“Clizia, dal nome in greco antico ‘Klytía’, legato a sua volta all’aggettivo ‘klytòs’, che significa letteralmente ‘famoso’, ‘illustre’, ‘nobile’. Nella mitologia classica il nome Clizia è legato indissolubilmente al dio Apollo, come narra lo scrittore Ovidio nel suo IV libro delle straordinarie ‘Metamorfosi’. L’affascinante ninfa, amante del dio del sole venne abbandonata da quest’ultimo poiché un sortilegio di Afrodite lo aveva fatto invaghire perdutamente di una giovane mortale, di nome Leucotoe. Clizia accecata dalla gelosia, denuciò la relazione al padre di lei, che punì severamente la povera figlia, facendola seppellire viva in una buca profonda. Clizia sentendosi in colpa per l’accaduto e ripudiata dall’amato, passa i giorni seduta a terra, senza nutrirsi né di acqua né di cibo, nutrendosi di sola rugiada e, inseguendo con lo sguardo il percorso del Sole, finché il dio impietositosi la trasforma in un girasole.
Come la Clizia di Ovidio che seguiva il Sole anche la famosa attivista trans Clizia De Rossi, fiorentina di nascita, tra una partecipazione come opinionista a trasmissioni radiofoniche e televisive e l’altra, segue il Sole con i suoi raggi, per illuminare e far valere i diritti LGBT, con la sua bandiera arcobaleno. Clizia si è laureata in lettere, poi ha intrapreso la carriera da fotomodella e si è fatta strada come influncer. È un’esperta dantista, dell’arte e della cultura in generale, molto seguita sui social come attivista per i diritti civili e figura prominente nella lotta per l’inclusione della comunità LGBTQ+. Ha partecipato a dibattiti su temi come il femminismo e la percezione del corpo femminile ed èanche un’attivistaanimalista. Clizia è una presenza fissa al programma radiofonico ‘La Zanzara’ di Radio24, con la conduzione del giornalista Giuseppe Cruciani in collaborazione con David Parenzo. Dopo aver partecipato come ospite fisso al programma televisivo ‘Donne sull’orlo di una crisi di nervi’ il talk show in onda in prima serata su Rai 3, ideato e condotto da Piero Chiambretti, adesso Clizia è in tour teatrale con “La Zanzara Show”, il nuovo spettacolo dal vivo firmato da Cruciani e Parenzo. Lo spumeggiante programma culto di Radio24, tra l’altro vincitore del prestigioso premio internazionale “Spotify Milestone Creator Award” per essere il podcast più ascoltato in Italia e l’unico ad aver superato la soglia dei 50 milioni di ascolti, si è trasferito tra le quinte teatrali. Il 20 luglio scorso sul palco del Teatro della Versiliana di Marina di Pietrasanta (LU) ha debuttato in prima nazionale, dopo anni di successi radiofonici e ascolti record. ‘La Zanzara’ si presenta per il teatro portando la stessa energia esplosiva del format originale. Un pot-pourri tagliente di attualità, satira, provocazione e libertà di parola, in cui i due inossidabili conduttori danno vita a uno spettacolo tra talk e happening, senza copione né freni. Un vero show unico, che scorre a ruota libera. Gli irriverenti protagonisti de ‘La Zanzara’ portano così, un racconto senza tabù, senza censure e senza peli sulla lingua, dove il politicamente corretto e il perbenismo vengono sfidati. Dove uno vale uno e chiunque può sostenere la propria opinione anche e soprattutto se è insolente, oltraggiosa e fuori dagli schemi. Il tour teatrale gira per tutta la penisola, da Nord a Sud, passando per Napoli, Cremona, Bologna, Firenze, Bari, Varese, ecc.
Adesso sentiamo la nostra Clizia, che molto gentilmente si è concessa in una ricca e piacevole intervista:
Clizia parlaci del ricordo della trasmissione a cui hai partecipato con Piero Chiambretti.
«Prima di tutto sono molto grata a Piero perché mi ha concesso il mio vero e proprio battesimo televisivo, intendo ad alti livelli, avevo partecipato ad altre trasmissioni, con Barbara D’Urso, poi la partecipazione a ‘Ciao Darwin’, ma nulla di così importante in prima serata, tra l’altro in un ruolo cucito proprio sulla mia persona. Piero non ha mai fatto assolutamente riferimento a chi ero, ma semplicemente al mio ruolo culturale, alle mie conoscenze, alla mia professione di esperta dantista. E’ stata un’esperienza molto bella anche dal mio punto di vista, perché mi ha dato la possibilità di conoscere grandi artisti, personaggi dello spettacolo con cui non avevo mai interagito, come Asia Argento, Edoardo Camurri e Francesca Barra. Con quest’ultima, che stimo molto, abbiamo stretto una bella amicizia. Piero appartiene a quella old school dello spettacolo, unica ed irripetibile, con conduttori come Corrado, Mike Bongiorno, Raffaella Carrà ed altri, dove il presentatore oltre a rivestire il proprio ruolo si occupa dell’intero programma. Piero è un vero e proprio talent scout come Maurizio Costanzo. Lui ha fatto emergere tanti ospiti come Jonathan Kashanian, Drusilla Foer, Clizia Incorvaia, Costantino Della Gherardesca ed altri.»
