di Max Cavallo
Bassano del Grappa, 19 novembre 2025
C’è un’aura speciale a Palazzo Roberti di Bassano del Grappa. Un luogo dove la storia non si osserva, ma si percepisce. Tra i saloni affrescati che richiamano la scuola del Tiepolo, dove nei secoli hanno trovato casa artisti, intellettuali e persino Napoleone Bonaparte, si è consumata una serata dedicata a un moderno rivoluzionario: Renzo Rosso, fondatore e Presidente del Gruppo OTB, che controlla marchi come Diesel, Jil Sander, Maison Margiela e Marni.
Qui, l’imprenditore veneto ha presentato il suo volume Seventy (edito da Assouline), che non è la classica biografia ma un’opera celebrativa che percorre attraverso 70 “storie” le sue origini, il suo lavoro, la rivoluzione creativa, l’impegno sociale e la famiglia, tutti pilastri fondamentali della sua vita.
“A me è sempre piaciuta la creatività: guardare oltre l’orizzonte, immaginare quello che ancora non c’è e poi provare a realizzarlo. Per me essere moderno significa questo: creare modelli totalmente unici, originali e innovativi, che non devono essere mai riconducibili ad altri”.
Per comprendere Renzo Rosso, bisogna partire da un gesto semplice ma fondamentale per la sua carriera: a quindici anni, con la Singer della madre, cuce il suo primo jeans a zampa d’elefante. Quel capo, nato nel cuore del Veneto, non era solo un vestito. Era la prima espressione di un’estetica che sarebbe diventata la sua cifra distintiva: anarchica, scanzonata, allergica al perbenismo.
Con il lancio di Diesel nel 1978, Rosso non ha abbellito la moda; l’ha disturbata, scossa, riscritta. Il denim è passato da capo utile a dichiarazione di identità. L’intuizione del nome Diesel, scelto in piena crisi petrolifera come simbolo di alternativa, fu un gesto coraggioso e provocatorio. Una delle sue ultime creature, il gruppo OTB, acronimo di Only The Brave non un è un semplice nome ma la sintesi di un modo di vivere: andare avanti senza paura, osare, rompere gli schemi.
Oggi, OTB è un polo della moda e del lusso italiano, un ecosistema che racchiude brand iconici e visionari—da Maison Margiela a Marni, da Viktor&Rolf a Jil Sander—un luogo per chi non teme di fallire, perché l’unica vera paura è la banalità.
Il suo intervento è iniziato con un abbraccio alla sua terra:
“Sono molto contento di essere qui a Bassano del Grappa, perché questa è casa mia. Quando sono lontano sento sempre il bisogno di tornare: per la mia famiglia che amo tanto, ma anche per l’atmosfera che si respira, per le fantastiche persone che la abitano, per quell’aria che ti entra dentro e ti fa stare bene. Mi ricorda da dove sono partito e questo mi dà serenità e coraggio nel proseguire nel mio lavoro. A me il Veneto piace davvero. Mi piace parlare in veneto, quando posso anche con i miei dipendenti in fabbrica, mi piace stare in mezzo alla gente, parlare con loro, dialogare e soprattutto mi piace ascoltare. Lo dico sempre: se sai ascoltare, impari. Solo così puoi crescere. Solo così puoi migliorarti.”
In quel dialogo semplice, emerge il cuore del suo metodo: ascoltare per capire, imparare e guidare. Rosso ha affrontato anche la definizione che spesso gli viene attribuita: “Quella di genio artistico folle”.
“Mi dicono che sono ‘folle’. Può essere. Ma è una definizione che mi rappresenta solo a metà. Perché in realtà a me piace essere curioso. Mi piace andare a cercare quello che ancora non c’è. Essere un ‘visionario’ significa proprio questo: vedere prima, provare, creare, immaginare senza paura. Quando ho iniziato a lavorare ho sempre cercato di modernizzare ciò che facevo. Guardavo al di la del semplice prodotto da vendere. Volevo dare ai miei capi d’abbigliamento una propria identità ed un linguaggio nuovo, non solo italiano, ma che fosse già proiettato ad una visione mondiale.”
E anche qui, il rispetto verso i consumatori emerge come elemento chiave: “Il nostro obiettivo è semplice: farli crescere insieme a noi e rispettarli sempre cercando di dargli il meglio.” In un’epoca di slogan vuoti, suona quasi rivoluzionario.
Una parte centrale della serata è stata dedicata alla responsabilità sociale, che per Rosso non è un accessorio, ma una vera e propria radice della sua filosofia di vita e di business.
Ha sottolineato come, anche grazie alla moglie Arianna, l’impegno verso le persone meno fortunate sia diventato una missione concreta attraverso OTB Foundation. L’origine di questa sensibilità, però, affonda le radici nel passato:
“La missione di aiutare gli altri è nata dall’educazione che ho ricevuto dai miei genitori, persone sempre attente a chi era in difficoltà. Mi hanno insegnato a dividere, a condividere ed aiutare il prossimo. Ricordo le parole di mio padre con grande affetto. ‘Quando la vita ti dà qualcosa, tu devi restituirla. È un gesto che ti tiene umano, che ti ricorda chi sei.’”
