Alida Luciani
SE…
Se potessi aggrapparmi
ad ali d’uccello
sospesa rimarrei tra solari raggi,
imbrigliati in scie di argentee nubi.
Su folate di vento
lascerei orme ingombranti
d’inutili passi per sentieri melmosi,
ove terra sraripa nell’oscuro fondale.
Se librare potessi
bacerei ogni tratto di azzurro.
Bagnerei il mio corpo
con il pianto di nuvole bige.
Canterei note di pace universale
liberando gli umani mortali
dal potere del possesso,
dal potere dell’odio,
dal sociale cannibalismo.
***
PENSIERI CIRCENSI
Tace l’arena nella penombra
guizzi felini, passi silenti di omini indifesi.
Vive l’arena al primo bagliore,
rulla il tamburo, si odono voci.
Luci improvvise regalan sorrisi,
appaion colori, lustrini, lacciuoli.
In alto dondolan trapezi nell’aria
voli sfidanti di artisti nell’etere.
Ruotano mani di giocolieri
tra piroette e misteri di oggetti.
Ogni respiro è intermittente
per meraviglia d’attrattiva magia.
Fumi perlati, scie colorate, note suadenti
rapiscono l’animo.
Vola la mente in fabule storiche,
attimi carichi di allegri ricordi.
Scema la musica, tenui le luci diradano ombre.
Ogni felino rincorre la gabbia,
Il paroliere dismette il suo frac,
biglie ubbidienti rientrano in cesto.
Tace l’arena in solitudine
vige tristezza in quel reale dominio.
Il sogno è svanito
ma l’arena lo attende.
Basta una lucciola
e s’accende il mistero.
***
A CALLIOPE
Dalla fluttuanza mentale
scorre l’impeto improvviso,
che plasma il pensiero,
genuflesso lo pone all’amore
declamante verso e canto.
Lontani richiami puerili
districano fantastico fuoco interiore.
Guida è spirito cieco,
emerso da letargo profondo.
Un lume all’orizzonte appare…
Colori di alba e tramonto pervadono,
infatuano profumi di alterne stagioni.
S’ispira la mente,
l’attenzione è profusa,
silente serpeggia ispirazione divina.
Odio, amore,
squarciano solitarie notti,
il verso mi conforta, cerco la mia stella.
Come falco pellegrino
fulmineo è il volo di pensiero,
vagabonda rende l’anima
dagli astri alle vette,
alle pianure, ai fiumi, ai comuni mortali.
S’insinua una fluorescenza,
avviene il contatto.
L’immersione m’induce
in fondali reconditi…nuoto.
Mi avvolge ed allieta un magico piffero,
vibra, melodica,
l’umana sinfonia dell’universo.
Oh Calliope!
Oh dolce musa di poesia!
Le parole del mio canto proteggi,
del mio labbro adorna le movenze,
ignuda rendi l’anima mia,
nella saggezza conservala.
Penetrami con la tua soffusa voce.
Oh Calliope rendimi immortale.
Antonina Manfrè
Barlumi
Caddi.
Senza rumore, come una foglia d’autunno.
Mi ritrovai a terra
nel luogo più segreto di me
lì dove i pensieri non hanno voce
ma urlano muti.
Baratri.
Tunnel oscuri.
Uno sciame di ombre
si sparse sul mio cammino.
Ogni passo, una vertigine,
ogni sguardo, un abisso.
Nel fondo un barlume:
fragile
tremante
pulsante.
Un bagliore
che profumava di sole.
La voglia indomita
di rialzarmi,
di indossare una nuova pelle
dentro una nuova me.
***
Estate
Torna sovente
quella luce dorata
che filtrava tra i rami
mentre ridevo al mondo.
Odori di terra,
di frutta matura,
di vento buono
che sapeva di libertà.
Le colline mi chiamavano,
e io correvo
senza tempo,
senza fiato, mentre le cicale incidevano l’estate
sul silenzio arso dei campi assolati.
Tutto vive ancora
dentro me,
e quando il giorno
si fa quieto chiudo gli occhi:
quel sole mi abita ancora.
***
Come fumo
Scoppiettio
di legno che arde,
dialogo muto
tra fiamme e silenzio.
Scintille vaganti
danzano nell’aria
come sogni
che fluttuano senza sosta.
I pensieri
albergano nell’animo,
si stringono l’un l’altro
nel tepore del ricordo.
