Al via la diciassettesima edizione della fiera emiratina, in programma dal 19 al 23 novembre 2025 presso Manarat Al Saadiyat.
di Caterina Katya Marletta
È ormai lontano il tempo in cui Abu Dhabi Art veniva considerata una fiera emergente. Giunta alla diciassettesima edizione, la manifestazione si propone oggi come un vero crocevia globale, dove la scena artistica locale dialoga e si arricchisce attraverso il confronto internazionale. L’edizione 2025, infatti, conferma questo slancio strategico, con la presenza di oltre 140 gallerie provenienti da 37 Paesi, segno che l’aspirazione a essere un hub globale è in piena realizzazione.
Dal suo lancio nel 2009, Abu Dhabi Art ha saputo coniugare mercato e cultura, distinguendosi da molte fiere per l’approccio curatoriale: dedicando sempre più sezioni tematiche e progetti che raccontano l’equilibrio virtuoso tra collezionismo e ricerca.
Un ulteriore banco di prova, forse determinante, per la fiera si prepara ad affrontare una trasformazione importante: come annunciato ufficialmente, dalla sua 18ª edizione — prevista per novembre 2026 — diventerà Frieze Abu Dhabi, nato dalla collaborazione tra il Dipartimento di Cultura e Turismo di Abu Dhabi e Frieze. Un rinnovamento che mira a rafforzare il mix di scoperta, dialogo e pratiche artistiche, sfruttando la rete internazionale di Frieze e l’ecosistema culturale degli Emirati.
Tra i tanti segni distintivi dell’edizione 2025, spiccano certamente l’ampliamento geografico delle scene artistiche: Nigeria, Turchia, Golfo e Algeria, Senegal, Paesi Bassi, Perù e Tanzania (questi ultimi Paesi per la prima volta alla fiera emiratina), oltre al numero massiccio di espositori, in aumento di quasi il 40% rispetto all’anno precedente.
Imponente la partecipazione italiana: tra le gallerie figurano Mazzoleni, Galleria Continua, Galleria Umberto Di Marino e Galleria Franco Noero, affiancate da Studio G7. Inoltre, l’Ambasciata d’Italia e l’Istituto Italiano di Cultura, insieme a Mazzoleni, presentano il progetto “The Roots of 20th and 21st Century Italian Art”, che riunisce le opere di Giorgio de Chirico, Lucio Fontana, Enrico Castellani, Agostino Bonalumi, Giorgio Morandi, Michelangelo Pistoletto e Salvo. Questo percorso rende omaggio a maestri spesso poco visibili negli Emirati.
L’ambasciatore Lorenzo Fanara ha dichiarato: “Questa mostra conferma la nostra convinzione che la diplomazia culturale possa costruire ponti tra culture. Presentarla in un contesto così internazionale significa che l’arte italiana potrà dialogare con collezionisti e pubblico globali.” E Susanna Iacona‑Salafia, direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Abu Dhabi, ha aggiunto: “Le opere esposte non sono semplicemente reperti del passato: sono strumenti viventi per comprendere il presente e immaginare il futuro dell’arte tra Italia e Golfo.”
Tra le gallerie internazionali più prestigiose di questa edizione figurano Pace Gallery, che presenta sculture moderne e contemporanee di artisti come Lynda Benglis, Alexander Calder, Louise Nevelson, James Turrell, un’installazione digitale a 12 schermi di teamLab e molto altro e Opera Gallery, che espone opere di Pablo Picasso, Marc Chagall, Yayoi Kusama, Fernando Botero e altri maestri moderni e post-war. Per la scena locale è confermata la presenza della Salwa Zeidan Gallery, importante realtà degli Emirati.
Il programma Beyond Emerging Artists 2025 sostiene tre giovani talenti emiratini — Alla Abdunabi, Salmah Almansoori e Maktoum Marwan Al Maktoum — con commissioni e mentoring per la realizzazione di opere site-specific che saranno presentate durante la fiera e in altre sedi collegate.
In questa edizione, i Global Focus Sectors amplificano voci spesso marginali: nel Nigeria Spotlight gallerie come SOTO Gallery, AMG Projects, kó, O’DA Gallery, 1897 Gallery, Windsor Gallery e Ishara Gallery saranno protagoniste; nel settore Modern Türkiye partecipano DG Art Gallery & Projects (Fahrelnissa Zeid), Art On Istanbul Gallery (Burhan Doğançay) e BüroSarigedik (Gülsün Karamustafa, Cengiz Çekil); mentre il Gulf Region Focus valorizza artisti khaleeji tramite gallerie come Gallery Isabelle (Hassan Sharif, Mohammed Kazem, Alia Zaal), Wusum Gallery, Iris Projects, SAPAR Contemporary, Hafez Gallery e Albareh Art Gallery.
Torna anche il Collectors’ Salon, curato da Roxane Zand, ex deputy chair di Sotheby’s Middle East, che riunisce Kent Antiques, Daniel Crouch Rare Books, INLIBRIS, Almine Rech e Perrotin, offrendo un ponte tra il collezionismo storico e quello contemporaneo.
Tra le novità infrastrutturali c’è il debutto di Aldar Hall, spazio all’ingresso di Manarat Al Saadiyat pensato per ospitare gallerie del Golfo, del Nord Africa e dell’Africa occidentale, simbolo concreto dell’espansione fisica della fiera.
Abu Dhabi Art 2025 non è solo un’edizione di crescita, ma un punto di svolta: con il passaggio previsto a Frieze Abu Dhabi nel 2026, la fiera si prepara a consolidare il proprio ruolo globale, offrendo uno spazio in cui la scoperta artistica, il dialogo culturale e il collezionismo si intrecciano in un ecosistema sempre più influente.