Inevitabile il capitolo sportivo, un grande amore per l’imprenditore veneto. Parlando del Bassano e del Vicenza calcio, ha parlato dei progetti futuri, delle ambizioni societarie e della passione che continua a mettere in questa stupenda avventura:
“Io, vorrei subito precisare che al Bassano Calcio ho dato tutto. Il cuore, i soldi, il tempo, ogni energia che avevo ho cercato di donarla alla squadra della mia Città. Amo Bassano e ho amato tantissimo la squadra con la quale abbiamo anche avuto diverse soddisfazioni e la porto sempre nel mio cuore. Ora la stessa passione la metto con il Vicenza. Squadra gloriosa che abbiamo acquisito per riportarla in alto dove merita di stare. Vorrei anche aggiungere che non è facile. Nel calcio non vince sempre il più forte. E noi, negli ultimi anni, lo eravamo davvero. Ma il calcio è così: imprevedibile, a volte anche ingiusto. Quello che a volte mi fa stare male è quando i tifosi mi rivolgono insulti purtroppo anche pesanti che feriscono me e la mia famiglia. Capisco la delusione che può starci dietro una sconfitta ma bisognerebbe comprendere a volte che faccio il possibile per restituire a questo fantastico pubblico, che ci segue sempre con grande calore, delle grandi soddisfazioni. Vorrei che i tifosi capissero che le sconfitte pesano anche su di me, che le sento sulla pelle, comprendo la delusione, ma si perde e si vince insieme e noi stiamo cercando di stare vicino alla squadra impegnando il massimo delle nostre potenzialità. Vogliamo dare delle belle soddisfazioni ai nostri tifosi ed ogni anno abbiamo costruito una squadra che lotta seriamente per tornare a calcare i palcoscenici che merita provando a vincere i campionati.”
Inoltre ha confermato l’impegno totale per il progetto e la costruzione di una rete sociale con le squadre del territorio:
“Quello che mi rende felice e che abbiamo creato una rete continua di collaborazione con le squadre della zona. Compriamo i giovani più promettenti portandoli al Vicenza e lo facciamo parlando direttamente con le società e pagando i cartellini in modo trasparente. È una vera e propria rete sociale, e per me ha un valore enorme.”
La chiusura della serata è stata interamente dedicata a “Seventy“, che, come ha spiegato Rosso, è molto più di un libro: è un’immersione completa nella sua vita. L’imprenditore si è concentrato sulla profonda partecipazione emotiva che ha messo nell’opera, un progetto nato per raccontare sé stesso.
Attraverso le immagini e i racconti del volume, Rosso ha voluto mostrare cosa significhi veramente essere Renzo Rosso, rivivendo pienamente i momenti principali di questo suo splendido percorso: “70 è un numero importante. È la mia età, ma sono anche le 70 storie che ho scelto di pubblicare. Mi rappresentano pienamente. Spero che possano ispirare chiunque voglia intraprendere una carriera imprenditoriale come la mia.”
Settant’anni che non sono semplicemente trascorsi, ma sono stati costruiti giorno dopo giorno, con decisioni audaci e visioni in anticipo sui tempi. Un concetto che è stato ribadito anche dall’introduzione al volume, firmata da Vanessa Friedman, Fashion Editor del New York Times, che definisce Rosso uno dei pochi capaci di riscrivere non solo la moda, ma lo sguardo con cui il mondo la osserva.
“Saper ascoltare significa possedere, oltre al proprio, il cervello degli altri.” — Leonardo da Vinci
Lasciando Palazzo Roberti, il freddo pungente di Bassano del Grappa avvolge la città e i miei pensieri si fanno più nitidi e precisi, lungo la strada che mi porta alla stazione. Ritorna potente in mente la frase di Renzo Rosso sull’ascolto: “Se sai ascoltare, impari. Solo così puoi crescere. Solo così puoi migliorarti.“
Una frase semplice, ma detta da uno degli imprenditori più importanti al mondo, acquisisce un peso inestimabile. È la quintessenza della sua schietta energia, la stessa che lo spinge nella sua ricerca continua di andare oltre. Ed è esattamente questo il pensiero che ha guidato tutta la sua vita: è da questa semplicità, dai valori profondi che trasmette e dall’etica rigorosa del suo lavoro che è nato uno dei brand più conosciuti e rispettati al mondo. Rosso si è formato con una dedizione incredibile e mantiene le sue idee sempre fresche e genuine.
Creare ed innovare sono atti che richiedono coraggio. Ma organizzare e mantenere un progetto, focalizzandosi sull’obiettivo con costanza, è per pochi. La serata a Palazzo Roberti ha evidenziato in modo inequivocabile questa sua capacità di accettare ogni sfida e affrontarla con determinazione e provare a superarla per porsi, subito dopo, nuovi e più ambiziosi obiettivi.
Giunto in stazione, mentre il treno è in arrivo, penso che Renzo Rosso abbia ragione non bisogna mai arrendersi. Le grandi conquiste si ottengono con il duro lavoro, la costanza e, soprattutto, credendoci.
Essere innovativi, essere unici, essere coraggiosi.
Mentre salgo in treno la frase che mi viene in mente è: Only The Brave