Poi sfuggono
fragili e impetuosi,
si effondono
come fumo sottile
tra le fessure della notte.
Ogni sospiro
diventa cenere leggera,
ogni emozione voce rovente
che brucia
senza far rumore.
E resto qui
ad ascoltare il crepitìo
di ciò che ero,
di ciò che ancora arde
tra le pieghe dell’anima.
Cetti Perrone
La rosa che non colsi
E’ sbocciata la rosa che non colsi,
profuma d’amore.
Il colore intenso di rosso scarlatto
cattura i sensi.
Le foglie dell’albero
si lasciano cullare dal vento leggero,
come in un abbraccio
di madre.
Un’allodola solitaria
sfiora i fili d’erba fresca,
curiosa e attenta
si guarda intorno,
chissà cosa pensa …
Un’eco lontana mi distrae
dai miei pensieri e dalla presente alchimia.
Sorrido ammaliata
da tanta bellezza.
Avvolta dalla natura intorno,
chiudo gli occhi
e ammutolita comincio a danzare.
Ciocche di capelli ribelli
coprono il mio volto,
le scosto con la mano
per ammirare
la gioia donata.
Ebbra di felicità
sfioro ancora i sogni
nascosti e mai dimenticati.
Sensazioni sopite riemergono
nel silenzio e nella solitudine.
Non affiorano mesti ricordi,
ma un ameno vissuto.
La clessidra del mio tempo
si è capovolta,
ma guardo ancora i piccoli granelli di sabbia
e spero.
Voglio ancora gioire,
voglio ancora sorridere alla vita,
voglio ancora vivere.
Fiore giallo tra la neve
Spire di fumo nero, acre, non odorano di bacche di ginepro.
L’aria è pesante. Lacrime silenziose
scendono su volti smagriti, segnati dal freddo.
E’ freddo anche il cuore. Tristezza infinita …
Anima bella, il tuo vestito a righe non è quello della festa.
Hanno tagliato la tua bionda treccia.
Cammini silenziosa sulla neve ormai ghiacciata.
La mano forte e sicura di tuo padre ti ha lasciato andare,
aneli un suo abbraccio per darti coraggio.
Il tuo sguardo si sofferma sui lividi sul tuo braccio
segnato da numeri anonimi.
Guardi distratta un timido raggio di sole,
pallido come il tuo volto,
ti lasci accarezzare la pelle scoperta.
Da lontano arrivano
urla sguaiate di donne non madri, di madri mancate.
Latrati di cani aizzati incutono paura.
Brandelli di vita avanzano lenti,
pianti sommessi si innalzano.
Da assiti sconnessi brucia un ceppo per riscaldare.
Smetterà di bruciare la famelica bocca, che inghiotte vite innocenti.
Il blu dei tuoi occhi si confonde con il cielo.
Un fiore giallo, solitario, spicca sulla bianca coltre intorno, dà speranza.
Tieni sempre con te la foto ormai sgualcita di tua madre, tuo conforto,.
Sorridi ancora alla vita, un’altra notte passerà.
Odorerai ancora fiori profumati,
camminerai respirando una vivida aria,
indosserai ancora il tuo vestito più bello,
assaporerai la vita, quella vita sospesa,
l’amerai di più, con il cuore limpido e pulito.
***
*Sulla Shoah
Sei la mia memoria
Parlami ancora del nostro amore.
La giovinezza era nostra compagna,
i battiti del cuore la nostra colonna sonora.
Spensierati e innamorati
vivevamo il presente.
Erano tue le mani che sfioravano le mie.
Tue le labbra che delicatamente
baciavano i miei occhi.
Soli, incuranti degli altri,
ci abbracciavamo.
Ora strie d ’argento prendono il posto
di bionde ciocche.
Piccole rughe risaltano sulla fronte.
Parlami ancora dei nostri figli,
frutto del nostro amore.
I miei ricordi diventeranno sbiaditi,
sarai tu la mia memoria.
La padrona delle mie emozioni
cinica si appropria di me.
Tra poco non riconoscerò neanche te,
amore mio.
Custodisci il nostro amore,
conservalo per sempre.
Rimarrai l’unico sostegno
della vita mia.
Trascino a fatica i miei giorni,
ma amo la vita.
Parlami ancora di noi …
Perdonami se puoi
se non riuscirò più a volare…
*Sull’Alzheimer

