Corriere dello Spettacolo

A teatro con amore

 

A teatro con amore. Milano e i suoi teatri 1982 – 2018, è una corposa raccolta di note critiche che il drammaturgo Angelo Gaccione, ha scritto nel corso degli anni (36 per la precisione) questa volta in veste di “critico” e non di autore. “Sono andato a teatro con lo sguardo dell’innamorato, non con quello spietato del giustiziere. Conservando, fin dove è stato possibile, una rigorosa, affettuosa, intelligenza critica”, scrive nella quarta di copertina, e fissa così, il senso del suo lavoro di cultore dello spettacolo dal vivo. Raccolti in un volume di 288 pagine per i tipi di Effigi, dopo una non facile ricerca su riviste e giornali, il lettore può ora godere della lettura integrale di questi stimolanti contributi. Ma che cos’è esattamente A teatro con amore? Ecco la risposta: “A teatro con amore è più cose insieme: una scorribanda all’interno della scena teatrale italiana, – i suoi luoghi, i suoi protagonisti – ma anche un viaggio nella cultura, quella del passato e quella della contemporaneità, nelle sue varie forme e nelle sue istanze, attraverso i testi di commediografi e drammaturghi fra i più celebrati. Una ricognizione dentro i miti, le trasformazioni politiche, psicologiche e di costume di un pezzo di vita italiana ed internazionale, in compagnia di vecchi mattatori e giovani promesse della scena”.

In questo amore troviamo infiniti spunti che riguardano un teatro esigente, ricchissimo, denso, pregnante, raccontato da uno dei più lucidi e interessanti drammaturghi contemporanei. Autori grandi e piccoli, famosi e sconosciuti, si alternano in questo affascinante caleidoscopio: Cechov, Pirandello, Goldoni, Shakespeare, Suskind, i classici greci e latini, De Filippo, Fo, Eugene O’Neil, Genet, Beckett… assieme a Mamet a Longoni ai giovani autori del teatro Out Off di Milano, tanto per fare qualche nome. Il Teatro di Porta Romana, il Filodrammatici, la Piccola Commenda, il Teatro dell’Elfo, sono seguiti a pari merito e attenzione, a volte molto di più dei teatri più ricchi e blasonati come il Manzoni, il Nuovo, il San Babila, il Piccolo, il Nazionale. Come le compagnie minuscole provenienti dai luoghi più diversi. Gaccione non trascura nessuna forma di spettacolo: il Circo, le Marionette, le Ombre, il Teatro Canzone, la Danza. Si muove agilmente fra Lindsay Kemp e il Flamenco; Bartabas e Moni Ovadia; tra un grande teatro di tradizione e il minuscolo Teatro ì: l’unico teatro offbeat milanese: talmente intimo che pubblico e attori si toccano in una suggestione memorabile. Nel libro di Gaccione, critico teatrale tra i più attenti, li trovi tutti: Edmund Kean e Proietti, Gassman e Lavia, Pamela Villoresi e Franca Rame ed egli ne scrive con un’intensità, un’urgenza poetica del tutto originale.

Gaccione si comporta da semplice spettatore, meglio, da osservatore, ma è uno spettatore privilegiato dotato di un bagaglio culturale elevato, e sa cogliere per i suoi lettori, ogni risvolto. Va a teatro senza pregiudizi, e non gli importa se si tratta di un lavoro minore, di una Compagnia poco nota: c’è sempre qualcosa da imparare dalle novità, dai giovani che sperimentano, e questo gli basta. Spesso non può fare a meno di commuoversi e di commuoverci, o di ribadire che “a noi moderni la storia ha mostrato raramente la faccia di un potere saggio e giusto”. Sempre alla ricerca di novità espressive, egli invita ad osare, a ribaltare, a dare nuova vita alla classicità, perché a Gaccione “non piace un teatro mummificato in eterno”, né si ritiene “un fautore dell’intangibilità di un testo” se l’intelligenza sa operarvi con genialità. Premessa indispensabile per leggere A teatro con amore è amare profondamente il teatro. Se eravate troppo giovani per conoscere il teatro milanese dagli anni Ottanta del secolo scorso, questo libro vi offre l’occasione buona per ricordare, nel bene e nel male, quella lunga stagione. Se siete adulti e appassionati, è un ottimo motivo per lasciarvi trasportare da questo lungo viaggio nel teatro, e non solo, in compagnia di un intellettuale coltissimo e di rara sensibilità. A volte ci ricorda che avvicinarsi ad un testo drammaturgico richiede tempi lunghi e scavi profondi. Altre volte il suo sfogo diventa accorato e stigmatizza la pochezza delle rappresentazioni, l’uso impuro dei rumori, delle allusioni musicali, dei vaneggiamenti effimeri di quelli che definisce i cascami degli orridi anni 80. A volte si sente deluso dalla sperimentazione fine a sé stessa, da un pensiero superficiale, dalla riproposizione di cose trite, di molta roba paludata e innocua. A volte è incantato dal feticismo, narcisismo, provocazione, desiderio, esibizionismo, che ciascun attore, come ciascuno di noi si porta dentro. A volte è colpito dalla quantità di suggestioni, stimoli, evocazioni, immagini, idee, riflessioni che una rappresentazione ben riuscita riesce a suggerire e suscitare. Della poesia, incanto, favola, insegnamento che si può trarre da una rappresentazione. A volte si mostra sconfortato per la drammatica situazione in cui versano i teatri milanesi di spessore e impegno culturale, inesorabilmente vuoti mentre si riempiono quelli grandi lussuosi e confortevoli, con nomi sicuri dello star system.

Gaccione riconosce la validità di ambedue ma teme che prenda il sopravvento la voglia di distrazione e divertimento come unica ragione di andare a teatro. Se si ama veramente il teatro, bisogna vederlo e leggerlo: è necessario informarsi, rovistare dentro i capolavori della letteratura e confrontarsi per godere a pieno della sua magia, per scoprire la verità e il senso della rappresentazione. A teatro con amore è una lettura da non perdere, una

esperienza multisensoriale tra attore e spettatore, tra sguardo ed evento che interagiscono fisicamente ed emotivamente, dalla scena alla pagina scritta.

Un gioiello, e non esagero.

Maria Antonietta Montella

 

Angelo Gaccione

A teatro con amore.

Milano e i suoi teatri 1982 – 2o18

Effigi Ed. 2024

Pagg. 288 € 19

 

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