Giovedì 27 novembre al teatro Ivo Chiesa di Genova è andata in scena la prima di” sior Todero Brontolon ” capolavoro tra i migliori di Carlo Goldoni . Questa produzione con la regia di Paolo Valerio ha visto nei panni del protagonista Franco Branciaroli, artista poliedrico e dalle mille risorse che alla ragguardevole età di settantotto anni ha ancora una vitalità eccezionale.
La lingua usata dal drammaturgo è lo splendido veneziano della sua maturità ed è stata perfettamente rispettata aderendo al testo in ogni sua parte .
Il regista compie una rilettura di questo capolavoro con una particolare intuizione scenica e cioè mettere in scena le marionette accanto agli attori come loro alter ego , ottenendo un risultato apprezzabile e veramente di grande impatto scenico .
Come si è detto Branciaroli ha dato un ‘ interpretazione del personaggio principale vivace ,senza caricature né sbavature di sorta .
Piergiorgio Fasolo ha dato voce e corpo al personaggio di Pellegrin , simpatico, agile e perfettamente calato nel ruolo .
Stefania Felicioli è stata una graziosissima Marcolina , Federica Di Cesare una Zanetta sveglia ed affascinante , Davide Falbo un simpaticissimo Nicoletto , Valentina Violo una affascinante Cecilia , Ester Galazzi una Fortunata determinata e decisa , Emanuele Fortunati un elegantissimo Meneghetto , Riccardo Maranzana un astuto Desiderio e infine Alessandro Albertin ha interpretato Gregorio non meno brillantemente degli altri attori .
Sicuramente una commedia corale molto introspettiva e già aperta alle novità del secolo nuovo (il diciannovesimo) che il regista e gli attori tutti hanno rappresentato con verve ed entusiasmo.
Da segnalare i bellissimi costumi di Stefano Nicolao e le luci perfettamente integrate nelle varie scene unitamente alle belle e delicate musiche di scena curate da Antonio di Pofi .
Il pubblico numerosissimo, formato soprattutto da giovani ragazzi e ragazze ha applaudito con entusiasmo tutto il cast con numerose chiamate a proscenio.
Uno spettacolo da non perdere, ancora in scena nei prossimi giorni al teatro nazionale di Genova Ivo Chiesa.
Stefano Ceniti