Hai mai pensato di condurre una trasmissione radiofonica o televisiva tutta tua?
«Sì, mi piacerebbe moltissimo, è il mio grande sogno, tra l’altro non sono così ambiziosa da puntare ad una trasmissione sulle emittenti principali o in prima serata, ma basterebbe una rete minore o una stazione radiofonica anche meno conosciuta. Il mio grande sogno sarebbe quello di condurre un programma incentrato sulla cultura. È gratificante vedere il riscontro del pubblico quando si riscoprono argomenti come la letteratura greca e latina di cui sono molto appassionata, come puoi notare dalla scelta del mio nome. Chissà se un giorno in Italia ci sarà qualcuno che avrà il coraggio di osare, affidandomi un programma del genere. Una sorta di circolo scipionis, dove interagiamo tutti, scegliendo un argomento o un libro ed ognuno può apportare un suo pensiero. Interloquire sulla tragedia greca, di Eschilo, Sofocle e Euripide e rapportarle ai giorni nostri, con la loro contemporaneità.»
Insegni ancora la lingua Italiana ai migranti?
«Sì, certo. Ho ripreso a fine settembre per il mio terzo anno consecutivo. A Milano, dove vi è una delle sedi della ‘Rete delle Scuole senza Permesso’, aiutiamo tante persone con lezioni di Italiano, Informatica e di Inglese, organizziamo delle uscite ricreative per i minori e per le donne, che aiutiamo ad inserirsi nel mondo del lavoro. Purtroppo non avendo il permesso di soggiorno e senza cittadinanza non è affatto facile. Cerco di aiutarli come mi è possibile, insegnando le materie letterarie, essendo laureata in Lettere.»
Da profonda conoscitrice di Dante, come promuoveresti gli studi danteschi in chiave moderna?
«Quando agli studenti si spiega bene la ‘Divina Commedia’ senza troppi fronzoli, in maniera più accattivante e più vicina a loro, solitamente rimangono affascinati. Purtroppo nelle scuole tanti insegnanti si fermano solo ai Canti più famosi dell’Inferno, tralasciando gli altri due volumi. Bisognerebbe improntare un piano per rendere più fruibile anche il Purgatorio e il Paradiso. Di recente ho parlato tramite i miei canali social, di Cunizza da Romano e di Picarda Donati, che sono due delle sole cinque donne che parlano in tutta la ‘Divina Commedia’, a parte Beatrice e Matelda. Anche il regista Roberto Benigni ha il merito di aver riavvicinato il pubblico alla lettura della ‘Commedia’, in maniera avvincente, ha trovato la chiave giusta per stimolare la curiosità di tanti e coinvolgere anche nuovi lettori. In realtà dentro la ‘Divina Commedia’ c’è tutto, un mondo pazzesco, ed è attualissima con tanti rimandi. Ad oggi è uno dei libri più conosciuti, letti e tradotti di sempre. A mio avviso è il capolavoro dell’umanità. È vero che sono di parte, sicuramente viene spontaneo fare il paragone con Shakespeare o con Tolstoj. Ritengo che Dante è l’antesignano di tutto.»
Da appassionata di mostre e musei, qual è il tuo museo preferito?
«Al momento non saprei scegliere. In realtà mi piace moltissimo visitare i luoghi natii e località dove hanno vissuto gi artisti e i grandi intellettuali del nostro Paese. Infatti sono proprio di ritorno da Recanati, dove ho visitato tutti i luoghi di Leopardi, la sua casa-museo ed anche il famoso colle de ‘L’infinito’. Da lì c’è un panorama da brividi. Poi prima di Leopardi sono stata ad Asti, dove ha vissuto l’Alfieri, ed anche a visitare la casa milanese e la dimora del Manzoni sul lago di Como.»
Clizia che musica ascolti, hai qualche artista preferito?
«In realtà sono molto classica, mi piacciono i grandi autori e cantautori che hanno fatto la storia della musica italiana, non ascolto la musica contemporanea. Sono nata e cresciuta negli anni ’90 con gli 883, quando le canzoni raccontavano di amori spensierati, di gite, di avventure, in maniera poetica e con delicatezza. Oggi raccontano di sesso, droga, armi; vi è assenza di valori, in maniera volgare e tossica.»
