Si pubblicano le poesie di Alida Luciani, Antonina Mandrè e Cetti Perrone (Premio Pierluigi Galli 2025)

Data:

 

Alida Luciani

 

SE…

Se potessi aggrapparmi

 

ad ali d’uccello

 

sospesa rimarrei tra solari raggi,

 

imbrigliati in scie di argentee nubi.

 

Su folate di vento

 

lascerei orme ingombranti

 

d’inutili passi per sentieri melmosi,

 

ove terra sraripa nell’oscuro fondale.

 

Se librare potessi

 

bacerei ogni tratto di azzurro.

 

Bagnerei il mio corpo

 

con il pianto di nuvole bige.

 

Canterei note di pace universale

 

liberando gli umani mortali

 

dal potere del possesso,

 

dal potere dell’odio,

 

dal sociale cannibalismo.

***

PENSIERI CIRCENSI

 

Tace l’arena nella penombra

 

guizzi felini, passi silenti di omini indifesi.

 

Vive l’arena al primo bagliore,

 

rulla il tamburo, si odono voci.

 

Luci improvvise regalan sorrisi,

 

appaion colori, lustrini, lacciuoli.

 

In alto dondolan trapezi nell’aria

 

voli sfidanti di artisti nell’etere.

 

Ruotano mani di giocolieri

 

tra piroette e misteri di oggetti.

 

Ogni respiro è intermittente

 

per meraviglia d’attrattiva magia.

 

Fumi perlati, scie colorate, note suadenti

 

rapiscono l’animo.

 

Vola la mente in fabule storiche,

 

attimi carichi di allegri ricordi.

 

Scema la musica, tenui le luci diradano ombre.

 

Ogni felino rincorre la gabbia,

 

Il paroliere dismette il suo frac,

 

biglie ubbidienti rientrano in cesto.

 

Tace l’arena in solitudine

 

vige tristezza in quel reale dominio.

 

Il sogno è svanito

 

ma l’arena lo attende.

 

Basta una lucciola

 

e s’accende il mistero.

***

A CALLIOPE

Dalla fluttuanza mentale

scorre l’impeto improvviso,

che plasma il pensiero,

genuflesso lo pone all’amore

declamante verso e canto.

Lontani richiami puerili

districano fantastico fuoco interiore.

Guida è spirito cieco,

emerso da letargo profondo.

Un lume all’orizzonte appare…

Colori di alba e tramonto pervadono,

infatuano profumi di alterne stagioni.

S’ispira la mente,

l’attenzione è profusa,

silente serpeggia ispirazione divina.

Odio, amore,

squarciano solitarie notti,

il verso mi conforta, cerco la mia stella.

Come falco pellegrino

fulmineo è il volo di pensiero,

vagabonda rende l’anima

dagli astri alle vette,

alle pianure, ai fiumi, ai comuni mortali.

S’insinua una fluorescenza,

avviene il contatto.

L’immersione m’induce

in fondali reconditi…nuoto.

Mi avvolge ed allieta un magico piffero,

vibra, melodica,

l’umana sinfonia dell’universo.

Oh Calliope!

Oh dolce musa di poesia!

Le parole del mio canto proteggi,

del mio labbro adorna le movenze,

ignuda rendi l’anima mia,

nella saggezza conservala.

Penetrami con la tua soffusa voce.

Oh Calliope rendimi immortale.

 

Antonina Manfrè

 

Barlumi

Caddi.

Senza rumore, come una foglia d’autunno.

Mi ritrovai a terra

nel luogo più segreto di me

lì dove i pensieri non hanno voce

ma urlano muti.

 

Baratri.

Tunnel oscuri.

Uno sciame di ombre

si sparse sul mio cammino.

Ogni passo, una vertigine,

ogni sguardo, un abisso.

 

Nel fondo un barlume:

fragile

tremante

pulsante.

Un bagliore

che profumava di sole.

 

La voglia indomita

di rialzarmi,

di indossare una nuova pelle

dentro una nuova me.

***

Estate

Torna sovente

quella luce dorata

che filtrava tra i rami

mentre ridevo al mondo.

 

Odori di terra,

di frutta matura,

di vento buono

che sapeva di libertà.

 

Le colline mi chiamavano,

e io correvo

senza tempo,

senza fiato, mentre le cicale incidevano l’estate

sul silenzio arso dei campi assolati.

 

Tutto vive ancora

dentro me,

e quando il giorno

si fa quieto chiudo gli occhi:

quel sole mi abita ancora.

***

Come fumo

Scoppiettio

di legno che arde,

dialogo muto

tra fiamme e silenzio.

