Intervista a Federico Falcone con il suo omaggio a Ivan Graziani: il libro che celebra il ribelle della musica italiana

Data:

Federico Falcone il giornalista e scrittore presenta il suo nuovo libro, “Ivan Graziani” (Ianieri Edizioni), uscito a settembre: un ritratto vivido e appassionato di uno degli artisti più originali e inclassificabili del panorama musicale italiano.

 

Il libro di Federico Falcone è un tributo sincero e vibrante a Ivan Graziani, descritto come un artista libero e indomito, un outsider immortale che ha unito rock, ballate e folk senza cedere alle regole del mercato.

Attraverso testimonianze inedite, Falcone costruisce il ritratto di un musicista-artigiano, disegnatore e poeta ironico e schivo, fedele solo alla sua musica. Le sue canzoni (“Agnese”, “Pigro”) sono pezzi di una biografia collettiva. Il volume, arricchito dalle sue opere grafiche e dalla figura della moglie Anna, offre un ritratto “luminoso e malinconico”.

Federico, quale è l’obiettivo del tuo libro?

“Il libro ha l’obiettivo di contribuire a mantenere viva la memoria di un artista che, a quasi trent’anni dalla sua scomparsa, continua a rimanere sulla cresta dell’onda a livello artistico. Basti pensare che non sono molti in Italia gli artisti che possono contare su due festival a loro dedicati, come “Il Maledetto e Malelingue di Novafeltria” e il “Premio Pigro di Teramo”. È altrettanto importante considerare quanti artisti abbiano apprezzato Ivan Graziani, tributandolo con cover, canzoni e mostre pittoriche a lui dedicate, tra l’altro, una è attualmente in corso a Teramo e vi resterà fino a metà gennaio, se non ricordo male.

Il riscontro che sto ottenendo è sicuramente molto positivo da parte di una trasversalità di appassionati di tutte le età e della critica di settore. Siamo alle battute iniziali di un percorso che, in queste settimane e nei prossimi mesi, mi porterà a girare l’Italia. Ci sono molte date programmate e ne arriveranno molte altre. Spero che l’obiettivo principale, ovvero contribuire alla scoperta o alla riscoperta e, soprattutto, a tenere viva la memoria di Ivan, possa essere pienamente soddisfatto”.

 

Ci racconti il tuo pensiero sulla musica di Ivan Graziani?

“Personalmente, gli album di Ivan Graziani che preferisco sono quelli della metà degli anni Settanta. In assoluto, scelgo ‘I Lupi’ perché è il disco che traccia per la prima volta lo stile che darà poi origine ai suoi successi. Infatti, venendo da un album come “Ballate per quattro stagioni”, che era molto più sfumato in termini di sound, con ‘I Lupi’ riesce a creare un proprio stile distintivo, ed è quello che in seguito lo renderà famoso. Per questo, ritengo che in questo lavoro ci sia il primo vero Ivan Graziani, quello che poi tutti abbiamo apprezzato. Certamente, album come ‘Pigro’, ‘Agnese’ e ‘Tutto in un’intemperie’ sono quelli che lo contraddistinguono maggiormente.

Al contrario, la produzione degli anni Ottanta mi convince un po’ meno. Sebbene influenzato dalle correnti delle case discografiche e dal rinnovato sound di quel decennio (con sintetizzatori e le dinamiche digitali), non voglio dire che abbia perso la bussola, ma è rimasto un po’ anacronistico, salvo poi riprendersi verso la fine. Non credo che abbia scritto album brutti, ma ritengo che questi lavori siano stati sottotono rispetto alle grandi produzioni realizzate negli anni precedenti ”.

Cosa ti ha detto la famiglia per il libro?

“La famiglia è rimasta soddisfatta perché ha apprezzato l’onestà e lo scopo del lavoro: tributare un artista che ho sempre stimato e che ha sempre esercitato un forte fascino su di me”.

Pensi sia importante far conoscere Ivan Graziani alle nuove generazioni?

“Ritengo fondamentale far conoscere Ivan Graziani alle nuove generazioni, specialmente a chi apprezza un certo tipo di musica. Per alcuni versi, lui è stato un rivoluzionario, capace di esprimere un proprio linguaggio e una precisa identità musicale. In un’epoca caratterizzata da una forte omologazione degli standard musicali e dalla produzione e distribuzione di una quantità enorme di musica – a cui spesso non corrispondono qualità e originalità – un artista come Ivan Graziani dimostra che è possibile, se lo si desidera, creare musica con autentica identità e personalità. Chiaramente, a corredo di questa osservazione, subentrano tutti gli altri fattori, come la difficoltà per gli artisti di emergere e i cambiamenti dell’industria discografica.

Una figura come la sua è, e a mio avviso sarà, influente ancora per molto tempo, poiché è arrivata prima di tanti altri ed è stata in grado di unire diversi linguaggi musicali attraversando generi e sonorità. Ritagliandosi un proprio stile e una propria fetta di pubblico, questo le conferisce il merito maggiore che si possa riconoscere a un artista: avere un proprio sound, approccio, attitudine e, in definitiva, originalità”.

Come sta andando la promozione del libro per l’Italia?

“Per concludere, posso dirti di essere molto soddisfatto di come questo libro sia stato accolto finora dall’opinione pubblica e dalla critica. Abbiamo ricevuto molte recensioni positive e numerose interviste. Se ne sta parlando in tutta Italia e la stampa ne riferisce un po’ ovunque. Questo mi rende molto contento perché, evidentemente, c’era bisogno, in questa fase storica, di contribuire a tenere viva la memoria di Ivan Graziani, che lo scorso sei ottobre avrebbe compiuto ottant’anni. Sono molto soddisfatto e mi auguro che si possa continuare così ”.

L’AUTORE – cenni biografici

Federico Falcone (classe 1986), giornalista pubblicista, nel 2019 ha fondato The Walk of Fame magazine, quotidiano di approfondimento culturale con cui ha pubblicato il libro corale “Blackout, dietro le quinte del lockdown”. Tra le sue opere figurano anche “Avezzano – storia della città moderna” (Radici Edizioni, 2022) e “Vito Taccone. Il camoscio d’Abruzzo” (Radici Edizioni, 2022). Appassionato di Johnny Cash e del cinema di Woody Allen, ama il rugby e viaggiare in treno.

 

Seguici

11,409FansMi Piace

Condividi post:

spot_imgspot_img

I più letti

Potrebbero piacerti
Correlati