Beatrice Venezi, smascheriamo le fake news

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Se ne stanno sentendo tante sul caso Beatrice Venezi, sul quale abbiamo avuto modo di parlare più volte negli scorsi giorni. Con questo articolo non voglio entrare nel merito della nomina della direttrice al Teatro La Fenice di Venezia, cosa che abbiamo già fatto. Mi preme invece scrivere della decadenza che sta vivendo il giornalismo nostrano, ormai ai minimi storici. Un giornalismo a cui non interessa più indagare la verità, il suo interesse infatti è solo quello di strumentalizzare le vicende, indirizzandole a piacimento, approfittando di un lettore forse oggi troppo distratto, che si lascia trascinare come niente da chi fa la voce grossa.

Questo crollo della deontologia professionale si ravvisa palesemente per il caso Beatrice Venezi, dove sono numerose le fake news che sono state lanciate per prendere le difese della direttrice. La prima fake news era stata quella che riguardava Diego Matheuz, anche lui in passato direttore alla Fenice. I media, perlopiù di destra, hanno cercato di screditarlo, facendo girare in rete un’immagine in cui si enunciava il suo curriculum, omettendo i suoi approdi più importanti. Questo per evidenziare che se lui aveva avuto quel ruolo alla Fenice, allora lo stesso spetta bene anche alla Venezi. Di questo ne abbiamo parlato qui.

Cosa è successo di recente

Veniamo invece a quello che è accaduto di recente. I giornali stanno battendo la notizia che, grazie all’arrivo di Beatrice Venezi, la Fenice avrebbe aumentato i suoi abbonamenti nella stagione 2025. Peccato che la direttrice avrà il ruolo tra un anno esatto, precisamente a ottobre 2026, dunque ovviamente la crescita degli abbonati non può essere correlata a un qualcosa che ancora non esiste.

La cosa più grave e grottesca l’ha fatta un quotidiano dalla storia gloriosa, ma a quanto pare al momento non è interessato a conservare il suo prestigio. Sopra una grande foto di Beatrice Venezi appariva un titolo che indicava il grande successo della prima alla Fenice de La Clemenza di Tito di Mozart. Sembrava così che l’opera fosse stata diretta proprio da lei, mentre invece il direttore era Ivor Bolton. Consapevoli quindi che molti dei distratti lettori si fermano al titolo, sono riusciti a ingannarli, facendo così passare la notizia che il tripudio sia stato per la direttrice lucchese.

E qui parlo di argomenti che conosco, essendo io un discreto conoscitore d’opera e musica colta. Chissà quante volte invece i media avranno ingannato anche me per argomenti di cui non ho conoscenza.

Una professione in decadenza il giornalismo. Quello che era nato come una nobile ricerca della verità, oggi è diventato per molti solo un modo di fare scoop e accaparrarsi più like possibili. I giornalisti sono diventati influencer e opinionisti. Il giornalismo oggi non è diverso dal marketing, è ormai un modo di strumentalizzare e influenzare, di vero gli è rimasto ben poco.

Stefano Duranti Poccetti

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