I premi del 31° Medfilm Festival

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Il cinema del Mediterraneo a Roma dal 6 al 16 novembre

Sono particolarmente legato a questo festival capitolino, perché poco meno di trent’anni fa ricevetti il primo accredito giornalistico ad una rassegna cinematografica. Sono cose che non si dimenticano. Quell’edizione si tenne nell’elegantissima location dell’Auditorium di Santa Cecilia in Via della Conciliazione, in quel di Piazza San Pietro.

Ma veniamo alla conclusione di questa 31ma edizione con una cerimonia di premiazione intensa, a sala stracolma, tenutasi al The Space Cinema Moderno di Piazza della Repubblica. La manifestazione, dedicata alle cinematografie del Mediterraneo, ha portato a Roma 83 film da ben 33 paesi, con 60 ospiti, eventi speciali, meeting, incontri e masterclass in location diffuse lungo tutta Roma.

Un’edizione che ha dato visibilità e diffusione ai talenti del cinema dell’area, dagli studenti delle scuole di cinema ai grandi autori, capace di offrire una visione del Mediterraneo quale luogo di grande fermento creativo, artistico ed industriale, insieme con le tantissime sezioni del festival ed i numerosissimi film e Paesi in concorso, come sopra citato.

Ginella Vocca, fondatrice e Direttore artistico del MedFilm festival ha, tra l’altro, affermato: “Il cinema è un linguaggio universale capace di attraversare confini geografici, politici e culturali. Un’opera nata da una necessità autentica di raccontare, riesce a toccare corde comuni a ognuno: la gioia, l’amore, il dolore, la lotta, la speranza. Nel contesto del Mediterraneo, questa capacità si amplifica, perché il ‘Grande Mare’ è una culla di civiltà molteplici e interconnesse. Ed è questo il segno del MedFilm: bellissimi film, intrecciati in una costante pratica di relazione tra culture, economie creative, studenti, artisti e istituzioni”.

Durante la cerimonia di premiazione sono stati ringraziati Gianluca Abbate per il manifesto ufficiale del festival e Francesco Cuomo per la realizzazione dei premi. Ma veniamo ai vincitori della 31ma edizione del Medfilm Festival, partendo ovviamente dal Concorso Ufficiale Lungometraggi, la cui giuria era composta da Daria D’Antonio, Gianluca Guzzo, Laika, Donatella Palermo, Antonio Piazza. 

PREMIO AMORE E PSICHE per il Miglior Film assegnato a “Le aquile della Repubblica” di Tarik Saleh (Svezia/Francia, 2025), un film che fonde satira e tragedia politica. Riflettendo sul potere, sulla manipolazione dell’immagine e sul rapporto tra cinema e regime, il film mantiene un ritmo teso che alterna ironia ed inquietudine senza mai perdere precisione drammatica. Un’opera coraggiosa che svela il meccanismo di ogni sistema in cui l’individuo è costretto a scegliere tra verità e sopravvivenza.

PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA a “A Sad and Beautiful World” di Cyril Aris (Libano/Stati Uniti/Germania/Arabia Saudita/Qatar, 2025), un film che colpisce per la sua preziosa capacità di intrecciare commedia sentimentale e racconto storico e civile, trasformando la storia d’amore dei protagonisti in un ritratto vivo di Beirut.

PREMIO ESPRESSIONE ARTISTICA a “Una donna e un bambino” di Saeed Roustaee (Iran/Francia, 2025), un film che trova la sua verità nella splendida interpretazione della protagonista Parinaz Izadyar e dell’intero cast artistico, la cui bravura porta questa storia dolorosa di resistenza femminile al cuore dello spettatore.

Chiuso il concorso principale, menzioniamo soltanto le numerosissime sezioni collaterali del MedFilm Festival: il Concorso Ufficiale Cortometraggi, il Premio Methexis, il Premio Cervantes, il Premio Valentina Pedicini alla Miglior Opera Prima e Seconda, il Premio alla Miglior Coproduzione Euromediterranea, il Premio Ecumenico in collaborazione con Institut Français Centre Saint-Louis, OIM Prize, Stadion Prize, Pitching Prize, il Premio Diritti Umani Amnesty International, il WWF Medfilm Award, il Premio Piùculture, il Premio delle Giurie Universitarie, il Premio Koiné; ci soffermiamo sul Premio alla Carriera 2025 assegnato a Tony Gatlif, “Per aver difeso, con la forza della verità e della parola, il diritto all’informazione e all’istruzione, raccontando al mondo cosa significa vivere oggi a Gaza ed essere diventata un simbolo di coraggio, voglia di vivere e impegno per la verità. In una Striscia chiusa alla stampa internazionale da oltre due anni, Aya Ashour – giornalista e ricercatrice 24enne, laureata in diritto internazionale con una tesi sul ruolo delle donne nella sicurezza e nella pace – ha narrato con lucidità e profonda dignità gli orrori della guerra e la resilienza del suo popolo, continuando a testimoniare anche sotto le bombe la realtà della sua famiglia e dei civili intrappolati nel conflitto.” 

Ricordiamo che il MedFilm Festival si pregia dell’Adesione del Presidente della Repubblica Italiana, sotto l’alto patrocinio del Parlamento Europeo e con il sostegno della Rappresentanza in Italia della Commissione europea e della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dei Ministeri della Cultura, degli Esteri, dell’Istruzione, della Giustizia, dello Sviluppo Economico, del FAMI – Fondo Asilo Migrazione e Integrazione, della Regione Lazio, del Comune di Roma, con il supporto di agenzie internazionali, sedi diplomatiche in Italia, ministeri della Cultura di vari Paesi del bacino mediterraneo, 150 scuole di Cinema del bacino stesso, le Università di Roma La Sapienza, Roma Tre, UNIMED – Mediterranean Universities Union.

Appuntamento all’anno prossimo, come sempre tra fine ottobre ed inizio novembre, per la 32ma edizione di questa meritoria e ricchissima rassegna cinematografica.

Franco Baccarini

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