Serena è una di quelle persone che non puoi ignorare: entra in una stanza e la sua energia riempie l’aria. A 42 anni (quasi), vive a Milazzo e ha trasformato la sua vita in un mosaico di passioni, lavori, creatività e ambizioni. Store assistant, proprietaria di una casa vacanze, fotografa e perfino modella “per gioco”, Serena è un concentrato di determinazione e autenticità. Nei suoi social racconta, ispira, provoca riflessioni. E soprattutto dimostra che la sicurezza non è un dono: è un percorso.
Serena, ti definisci una donna che “fa troppe cose”: come descriveresti il tuo percorso professionale?
Ho 42 anni a febbraio, vivo a Milazzo e sì… faccio decisamente troppe cose! Il mio lavoro principale è store assistant in un punto vendita di abbigliamento, ma sono anche titolare di Saturno Casa Vacanza, nel cuore della città. E poi, ogni tanto, per hobby, faccio la fotografa e la modella. I miei studi sono iniziati al magistrale, poi Economia e Commercio e infine una specialistica in Innovazione, Imprenditorialità e Turismo: direi che la curiosità non mi è mai mancata.
Sui social sei molto attiva. Che ruolo hanno nella tua vita?
Per me sono soprattutto uno strumento di lavoro: mi servono per promuovere la mia attività. Ma li uso anche per confrontarmi con le persone, ascoltare idee diverse e creare discussioni costruttive. E sì… mi piace l’idea di essere un riferimento per tante ragazze, molte mi scrivono in privato. Quello che mi infastidisce? Le critiche cattive, gratuite. Le critiche vere le accetto, fanno parte del mettersi in gioco. La cafonaggine no.
Trasmetti molta sicurezza. È così anche nella vita reale?
Assolutamente sì. La Serena dei social e la Serena reale sono molto simili: ambiziosa, caparbia e consapevole di sé. La sicurezza non è arroganza, è imparare a conoscersi.
Com’è iniziato il tuo percorso come modella e fotografa?
R: Per gioco, come succede a tante ragazze. Non mi piacevo, finché un fotografo mi disse una frase che mi ha cambiata: “L’essere belle non è sinonimo di essere magre.” Ho riflettuto e ho deciso di provare. Sono passati 14 anni: tanti scatti, tante risate e soprattutto tanta autostima.
Cosa rappresenta per te la fotografia?
È la consapevolezza che si cambia, che si invecchia, che il corpo e lo sguardo si trasformano. Per me una foto è un fermo immagine dell’anima: cattura un momento che vorresti trattenere. La fotografia mi ha dato libertà d’espressione e ha forse allontanato solo chi era invidioso. Ciò che mi spinge a continuare è il fatto che ogni fotografo vede qualcosa di diverso in me: lo sguardo, la femminilità, la paura, la provocazione… ed è bellissimo scoprirsi attraverso occhi sempre nuovi.
Hai mai pensato al mondo dello spettacolo?
È un mondo a parte, bisogna saperci stare. Il mio più grande rimpianto è non aver partecipato a Miss Italia nel 2002. Ora però mi sono realizzata in altri modi. Ma ogni tanto penso: “chissà…”
Ti definiresti esibizionista?
Per niente. Però non passo inosservata. Nella vita di tutti i giorni sono jeans, top e scarpe da tennis; alle serate mi trasformo completamente e mi piace giocare con il mio stile.
Progetti futuri?
Al primo posto la mia casa vacanze: voglio migliorarla sempre di più. Poi, perché no, prendere un’altra laurea!
E come ti vedi tra dieci anni?
Nonna… che va a prendere i nipoti a scuola con un Range Rover nero opaco!
Manuele Pereira

