Maksim Mrvica, celeberrimo pianista croato di Sebenico, noto per il suo stile “crossover”, si è esibito nel concerto inaugurale della sua tournée italiana “World Tour – Segmenti” il 23 ottobre al Politeama Rossetti di Trieste. Il Tour di presentazione del suo ultimo album, per l’appunto “Segmenti”, dopo Trieste prevede solo esibizioni a Milano e Roma per poi raggiungere Budapest, Praga, Baku e la sua Croazia ed arrivando da tappe quali Hong Kong, Kuala Lumpur, Taiwan, Giappone, Corea, Turchia; Austarlia.
Devo confessare che, quando ho letto il calendario della stagione degli Eventi, avevo solo sentito nominare questo artista, pertanto ero molto incuriosita. In una scena piena di geometrie, Maksim appare come un ragazzo poco più che ventenne (di fatto di anni ne ha 50!) con i capelli con un doppio taglio color platino e con un abbigliamento perfetto da concertista classico dalla testa ai piedi e una voce profondissima.
Il concerto si è avvalso di una piccola orchestra da camera di dame (come veniva definita un tempo) con tre violini, un violoncello, un oboe e un flauto traverso suonati con estrema presenza scenica e teatrale da sei bellissime, elegantissime e giovanissime ragazze “senza confini”. La band (come definita da Maksim) prevede anche un batterista assolutamente molto molto rock (forse un po’ troppo) e un percussionista che ha contribuito ad arricchire e completare lo show.
Non è mancato poi il supporto di basi preregistrate per i brani che richiedevano compagini orchestrali molto più sostenute, complesse e numerose.
L’esibizione ha messo in luce il grande talento e l’immensa tecnica di Maksim, coadiuvato anche da aspetti tecnici degni di nota, come l’illuminazione e la composizione a mo’ di caleidoscopio di riprese in diretta delle sue mani sulla tastiera, del suo volto totalmente immerso nel brano che stava eseguendo, dei volti dei musicisti che lo attorniavano, creando una notevole esperienza musicale.
Abbiamo ascoltato l’esecuzione di brani tratti dal nuovo album “Segmenti”, che combina rock e pop (dai Queen agli ABBA) e famose colonne sonore di film come “Il Trono di Spade”, “Pirati dei Caraibi”, “il Padrino”, “Exodus” nonché brani originali composti per lui da Tonči Huljić, cantante e compositore croato. Il tutto intervallato da mirabolanti esecuzioni pianistiche classiche mixate assieme: preludi di Frédéric Chopin, pietre miliari di Čajkovskij, tra cui “Il Lago dei Cigni” nella sua ” Čajkovskij Fantasy”. Da evidenziare la “Fantasia di Prokofiev”, con un arrangiamento impegnativo che unisce alcune delle opere più note di Sergei Prokofiev, suo autore prediletto: la splendida Toccata, i temi struggenti e imponenti di Romeo e Giulietta (arrangiati da John Lenehan) e l’emozionante Coda dal Terzo Concerto per pianoforte (uno dei momenti tecnicamente più impegnativi mai concepiti per pianoforte se non “Il più impegnativo”). La fusione di generi e stili diversi amplifica la versatilità artistica di Maksim, rendendo la sua performance complessa e accattivante.
La biografia di Maksim illustra la sua ascesa alla fama: dopo aver vinto un concorso nazionale in Croazia e il primo premio al Concorso pianistico Rubinstein in Francia, ha perfezionato la sua formazione all’Accademia di musica Franz Liszt di Budapest e presso il Conservatorio Alexander Scriabin di Parigi. Ha venduto oltre cinque milioni di album in tutto il mondo e ha conseguito certificazioni d’oro e di platino in vari paesi, tra cui un riconoscimento MTV per il suo lavoro crossover. Si è esibito in numerosi luoghi prestigiosi in tutto il mondo (tra cui concerti sold out in contesti emozionanti, come l’United Palace di New York, la Suntory Hall di Tokyo, la Grande Sala del Popolo di Pechino). Da non trascurare le sue collaborazioni con marchi leader dell’alta moda come Dolce&Gabbana, Armani e Christian Dior che gli sono valse il titolo di Best Dressed Man, assegnatogli da Vogue Homme.
Indubbiamente è un artista carismatico e coinvolgente, anche con la sua partecipazione fisica alla performance, con gli svolazzanti capelli platino intrecciati di note (ho sempre immaginato che suonasse “fisicamente” così anche Chopin), con la sua eleganza anche quando ha poi indossato jeans e maglietta sfoggiando i suoi tatuaggi, con i suoi momenti di “umanità” nei quali si asciuga il sudore, beve acqua o drink energetici, si sgranchisce i polsi e le mani. Nel complesso, il concerto al Politeama Rossetti, che ha visto teatro sold out e pubblico in visibilio proveniente da tutta la Regione e anche da oltre confine, non è stato solo uno vero show ma una dimostrazione artistica, che ha unito elementi di teatro, arti visive e musica. Se approfondiamo la definizione di “crossover” – intersezione di due elementi o di due direzioni e o di due strade; In biologia, ibridazione; in musica, il passaggio di una voce (per es. baritono) al di sopra di quella che le è normalmente superiore (per es. tenore) o viceversa – si comprende benissimo come Maksim sia una figura di spicco nel genere così definito.
Ci tengo però a sottolineare che, i più agés lo ricorderanno bene, negli anni ’70-’80 certe operazioni di abbattimento dei confini erano già state immaginate e realizzate con grandissimo successo (sia apprezzate che criticate) da maestri come James Last e Richard Clayderman che “sdoganarono” in chiave più moderna Beethoven, Mozart, Chopin, i Carmina Burana di Karl Orff ed altro. Senza dimenticare poi, in tempi più recenti, i vari “Il volo”, gli spagnoli “il divo” et similia.
Il merito di tutti costoro, a mio avviso, è quindi di far sì di andare oltre all’ approccio “classico alla musica classica”, non a caso da sempre definita “musica seria”, ma renderla accessibile, perciò apprezzabile, fruibile e godibile a un segmento molto vasto di persone e a più generazioni.
Ben venga quindi Maksim e tutti i coloro che spalancano le porte alla cultura musicale.
Da Trieste per ora è tutto.
Rosa Zammitto Schiller

