“La musica non cambia,il caso Venezi”.Sì,perché esiste un vero e proprio caso Beatrice Venezi,come ha sottolineato il segretario generale di Ugl Paolo Capone in conferenza stampa,tenutasi ieri in piazza Montecitorio.Un confronto voluto e sentito,per mettere in primo piano i diritti dei lavoratori dello spettacolo. Il caso del maestro Beatrice Venezi è ribaltato alle cronache nazionali, per il rifiuto convinto da parte del prestigioso Teatro La Fenice ad averla come direttore d’ orchestra.Mancanza di esperienza,hanno sempre detto,o forse discriminazione a priori di un’artista scomoda per molti?La querelle non ha mai trovato una risposta limpida e chiarificatrice.”Il nostro compito,come difensori di chi fa dell’ arte a 360 gradi il suo lavoro,è quello di ristabilire rispetto ed equilibrio” ha dichiarato Cesare Rascel,responsabile nazionale Ugl Creativi.Di conseguenza nel caso Venezi si va a tutelare la professionista si, ma anche soprattutto la parte umana dell’artista,mortificata da una sorta di mobbing non giustificato.Ugl si pone in tal modo in prima linea su argomenti forti,a volte scomodi, che meritano di essere approfonditi,con una risoluzione chiara e definita ,priva di ombre e manipolazioni.
Sara Nicoletti

