In scena l’ 11 novembre 2025 al Teatro “ Sala Mercato” di Genova
Festival dell’Eccellenza al Femminile XXI edizione
Festival dell’Eccellenza al Femminile XXI edizione e il Teatro Nazionale di Genova presenta “A love suprême”. Lo spettacolo è una Produzione Works Compagnie Pitoiset-Dijon. “A love suprême” è un monologo scritto da Xavier Durringer e portato al pubblico da Nadia Fabrizio, con regia di Dominique Pitoiset. Il testo racconta la caduta di una donna simbolo del locale di Pigalle, costretta a confrontarsi con l’età, la perdita del posto di lavoro e il senso dell’amore in un mondo dove il corpo è mercificazione. Il dramma personale di Bianca si intreccia con riflessioni più ampie su virtualità, immagine e obsolescenza culturale, trasformando una vicenda intima in uno specchio della contemporaneità.
La regia di Pitoiset privilegia l’essenzialità scenica. Lo spazio è concentrato, calibrato su pochi elementi che diventano significativi “specchi appannati, polaroid, luci al neon”. Il tutto favorisce l’intimità tra attrice e pubblico.
I cambi di ritmo sono gestiti con misura, alternando momenti di silenzio a picchi drammatici e a battute di sottile ironia. Il contrasto mantiene viva la tensione emotiva senza cadere nel melodramma.
Nadia Fabrizio ( Bianca) offre una prova intensa e sfaccettata. La sua voce è uno strumento controllato che sa cedere alla frattura emotiva nei momenti giusti. Il corpo, plasmato da anni di danza, racconta la memoria dei movimenti con verità e senza retorica. La recitazione è capace di passare dal sarcasmo alla tenerezza, restituendo un personaggio che non è vittima sacrificale né caricatura, ma una donna piena di contraddizioni e dignità.
La scelta di una colonna sonora anni Ottanta funziona come collante emotivo: non si limita a evocare un’epoca, ma sottolinea le contraddizioni tra energia giovanile e stanchezza presente. I suoni, insieme all’illuminazione, costruiscono un’atmosfera che oscilla tra nostalgia e amara comicità, contribuendo a rendere il monologo vivido e riconoscibile.
La drammaturgia di Durringer dimostra empatia verso il personaggio. I dialoghi interiori e i monologhi sono calibrati per far emergere voce, ricordi e risentimenti
Il monologo coinvolge con immediatezza e il pubblico reagisce con risate amare e momenti di silenzio complice.
“A love suprême” è un lavoro che commuove e provoca, sorretto da una regia eccellente e da una prova attoriale di grande spessore. La drammaturgia coniuga impegno sociale e profondità umana. Lo spettacolo ha la capacità di trasformare una storia personale in una riflessione collettiva.
Giuliano Angeletti

