Ci sono persone che non vivono la vita: la incendiano, la attraversano e la trasformano in un racconto potente. Clizia è una di queste, una donna che ha fatto del cambiamento casa sua e dell’espressione personale il suo manifesto. Da Milano a Dubai, passando per Germania e set fotografici di mezzo mondo, ha imparato a usare la sua immagine come linguaggio, il corpo come arte e la ribellione come bussola. Niente filtri, niente maschere: solo presenza, visione e un carisma che conquista senza chiedere permesso.
Chi è Clizia oggi?
Ho 32 anni, sono nata a Milano e oggi vivo a Dubai. Mi muovo tra marketing, eventi, fotografia e real estate. Ho studiato Event Management e ho imparato a creare il mio percorso seguendo ciò che mi fa vibrare.
Cosa pensi dei social e dei contenuti online?
Li reputo pericolosi, ma vivendo in Medio Oriente utilizzo principalmente Snapchat e mi rivolgo a un pubblico molto vasto.
Ti senti autentica sui social?
Assolutamente sì. Rappresento ciò che sono, le mie idee e la mia visione della vita.
Come nasce il tuo rapporto con la fotografia?
Nasce un po’ per caso: mio padre amava fotografare, ma io odiavo farmi fotografare. Poi, nei momenti di necessità, la fotografia è diventata un mezzo d’espressione e da lì ho creato una sorta di alter ego: la ragazza sfacciata che fa l’amore con la camera, anche se non coincide sempre con la vera me. Grazie a questo, molte aziende hanno iniziato a contattarmi.
E la tua carriera nel mondo dei social e dell’immagine?
È iniziata in Germania, quando un’amica mi disse che avevo un bel viso. Mi iscrissi a una piattaforma e arrivarono contatti. Per me i social sono un ulteriore modo per esprimermi, sempre legato alla mia immagine.
Hai mai partecipato a concorsi di bellezza?
No. Sono sempre stata ribelle e non ho mai cercato conferme esterne. Però ho posato per brand e ho fatto la modella in eventi importanti, come la Formula 1 a Dubai.
Cosa rappresenta la fotografia per te oggi?
Una forma d’arte. Lascio che il mio corpo prenda il controllo della scena. Per me ogni corpo è un’opera d’arte. La fotografia non mi ha tolto nulla, anzi: mi ha tolto la vergogna e mi ha dato molta più sicurezza.
Hai esperienze nel mondo dello spettacolo?
Sì, in Germania ho partecipato a programmi televisivi, poi a film e a teatro anche a Dubai. È un mondo complesso e, secondo me, in declino: nessuno crede più alle favole di Hollywood.
Come descriveresti il tuo stile?
Sono semplice: potrei andare in giro in pigiama. Ho un’alta autostima, non uso i vestiti per attirare l’attenzione. Ovunque io vada seguo una regola: essere me stessa e fregarmene di ciò che pensano gli altri.
Come ti immagini tra qualche anno?
Vivo alla giornata. Probabilmente sarò in un altro Paese, seguendo ancora una volta ciò che mi chiama.
Manuele Pereira

