Più che una villa era un’alcova

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Nel cuore di una Torino sabauda dove ogni angolo racconta antiche leggende e storie misteriose, anche noi desideriamo raccontare di un tempo dove gli amori… i tradimenti e chissà quanti altri intrecci istituzionali, sono racchiusi tra quelle mura dell’edificio se solo potesse parlare, scopriremmo altarini che la storia ha tramandato solamente in parte!

Immaginatevi di vedere una villa fatiscente protetta da alberi secolari la quale venne acquistata come vigna, ma ben presto divenne con la trasformazione totale del luogo

ideale per il progetto chiamato Vigna delle delizie, una cornice parallela alla vita di Corte tra il sei e settecento.

Senza svelare ancora il nome odierno della dimora e meno che mai quello della proprietaria che acquistò il villino in rovina per il solo scopo farne una residenza d’amore…

Siamo consapevoli che al nostro lettore poco importa di quante lire furono spese per rimettere a nuovo tutto il complesso… a differenza pensiamo che la loro curiosità andrà oltre la pecunia e chi prese parte alla sua rimessa a nuovo… Pensiamo invece che siano propensi a interessare gli intrighi di Corte, i quali non si limitavano a pianificare guerre per acquisire terreni e poteri… il più delle volte tra quelle sale auliche e passeggiate nell’immenso parco che circonda la Vigna delle delizie, si alternavano complotti politici e salottieri per poi definirli e consumarli tra il candore delle lenzuola…

Uno tra i tanti assidui frequentatori della Vigna delle delizie, per volere della proprietaria, era il conte Filippo San Martino di Agliè, un consigliere saggio e politico, ma quello che contava di più era la fedeltà che lo legava… all’alcova e alla titolare di tale luogo. Egli aveva tutti i numeri per ottenere il posto che la detentrice gli offriva costantemente… e come si diceva all’inizio non era il solo a goderne i piaceri che la villa offriva. Altri personaggi frequentavano la dimora per incontrarsi con le loro amanti: Da Carlo Emanuele II a Vittorio Amedeo II, tanto per citarne alcuni della lunga lista… Purtroppo per ragioni di stato la proprietaria dovette abbandonare la Villa delle delizie per recarsi a Palazzo Madama… così quel posto tanto amato, cessò di esistere per poi essere acquistato dalla famiglia Abegg, del quale la villa prese il suo nome…

Se non avete ancora intuito di chi stiamo parlando, potremmo dire con certezza che matrimonio con il consorte Vittorio Amedeo I di Savoia durò solamente un battito di ali, morendo in circostanze inspiegabili a quanto si vocifera.

Questo, sommato ai fatti della Vigna delle delizie non fecero altro che alimentarono altre malignità su Madama Reale. Come si accennava, restando ben presto vedova giovanissima e con figli piccoli a carico, assunse il ruolo di reggente del ducato per conto del figlio Carlo Emanuele II, essendo troppo piccolo per il ruolo che gli competeva. Questo innescò le ire dei cognati che contestarono la sua autorità per ottenere il pieno controllo sul Ducato!

Così tra il 1637 e il 1642 si scatenò la guerra chiamata dei Cognati… scendendo in campo i Madamisti e Principisti…  allora dobbiamo credere al detto: Parenti Serpenti!

Sebbene amasse la vita mondana, Cristina di Savoia era consapevole del suo potere forte preservando l’indipendenza del Ducato Savoia. Ottima statista ed è stata la prima donna a dimorare a Palazzo Madama. Il personaggio viene descritto come una delle figure più emblematiche, legata ad antiche maledizioni, giochi di potere e intrighi di Corte che la resero protagonista di fatti e avvenimenti tuttora molto oscuri… e l’alone che aleggiava intorno ad essa, le diede fascino nella storia sabauda da essere nominata con l’appellativo di Duchessa Maledetta… alimentando strane leggende… causate dalle sue presunte pratiche esoteriche che non stiamo a raccontare… Tra gli aneddoti riportati da alcuni cartigli, la Duchessa Cristina di Savoia la vedevano circondata da numerosi amanti, le voci di corridoio nutrirono le sparizioni misteriose di alcuni spasimanti ma su questo episodio non ci fu certezza… invece per certo, l’unico suo grande amore fu il conte Filippo San Martino di Agliè.

Ancor oggi queste stranezze vivono intorno alla Famiglia Reale Sabauda, leggenda urbana vuole che passando di notte in piazza Castello a Torino davanti il sontuoso Palazzo Madama pare vedere l’ombra della Duchessa o sentirne i suoi passi…

Noi abbiamo provato a restare con sguardo attento nel cuore della notte… gli unici rumori che abbiamo udito sono quelli dei perditempo notturni con il loro vociare…

Daniele Giordano

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