In scena l’ 08 e il 09 novembre 2025 al Teatro “Gustavo Modena” di Genova
“Frankenstein – a love story” è una produzione: Motus, Emilia-Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, TPE – Festival delle Colline Torinesi, Kunstencentrum VIERNULVIER (BE) e Kampnagel (DE) Residenze artistiche ospitate da AMAT & Comune di Fabriano, Santarcangelo Festival, Teatro Galli-Rimini, Centro di Residenza dell’Emilia-Romagna “L’arboreto-Teatro Dimora | La Corte Ospitale”, Rimi-Imir (NO) e Berner Fachhochschule (CH), con il sostegno di MiC, Regione Emilia-Romagna.
Dopo il debutto in prima nazionale a Romaeuropa, la nuova creatura di Motus si manifesta ora come un mostro a due teste, attraverso due spettacoli complementari che intendono indagare le polarità opposte dell’esistenza umana: creazione e distruzione. Con “A love story”, entriamo nel cuore del capolavoro di Mary Shelley, “Frankenstein, or The Modern Prometheus” (1818), trasformando il mito romantico in un grido di allarme e una richiesta di empatia.
Il progetto si configura come un’indagine profonda sulle relazioni che fondano o distruggono la possibilità stessa di vivere insieme. Con uno sguardo politico e viscerale, Motus esplora cosa significa essere creature vulnerabili che cercano comunque un posto nel mondo, anche quando quel mondo sembra rifiutare di concederlo.
Daniela Nicolò & Enrico Casagrande dicono dello spettacolo:
“In “A love story” ci siamo addentrati nella solitudine abissale delle creature partorite dalla fantasia di Shelley: corpi ibridi, marginali, inquieti, alla ricerca di relazioni impossibili, affetti non normati e riconoscimenti mai concessi. Abbiamo osservato il confine fragile tra umano e non-umano, tra desiderio e paura, tra cura e abbandono, creando una mappatura dell’orrore che mostra un viaggio nella darkness di questi giorni.”
Il progetto dedicato a Frankenstein ci restituisce una visione complessiva di queste tematiche, un’immersione totale nelle profondità dell’essere fino ad arrivare alla discesa negli inferi. E come tutte le discese agli inferi, questa esperienza ci conduce nuovamente a riveder le stelle, offrendo una speranza attraverso la comprensione delle nostre fragilità e la ricerca di una connessione autentica. Tutta la drammaturgia è concentrata in uno straordinario viaggio teatrale che emotivamente rispecchia la condizione umana.
Giuliano Angeletti

