazione e quello del teatro, ambienti entrambi accomunati dalla minaccia ossessionante della crisi e dall’adrenalina di coinvolgere il pubblico, che si tratti di clienti abituali del ristorante o di spettatori a teatro.

Sul palco con Joe c’è una band di attori che sono davvero ottimi musicisti: Roberto Dibitonto, che è anche direttore musicale, Mike Frigoli, Diego Paul Galtieri e Davide Rossi. Interpretano vari ruoli, a seconda di dove e di come si svolgono le vicende, da camerieri ad amici storici, a colleghi, a familiari, creando un intreccio di musica, canto, ballo e narrazione. Prevedibile anche la presenza dell’immancabile Mamma Lidia che appare magicamente in un video in cui prepara e propone al figlio un nutriente e saporito “Frico” (piatto della cucina tradizionale friulana a base di patate e formaggio).

Il retro di un ristorante si trasforma quindi, grazie alla scenografia e alle proiezioni, in uno spazio che ricorda un po’ le tele su cui, in un tempo passato, venivano dipinti i quadri delle scene che servivano ai cantastorie a fare il loro onirico “lavoro”. La musica gioca un ruolo fondamentale, con un mix di canzoni iconiche e pezzi originali di Bastianich e Dibitonto, che evocano e rievocano emozioni e riflessioni. La storia personale, che ha la parte preponderante, si intreccia con temi a noi ben noti, toccando argomenti come l’emigrazione, l’immigrazione, l’amore, il denaro, i legami e le storie familiari, mentre Bastianich condivide i suoi personali ricordi nella New York degli anni ’70 e le sfide del settore della ristorazione, della finanza, della moda.

Lo show è una valutazione sulla sua vita, vita di uomo arrivato, che comprende sia successi che fallimenti, illustrando come il denaro influenzi lo scorrere di tutti i giorni della nostra esistenza. Uno spettacolo ovviamente, oserei dire, autocelebrativo e molto difficile da gestire. Raccontare di sé per quasi due ore è una bella sfida per chi debutta in teatro! È un momento per analizzare le proprie esperienze passate e sul loro impatto. Esperienze però che hanno portato all’appagamento e alla fama. Ogni tanto accade. Ogni tanto però.

Comunque, il pubblico è accorso numeroso ed ha apprezzato, con entusiasmo da stadio, il primo tentativo di calcare il palcoscenico del personaggio dalle mille sfaccettature Joe Bastianich, il quale si accommiata dal pubblico osannante innaffiandolo di falsi verdoni con due dorate pistole spara dollari. Sono i miracoli del piccolo schermo.

Rosa Zammitto Schiller

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