Emily, voce e anima di Monello Podcast

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Emily è una delle voci più autentiche e spontanee del panorama digitale contemporaneo. Nata come creator “per gioco”, ha trasformato la condivisione della sua quotidianità in un dialogo sincero con una community sempre più affezionata. Con il Monello Podcast ha creato uno spazio intimo, diretto e libero da tabù, dove esplora temi personali con ironia e profondità. La sua forza sta nell’equilibrio tra verità e leggerezza, tra imperfezioni e consapevolezza. In questa intervista racconta il suo percorso, le sue sfide e ciò che realmente la muove.

Com’è iniziato il tuo percorso sui social e cosa ti ha spinto a condividere la tua quotidianità online?

Il mio percorso sui social è iniziato un po’ per gioco. Volevo semplicemente creare contenuti e divertirmi, senza grandi aspettative. Con il tempo, però, condividere la mia quotidianità è diventato un modo naturale per entrare in contatto con le persone, quasi come una conversazione continua con chi mi segue.

Quando hai capito che volevi trasformare la tua presenza online in qualcosa di più strutturato, come un podcast?

L’ho capito osservando le reazioni delle persone: alcuni argomenti li sorprendevano, altri li incuriosivano. Ho realizzato che la mia forza era la capacità di trattare temi intimi con leggerezza, simpatia e autenticità. Poi ho attraversato un momento difficile nella mia relazione: parlarne mi ha aiutata, e da lì è nata l’idea di creare un podcast, uno spazio più profondo e strutturato.

Nel tuo podcast affronti temi personali e autentici: come scegli gli argomenti di cui parlare?

Molti temi nascono dalle mie curiosità personali. Sono sempre stata interessata alle dinamiche di coppia e a volte ho sperimentato pratiche nella mia relazione senza nemmeno sapere che avessero un nome. Raccontarle è diventato un percorso di crescita, non solo intima ma anche di consapevolezza. Mi ha permesso di aprirmi davvero e di lasciarmi andare.

Quanto conta per te l’immagine online e come bilanci autenticità e cura dei contenuti?

L’immagine conta, ma la verità conta di più. Essere sinceri con chi ti segue è fondamentale. Non cerco la perfezione: le mie gaffe restano, perché fanno parte di me. La cura dei contenuti richiede tempo e dedizione, ma non deve mai compromettere l’onestà di ciò che condivido.

Essere mamma e creativa allo stesso tempo può essere impegnativo: come organizzi le tue giornate?

La mia priorità è sempre mia figlia. Quando è a casa, il mio tempo è per lei; quando va a scuola, mi dedico al lavoro e al podcast. Il tempo non è mai abbastanza, ma una buona organizzazione — e un compagno che sostiene concretamente la famiglia — rende tutto più semplice e sostenibile.

Ti capita mai di sentire la pressione di dover ‘mostrare sempre il meglio’ sui social? Come la gestisci?

Le critiche ci saranno sempre. Ho imparato a non farmi influenzare troppo. A volte ricevo commenti sul peso o sull’aspetto fisico, ma ho trovato un equilibrio interiore che mi permette di mostrarmi per quella che sono, senza filtri o ricerca della perfezione. Non posso piacere a tutti, e va bene così.

Come reagisce il tuo pubblico ai contenuti in cui parli della tua vita da donna?

Reagisce molto bene: c’è grande interesse, tanti complimenti e spesso un senso di vicinanza. Le persone apprezzano l’onestà con cui racconto la mia vita da donna.

Qual è la parte più bella del far conoscere la tua storia e la tua personalità attraverso i social?

Il feedback delle persone. Sapere che qualcuno si è sentito compreso o normalizzato da ciò che racconto mi emoziona. A volte ricevo messaggi che mi commuovono. È la conferma che quello che faccio ha un valore reale.

C’è un episodio del tuo podcast a cui sei particolarmente legata? Perché?

Sì, l’episodio della “fontana”. Racconto la prima volta in cui ho sperimentato una nuova forma di piacere, grazie ai consigli delle ascoltatrici. È stato un momento di scoperta e liberazione personale. Il podcast mi ha dato lo spazio sicuro per parlarne senza tabù.

Che consigli daresti a chi vorrebbe aprire un podcast o iniziare un percorso sui social da zero?

Di non aspettare il momento perfetto: non esiste. Bisogna partire, anche con gli errori e le imperfezioni, e migliorare strada facendo. La pratica e la coerenza valgono molto più della pianificazione infinita.

Manuele Pereira

 

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