IL tema della paternità in questo periodo è uno dei più diffusi in chiave di legislazione giuridico -sociale con diverse prospettive di analisi del problema passando dai padri separati a quelli biologici con la banca del seme che non possono essere conosciuti agli altri che furono celati, equivoci ed imponderabili risultato di una criminale o boccaccesca avventura di un fine settimana e vai a sapere chi ha stuprato quella povera ragazza o donna, oggetto di stupro come quelle bosniache violentate dai soldati serbi oppure la ragazza scandinava che sarebbe stata stuprata dal figlio di Grillo e compagni in una notte d’estate in Sardegna a Tempio Pausania-Già nell’antichità ellenistica nella commedia “nea” o moderna il commediografo Menandro ideò l’agnosis o riconoscimento fortuito finale per comporre felicemente con il piacere e con il tornaconto di tutti e la liberazione delle schiave o prostitute poiché aveva capito che erano di origini nobili e libere per origine. Questa concezione satirica fu ripresa nel Seicento dal “cigno di Avon”che ne fece oggetto della composizione positiva “I due gemelli veneziani”,mentre la tragedia fu rielaborata per ultimo dallo scrittore Euripide che inventò il “Deus ex machina” per risolvere con un intervento esterno un intrigante e complicato intervento, come se fosse la focalizzazione esterna od un prodigio di natura divina o quasi miracolistica. Questa riflessione sociale se l’è posta la spalla del patrono e conduttore del teatro Sette a piazza Bari Adriano Bennicelli che nel suo scritto “Eden” ha richiamato il Paradiso .Il punto centrale del suo scritto “Eden “ dal nome del Paradiso celeste che rimanda alla purezza di coscienza ed assoluta felicità della prima coppia prima della cacciata dal Paradiso per il peccato di superbia. Siamo sulla riviera romagnola con la musica Casadei e liscia con la piadina ed il lambrusco. Siamo negli anni ottanta in cui la proprietaria Sandra è angosciata da un trauma che si porta dentro da 30 anni , in cui con disinvoltura sfrenata euforia visse con Antonio, amico di gioventù, una notte di amore sulla spiaggia sotto l’universo brillante per le stelle luccicanti. Ad aiutarla nella gestione della locanda discoteca ed a farle dimenticare le sue pene sentimentali ,come quelle di Sir William Shakespeare nel suo òprimo libretto lirico , ci pensa il figlio ormai grande Tony , smaliziato, ironico, spiritoso e pedagogicamente ben formato,ma quando meno te l’aspetti non manca mai la “dea bendata” ed infatti un giorno sull’ebbrezza di quella effervescenza musicale uno straniero e cliente in cui Sandra sembra riconoscere il suo vecchio amante e si apre un dialogo fitto per giungere alla scoperta della verità, mentre il figlio non crede che quello sia suo padre e comincia a sfotterlo, prenderlo in giro e provocarlo per fargli perdere la pazienza e reagire istericamente. La discussione con una serie di schermaglie e risposte polemiche dura a lungo tra i tre finché la questione è mettersi insieme e provvedere al frutto del loro estemporaneo ed improvviso gesto di amplesso e fulminante passione ed alla fine la voglia di gioia , felicità e desiderio di riunire i loro cuori trionfa ed il testo in 90 minuti si chiude nel modo prevedibile,in tutti gli esseri umani c’è sempre la brama di amare e vivere sereni e responsabili verso il giovane. La coppia di amanti di una sera,che poi si ricongiungono, sono assi bravi nel loro dramma d’ imbarazzo e volontà di uscire dall’indifferenza reciproca per ritrovare la passione frenetica di un tempo, dare un svolta alle loro vite nel momento cruciale e decivo del domani, del ritrovarsi sono impersonati con varie sfaccettature psicologiche da Beatrice Fazi e F. Giannini,mentre il prodotto del loro amore è il talento in erba e figlio d’arte Alessandro La Ginestra, mentre il padre Michele sta lavorando con la stupenda e fulva rossa Edy Angelillo in “La Matematica dell’Amore “ al Golden fino al 2 novembre. Fino a quella data durerà in contemporanea pure “Eden” al teatro 7 tra Viale Regina Margherita il Cimitero del Verano, la Stazione Tiburtina.
Giancarlo Lungarini

