Quando il passato riaffiora con forza e ti ritrovi col tuo Fanciullino colorato e vivace: riecco i Peanuts

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Il 2 ottobre 1950 uno dei più popolari fumetti al mondo fece la sua comparsa su sette quotidiani statunitensi: la prima striscia dei Peanuts, il popolarissimo fumetto creato da Charles Schulz, che aveva come protagonista Charlie Brown, il timido ragazzino (in realtà uguale alle sue foto da piccolo), che avrebbe reso l’autore famoso in tutto il mondo. Comparso su oltre 2600 testate, tradotto in più di 20 lingue e pubblicato in oltre settanta nazioni, ha raggiunto 355 milioni di lettori.

Il 75° anniversario dei “Peanuts” è stato celebrato con il debutto al Teatro Rossetti di Trieste di “Sei un Brav’uomo, Charlie Brown”, nuova produzione firmata da LuccaCrea, Teatro del Giglio “Giacomo Puccini” e Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia. Dopo un’anteprima sold out al Teatro del Giglio di Lucca, nell’ambito del rinomato “Lucca Comics & Games”, il più grande festival europeo dedicato al fumetto e ai videogiochi, evento che ogni anno attrae oltre 700.000 visitatori da tutto il mondo, ecco che il 4 e il 5 novembre 2025 la pièce ha fatto accorrere tantissimi appassionati di un tempo e curiose nuove generazioni.

Un grande elogio va al lucchese Eugenio Contenti per la sua regia e per la sua forza nel portare a teatro in italiano il leggendario mondo dei “Peanuts”. Il musical, basato sulle iconiche strisce a fumetti di Charles M. Schulz, è nato nel 1967 come produzione Off-Broadway, con musiche e testi di Clark Gesner, riarrangiati da Andrew Lippa (noto per musical come “La famiglia Addams” e “Big Fish”). La versione italiana vede la traduzione e adattamento dei testi in italiano di Michael Anzalone. Questa produzione rende un bell’omaggio al disegnatore / inventore delle strisce più famose del mondo e ai suoi meravigliosi personaggi senza tempo, che restano attuali nonostante le loro apparentemente semplici brevi storie a fumetti che vengono consumate in fretta, una dietro l’altra, come “noccioline” appunto. L’opera di Schulz critica sottilmente la società moderna (e ahimè l’attuale), evidenziando problemi come l’accesso e l’eccesso schiacciante di informazioni.

La struttura del musical riflette la natura frammentata dei fumetti, presentando vari momenti, anziché una trama continua. Include le riflessioni di Linus sul mondo, la cui interfaccia è la sua coperta, le partite disastrose di baseball di Charlie Brown e i suoi dubbi esistenziali, la personalità volitiva con enorme attitudine al comando (che nasconde poi una grande fragilità) di Lucy, l’essere capricciosa di Sally, l’amore di Schroeder per la musica “seria” (soprattutto Beethoven) e la volontà di trasmetterla ai suoi amici, le avventure fantasiose di Snoopy, compresa quella meraviglia di Joe Falchetto e il nemico Barone Rosso (mito!). La musica è piacevole e cantabile, tuttavia non presenta la complessità di altri musical, preferendo stili di canzoni più simili a sketch, in linea con l’essenza comica originale di Schulz: canzoni semplici e orecchiabili che evocano le emozioni profonde dei personaggi, senza però puntare alla grandiosità tipica dei musical classici: comunque ti fanno uscire dal teatro canticchiando.

La visione di Contenti per il palcoscenico, creata da Lele Moreschi, è minimalista, con colori audaci e linee pulite che ritroviamo nelle meravigliose vignette (quando sono state colorate), linee che catturano appieno l’atmosfera dei fumetti. Elementi come banchi di scuola e altalene, il pianofortino di Schröder, la cuccia rossa di Snoopy, lo stand della psichiatra Lucy, ecc., facilitano le transizioni rapide tra le scene, rendendo omaggio alla narrazione “a strisce” della serie. L’illuminazione efficace di Emanuele Agliati completa la scenografia, valorizzando l’esperienza complessiva senza sovrastarla.

Gli Interpreti Alberto Salve (Charlie Brown), Giulia Fabbri (Sally Brown), Beatrice Baldaccini (Lucy), Roberto Tarsi (Snoopy), Massimiliano Carulli (Schroeder) e Damiano Faggionato (Linus), sono tutti veramente bravi con voci stupende nonché spigliatezza nel cantare e ballare con parrucche e costumi davvero identici ai disegni. D’altronde tutti sono ben noti interpreti nel panorama del musical italiano.

Devo essere sincera, dopo essermi ubriacata e forse oserei dire “drogata” di Peanuts durante tutta la mia adolescenza e gioventù (e all’occasione ancora adesso!), mi ha fatto sì piacere ritrovare i testi che conoscevo a memoria sul palcoscenico, però ho avuto un po’ di difficoltà ad accettare quei personaggi con tante fattezze umane. Forse è un problema mio e di chi ha la mia età: evidentemente noi siamo poco avvezzi al Cosplay e ai Cosplayers, mentre avremmo amato forse di più i “pupazzoni” con il muso di Snoopy e il “capoccione” di Charlie Brown. Invece i giovani e soprattutto i giovanissimi (il teatro era pieno) hanno molto apprezzato il tutto, forse perché più abituati, e si sono divertiti da morire. E questo mi ha reso felice. Ci siamo ritrovati tutti come quei personaggi che altro non sono che bambini che rimarranno per sempre bambini. Quello che vorremmo essere noi (e ci sforziamo di farlo) almeno nel nostro intimo. Lo spettacolo così è stato talmente trasversale che ha unito, tra risate fresche e nostalgia, nonni, padri, figli e nipoti.

In quel meraviglioso caleidoscopio di colori vivaci e di leggerezza (fino ad un certo punto) mancava nel cielo blu cobalto “solo” (e molto) lo svolazzante Woodstock e la firma, coi caratteri a stampatello un po’ inclinati, del magico e mitico SCHULZ.

Da Trieste per ora è tutto

Rosa Zammitto Schiller

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