Da campi da tennis a studi di registrazione: la storia di Guido Plebani, in arte Plebbo, è un viaggio di passione e scoperta. Nato a Roma nel 2003, Plebbo ha coltivato per anni la disciplina sportiva del tennis prima di trovare nella musica il suo vero universo creativo. Nel 2022, spinto da una passione irrefrenabile, inizia a suonare chitarra e pianoforte da autodidatta, dando vita ai primi brani che traducono in note le emozioni e le melodie della sua immaginazione. Il suo debutto discografico arriva nel 2024 con il singolo “Svegliati”, scritto e composto interamente da lui, prodotto da Diego Calvetti. Lo stesso anno vede la pubblicazione di altri due singoli, “Corrono Pensieri” e “Naufrago”, che consolidano il suo stile unico e personale. Tra le collaborazioni più recenti, si ricordano il brano “Mentine, Sushi e Coca Cola” con l’artista Byron e “America”, che hanno ulteriormente ampliato il suo pubblico.
Il suo ultimo lavoro, “Faccia al cielo”, disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica dal 10 ottobre 2025, segna un nuovo capitolo della sua carriera e conferma la sua capacità di raccontare sentimenti e storie attraverso la musica. In questa intervista, Plebbo ci racconta il percorso che lo ha portato dal mondo dello sport a quello musicale, le emozioni dietro i suoi singoli più recenti e le ispirazioni che guidano la sua creatività.
1 Ciao Guido, bentrovato al Corriere dello Spettacolo! Prima di tutto, complimenti per il tuo nuovo singolo, Faccia al cielo. Partiamo proprio da questo: puoi raccontarci come è nato questo brano?
“Faccia al cielo” nasce da un flusso di pensieri che ho avuto mentre osservavo il cielo, sdraiato su un prato. I miei pensieri spaziavano in diversi ambiti, ma il brano raccoglie soprattutto sensazioni di speranza, malinconia e, a tratti, anche paura. Nonostante il titolo, però, l’ho scritto con la chitarra, al buio, guardando il soffitto. L’ispirazione viene dal cielo, ma la creazione è stata più intima e raccolta.
2 Tu dal mondo dello sport e solo dopo hai iniziato da autodidatta il tuo percorso musicale. Com’è avvenuto questo avvicinamento alla musica?
È avvenuto in maniera abbastanza strana ed è successo relativamente tardi. Ho sempre giocato a tennis, era il mio sogno da ragazzino. Poi nel 2022, che è stato l’ultimo anno in cui ho giocato, stavo un po’ mollando: sia perché non avevo raggiunto i livelli che volevo, sia perché avevo problemi alla schiena. Nel tempo libero ho cominciato ad avvicinarmi alla musica, che fino a quel momento non mi aveva entusiasmato più di tanto, soprattutto perché non mi piaceva molto ciò che ascoltavano i miei coetanei. Un giorno, così per caso, su YouTube ho iniziato a vedere concerti di artisti come Pink Floyd, Jeff Buckley, Radiohead… e mi sono appassionato moltissimo. Ho scoperto che c’era molto più di quanto pensassi. A quel punto, per hobby, ho iniziato a suonare la chitarra classica che avevo a casa, il pianoforte verticale, e a cantare. Era sempre un hobby fino all’estate del 2022. Dopo l’estate ho smesso di giocare a tennis e non sapevo bene cosa fare della mia vita. Mi sono iscritto all’università, ma poi, verso settembre-ottobre del 2022, ho scritto la mia prima canzone. Lì mi si è aperto un mondo: ho capito che la musica poteva essere non solo un passatempo, ma qualcosa a cui potevo dare un mio contributo, soprattutto nella scrittura. È nato tutto contemporaneamente.
3 Questo tuo bisogno di scrivere, anzi diciamo di esprimerti è arrivato tutto insieme?
Sì, c’è stato un bisogno di esprimermi. Però è arrivato davvero quando ho smesso di giocare a tennis. Finché suonavo solo come hobby, mentre giocavo, mi limitavo a fare pezzi di altri, a imparare. Dopo aver smesso, quando non sfogavo più la mia creatività nel tennis – perché anche il tennis, nelle scelte tattiche, è un’arte: devi inventarti traiettorie, soluzioni – quella creatività si è riversata nella musica. È lì che ho sentito la necessità di cominciare a scrivere
4 Una domanda che rivolgo a tutti i nostri ospiti è questa: hai in programma un album o dei live nei prossimi mesi?
Al momento mi sto concentrando tantissimo sulla scrittura di nuove canzoni e sulla loro produzione. Il mio obiettivo è far uscire un album nel 2026, con tutti pezzi inediti e magari anche qualche brano già uscito ma riarrangiato, per renderlo più coerente con l’album. Per quanto riguarda i live, al momento non ho nulla in programmazione, però mi sto organizzando con la mia band e stiamo vedendo cosa possiamo fare nei prossimi mesi.
5 Ti faccio un’ultima domanda: qual è il tuo sogno più grande legato alla musica?
Sicuramente continuare ad avere questa passione, più di qualsiasi altra cosa. Sarebbe bello anche diventare famoso, certo, però la cosa principale per me è continuare a farlo con la passione che ho adesso e far uscire cose che mi piacciono.
Augurandoti un successo straordinario, permettimi di dirti che la passione è già di per sé un successo, soprattutto quando la metti sempre al primo posto in tutto ciò che fai. Continua così, con dedizione e con il cuore, e vedrai che tutto il resto arriverà naturalmente. Grazie, Guido: è stato un vero piacere intervistarti e conoscerti. Ti auguro una splendida serata.
Grazie, Giuseppe, per questa intervista. Un saluto speciale anche alla redazione del Corriere dello Spettacolo e a tutto il vostro pubblico.
Giuseppe Sanfilippo

