La figura di Mortensaften, leggenda o realtà

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In ogni Stato esistono credenze o leggende urbane tramandate verbalmente nei racconti serali intorno al fuoco del camino… anche in alcune regioni italiane la sera del due novembre viene considerata secondo gli esoterici una notte magica, tra tanti racconti, vuole che all’ultimo rintocco della mezzanotte dell’uno novembre di ogni anno le anime dei morti escano dai loro tumuli per ritornare nella sua precedente dimora facendo visita ai suoi cari… questi, in loro onore imbandivano la tavola di casa accedendo un lume… per essere commemorati come fossero in vita!

Secondo molti, questa giornata avrebbe dovuto essere considerata un giorno festivo, in realtà non è mai stato riconosciuto… forse perché la chiesa… ha pensato bene di metterci come sempre il suo zampino, aggiungendo in calendario il giorno primo novembre come festa di ognissanti… riconoscendo così la solenne festività!
Scorrendo il calendario, troviamo il dieci di novembre, altra ricorrenza poco sentita in Italia, forse non essendo un fatto storico ma prodotto da popolar cultura, lo si unisce per lo più ad un fenomeno meteorologico, poiché durante la giornata stranamente diventa come per incanto radiosa, vedendo spuntare nella giornata uggiosa il calore solare… da festeggiarlo come l’estate di San Martino, commemorando il famoso altruismo gesto di Martino di Tours, celebrando la divisione del suo mantello con spirito caritatevole.
Differente, ma molto sentita la stessa data nella tradizione danese, è la festa di Mortensaften, la si potrebbe definire una somma del risultato di diverse storie locali, dove si racconta che questo soldato per non voler essere nominato vescovo, si rifugiò in una gabbia tra le oche… Noi italiani sappiamo benissimo cosa avvenne al Campidoglio a causa di questi animali sacri alla dea Giunone nel 390 a.C., fu così che Mortensaften venne scoperto e divenne suo malgrado Vescovo… Da quel giorno con solenne promessa per la vigilia del dieci novembre si festeggiasse la giornata tra vari manicaretti locali era implicito metterci l’oca arrosto, con cavolo nero e purea di patate!
Ma prima che tutto questo accadesse… nell’antichità, prima ancora del calendario… il mese di novembre per i contadini era considerato la fine dell’anno dove si tiravano le somme del raccolto, se era stato abbondante allora era d’uopo preparare un pasto generoso utilizzando carne grassa prima che l’inverno rendesse gli animali meno sostanziosi. Altro caso è come certi riti che persistono ancora in alcuni villaggi danesi… qualcuno sale su una sedia in attesa dell’ultimo rintocco della mezzanotte, insieme ad esso compivano un balzo “come volessero andare verso l’anno nuovo” ricco di prosperità e propositi!
Portare avanti le tradizioni danesi, ci pensò da tempo Claudia Fraschini con la sua semplicità nel creare avvenimenti racchiusi nel suo Cookin’ Factory, dove appena si attraversa la soglia ti sembra di entrare in un’altra dimensione quasi da sogno, lo si nota dagli invitati che abitualmente fanno parte di questa atmosfera ospitale, intima quasi fatata per come la padrona di casa ti accoglie facendoti sentire a tuo agio durante la cena conviviale… non poteva mancare il Console Danese Federico Daneo. Tutta la scenografia della serata non viene lasciata mai al caso, iniziando dal personale, l’allestimento sui tavoli con un’infinità di candele, la cucina in bella vista… pronta a sfornare il prelibato cibo preparato magistralmente dalle mani esperte da Chef per soddisfare palati esigenti e pronti nel dare informazioni se richieste. Sebbene siano giovani, i sommelier hanno già iniziato ad acquisire la padronanza del lavoro, i camerieri sempre sorridenti pronti a soddisfare le richieste degli ospiti, che dire… vogliamo parlare del cibo? Superiore alle aspettative dei convenuti… dopo aver percepito i cinque sapori fondamentali di una perfetta cucina! Insomma, siamo certi che qualunque sia la serata proposta con gusto raffinato, in questo caso come quella di Mortensaften appena conclusa, riescono sempre con un grande applauso dovuto a Claudia Fraschini.
Noi nel nostro modesto lavoro nel concludere questo articolo, abbiamo cercato di avvicinarvi alle prelibatezze della serata, cercando di stuzzicare la vostra immaginazione, forse non ci siamo riusciti… ma abbiamo trovato in un’unica definizione di difficile traduzione tutto questo, è concentrato tutto quello che non si è riuscito a esprimere con le parole: Hygge!

Daniele Giordano

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