Nel 2023 hai presentato la domanda d’iscrizione per Miss Italia, ci puoi raccontare com’è andata?
«Sì, in effetti è stata una provocazione. Perché Patrizia Mirigliani per rilanciare questo programma, che ritengo sia da chiudere, fece delle dichiarazioni – se non ricordo male – in un’emittente radiofonica, di aver escluso due ragazze trans che si erano presentate ai provini, e da lì scaturì una polemica. Quindi feci l’iscrizione, avendo tutti i documenti e i requisiti in regola per gareggiare al concorso. Anche se poi non avrei partecipato, il mio obiettivo era di evidenziare le discrepanze e l’ipocrisia dietro al sistema.»
Oltre Dante, quale altro scrittore preferisci? Se sei innamorata folle, e di chi?
«Bella domanda, nutro una passione sconfinata per diversi autori, tra cui Manzoni, Proust, Ovidio, Leopardi. Dante è colui che ha scritto di più, ma soprattutto ha scritto l’opera più importante per l’essere umano. Chiaramente ho un occhio di ‘riguardo’ per lui, però l’Odissea, l’Iliade, l’Eneide, sono per me imprescindibili. Al momento sto leggendo di più il contemporaneo, come la letteratura francese del 700 e dell’800, quindi Dumas, Hugo, e Stendhal. Poi ho un debole per un autore molto spesso dimenticato e su cui ho scritto una delle mie tesi di Laurea, che è Umberto Saba.»
Qual è il libro che hai sul comodino che stai leggendo?
«Adoro leggere le biografie e sono ad oggi i miei libri preferiti, ho appena terminato di leggere, in ordine di tempo: la vita della Contessa di Castiglione, poi la biografia su Edda Ciano e adesso sto leggendo un romanzo di Daphne Du Maurier che s’intitola ‘Mia cugina Rachele’, perché sono rimasta assolutamente entusiasta del capolavoro: ‘Rebecca, la prima moglie’ e quindi preferisco continuare con la stessa autrice.»
Qual è il tuo genere cinematografico preferito?
«Il mio genere preferito è quello storico, a sfondo culturale, film d’essai. Sono amante dei grandi classici, come ‘Il tè nel deserto’, ‘Il padrino’, ‘Il gattopardo’, infatti sono una profonda estimatrice del cinema di Luchino Visconti. In questo momento sto pensando al film ‘Senso’, tutto lo sfarzo che ripone in scena, la sua attenzione maniacale, ogni suo set sembrava un dipinto, un cinema molto caricato, dettagliato, mai superficiale.»
Hai detto che ti senti anacronistica nella società odierna, quindi ascolti musicisti classici?
«Amo l’opera lirica, ero abbonata al Festival Pucciniano di Torre del Lago, ascolto un po’ tutti: Bellini, Verdi, ed appunto Puccini. Mi rilassano molto, sono arrivata all’opera attraverso la letteratura, non attraverso lo studio della musica. Non suono alcun strumento musicale.»
Hai mai pensato di fare cinema, o teatro?
«Sì, ho partecipato ad entrambi. Ma non credo che facciano per me, non riesco a fingere e a recitare una parte. Ultimamente quando mi è capitato di fare anche piccole esperienze mi sono resa conto che non sono proprio adatta, sento molto difficile calarmi nei panni di qualcun altro. Preferisco più partecipare e condurre un programma radiofonico o televisivo, o intervenire come opinionista.»
Cosa proponi e auspichi in futuro per i diritti LGBT?
«Siamo in un periodo ‘buio’. In tutto il mondo vedo tanta discriminazione, come per esempio in Cina, lì l’omosessualità è vista come una grande onta. Anche in Italia la situazione al riguardo non è certamente delle migliori. C’è un’aggressione omo-bi-lesbo-transfobica ogni due giorni. L’anno scorso si sono registrate più di ventimila chiamate al Gay Help Center. Quotidianamente c’è chi fomenta odio e discriminazione nei confronti delle minoranze, che non è più tollerabile. Sono davvero dispiaciuta che non è passato il ‘DDL Zan’, e la mancata approvazione delle sanzioni sui crimini per orientamento sessuale e per l’identità di genere. Ci sono tanti interventi che potrebbero migliorare costruttivamente, ma la burocrazia è troppo lenta e la politica attuale non favorisce alcun miglioramento. C’è bisogno di far in modo di diffondere a tutti, in particolar modo ai bambini e agli adolescenti, finché sono plasmabili, i princìpi di uguaglianza, di inclusione, di rispetto e consenso con l’altro sesso e nei confronti della diversità.»
Salutiamo la bella Clizia, con l’augurio di continuare ad essere protagonista in tanti programmi ‘zanzarosi’. A presto biondo fiore sempre rivolto verso il Sole.
Bruno Grillo

