In scena il 21 al 22 novembre 2025 al “Teatro Nuovo Rifredi Scena Aperta” Firenze
“ Oltre…” è una Produzione Teatro Stabile dell’Umbria, Cranpi, La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello con il sostegno e debutto nazionale Romaeuropa Festival, con il sostegno del Centro di Residenza dell’Emilia-Romagna L’arboreto Teatro Dimora, La Corte Ospitale, Teatro Biblioteca Quarticciolo con il contributo dell’ Istituto Italiano di Cultura di Montevideo. “Oltre” in teatro, più di ogni altra forma artistica è un luogo di memoria e di interrogazione collettiva. Nel nuovo lavoro di Fabiana Iacozzilli e Linda Dalisi, la tragedia del volo 571 dell’Aeronautica Militare uruguaiana diventa materia scenica e occasione di riflessione sul rapporto tra sopravvivenza, amicizia e spiritualità.
La scelta di utilizzare marionette a grandezza naturale, manovrate a vista e ispirate alle figure filiformi di Giacometti, non sono un mero espediente estetico. Le marionette sono un gesto critico che mette in scena la fragilità dell’essere umano. Un essere umano sospeso tra vita e morte e tra presenza e assenza. La marionetta, corpo artificiale eppure intensamente evocativo, diventa il tramite per raccontare la vicenda che ha segnato la coscienza mondiale e che, a distanza di oltre cinquant’anni, continua a interrogare il nostro modo di pensare.
Il disastro delle Ande non è solo una cronaca di sopravvivenza estrema. La disgrazia è anche la testimonianza di un legame invisibile che unisce i superstiti e i familiari delle vittime, come fossero “due lati della montagna” che si parlano attraverso la memoria e il dolore. In questo senso, lo spettacolo non si limita a rievocare i fatti, ma li problematizza e li trasforma in pensiero scenico, invitando lo spettatore a interrogarsi sul significato dell’amicizia e sulla forza dei legami spirituali.
Così, la scena si fa spazio critico e poetico, ed il teatro diventa un laboratorio di memoria che non cerca risposte definitive, ma apre a domande universali sulla condizione umana e sulla capacità di trasformare la tragedia in conoscenza condivisa.
Giuliano Angeletti