 

Scintille vaganti

danzano nell’aria

come sogni

che fluttuano senza sosta.

 

I pensieri

albergano nell’animo,

si stringono l’un l’altro

nel tepore del ricordo.

 

Poi sfuggono

fragili e impetuosi,

si effondono

come fumo sottile

tra le fessure della notte.

 

Ogni sospiro

diventa cenere leggera,

ogni emozione voce rovente

che brucia

senza far rumore.

 

E resto qui

ad ascoltare il crepitìo

di ciò che ero,

di ciò che ancora arde

tra le pieghe dell’anima.

 

Cetti Perrone

 

La rosa che non colsi

E’ sbocciata la rosa che non colsi,

profuma d’amore.

Il colore intenso di rosso scarlatto

cattura i sensi.

 

Le  foglie dell’albero

si lasciano cullare dal vento leggero,

come in un abbraccio

di madre.

 

Un’allodola solitaria

sfiora i fili d’erba fresca,

curiosa e attenta

si guarda intorno,

chissà cosa pensa …

 

Un’eco lontana mi distrae

dai miei pensieri e dalla presente alchimia.

Sorrido ammaliata

da tanta bellezza.

 

Avvolta dalla natura intorno,

chiudo gli occhi

e ammutolita comincio a danzare.

Ciocche di capelli ribelli

coprono il mio volto,

le scosto con la mano

per ammirare

la gioia donata.

 

Ebbra di felicità

sfioro ancora i sogni

nascosti e mai dimenticati.

Sensazioni sopite riemergono

nel silenzio e nella solitudine.

 

Non affiorano mesti ricordi,

ma un ameno vissuto.

La clessidra del mio tempo

si è capovolta,

ma guardo ancora i piccoli granelli di sabbia

e spero.

 

Voglio ancora gioire,

voglio ancora sorridere alla vita,

voglio ancora vivere.

 

Fiore giallo tra la neve

Spire di fumo nero, acre, non odorano di bacche di ginepro.

L’aria è pesante. Lacrime silenziose

scendono su volti smagriti, segnati dal freddo.

E’ freddo anche il cuore. Tristezza infinita …

 

Anima bella, il tuo vestito a righe  non è quello della festa.

Hanno tagliato la tua bionda treccia.

Cammini silenziosa sulla neve ormai ghiacciata.

 

La mano forte e sicura di tuo padre ti ha lasciato andare,

aneli un suo abbraccio per darti coraggio.

Il tuo sguardo si sofferma  sui lividi sul tuo braccio

segnato da numeri anonimi.

Guardi distratta un timido raggio di sole,

pallido come il tuo volto,

ti lasci accarezzare la pelle scoperta.

 

Da lontano arrivano

urla sguaiate di donne non madri, di madri mancate.

Latrati di cani aizzati  incutono paura.

 

Brandelli di vita avanzano lenti,

pianti sommessi si innalzano.

Da assiti sconnessi brucia un ceppo per riscaldare.

Smetterà di bruciare la famelica bocca, che inghiotte vite innocenti.

 

Il blu dei tuoi occhi si confonde con il cielo.

Un fiore giallo, solitario, spicca sulla bianca coltre intorno, dà speranza.

Tieni sempre con te  la foto ormai sgualcita di tua madre, tuo conforto,.

 

Sorridi ancora alla vita, un’altra notte passerà.

Odorerai ancora fiori profumati,

camminerai respirando una vivida aria,

indosserai ancora  il tuo vestito più bello,

assaporerai la vita, quella vita sospesa,

l’amerai di più, con il cuore limpido e pulito.

***

*Sulla Shoah

Sei la mia memoria

Parlami ancora del nostro amore.

La giovinezza era nostra compagna,

i battiti del cuore la nostra colonna sonora.

 

Spensierati e innamorati

vivevamo il presente.

Erano tue le mani che sfioravano le mie.

Tue le labbra che delicatamente

baciavano i miei occhi.

Soli, incuranti degli altri,

ci abbracciavamo.

 

Ora strie d ’argento prendono il posto

di bionde ciocche.

Piccole rughe risaltano sulla fronte.

Parlami ancora dei nostri figli,

frutto del nostro amore.

 

I miei ricordi diventeranno sbiaditi,

sarai tu la mia memoria.

La padrona delle mie emozioni

cinica si appropria di me.

Tra poco non riconoscerò neanche te,

amore mio.

 

Custodisci il nostro amore,

conservalo per sempre.

Rimarrai l’unico sostegno

della vita mia.

Trascino a fatica i miei giorni,

ma amo la vita.

 

Parlami ancora di noi …

Perdonami se puoi

se non riuscirò più a volare…

 

*Sull’Alzheimer

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