Classe 1992, originaria di Salerno, Rossella Vitolo è una di quelle figure professionali capaci di muoversi con naturalezza tra mondi diversi: il diritto, la comunicazione, la televisione, gli eventi internazionali e il mondo social dove il suo personaggio spopola e ha numeri da capogiro. Un percorso iniziato presto — e quasi sempre in anticipo sui tempi. Dopo il liceo si trasferisce a Roma per studiare giurisprudenza, laureandosi a soli 23 anni. «Subito dopo la laurea vengo notata da agenzie social ed inizio a collaborare con dei brand» racconta. È lì che nasce, quasi per caso, quel primo personaggio su Instagram che ancora oggi accompagna la sua carriera. Parallelamente consegue l’abilitazione da avvocato — «anche se non ho mai praticato» precisa — e diventa giornalista pubblicista. La sua strada si intreccia presto con il mondo televisivo e sportivo. «Il mio incontro con la TV nasce per caso. Nel 2019 mi hanno proposto di cocondurre con l’ex calciatore Dario Marcolin una trasmissione di calcio, affiancando maestri come Mario Sconcerti e Massimo Caputi da cui ho imparato tantissimo». Un’esperienza che considera formativa: «Non si finisce mai d’imparare ed ogni nuovo progetto ti fa crescere sotto diversi aspetti». Step by step, il suo personaggio è decollato. Oggi Rossella co-conduce una trasmissione calcistica insieme a Francesco Carci su Città Celeste e da quattro anni è uno dei volti della Alfiere Productions, con cui presenta festival ed eventi di livello internazionale, tra cui serate a Venezia, Cannes e Fara in Sabina. Accanto a questo, porta avanti un’altra dimensione professionale: quella di docente di diritto.
Forse anche per questo, nonostante la sua visibilità, Vitolo rifiuta l’etichetta di influencer: «Fin da piccola sono stata un po’ vanitosa, ma non mi reputo una influencer. Il mio rapporto con i social nasce da un atteggiamento spontaneo, naturale». Questa spontaneità è al centro del suo modo di comunicare online: «Sui social sono semplicemente me stessa. Condivido principalmente i miei successi lavorativi e i momenti di spensieratezza». Anche il rapporto con la macchina fotografica è qualcosa che ha costruito nel tempo: «Da piccola odiavo farmi le foto e venivo male… poi qualcosa è cambiato. Ho acquisito consapevolezza delle mie capacità e potenzialità e automaticamente anche della macchina fotografica». E aggiunge ridendo: «Ho anche imparato qualche trucchetto!». Del mondo dello spettacolo apprezza fascino ed energia, ma senza estremi. «È un ambiente affascinante, ma va preso nelle giuste dosi. Io lo vivo bene, con le persone giuste: è piacevole farne parte, ma non full immersion. Lavoro e poi cerco di staccare per tornare alla vita reale». La sua vita quotidiana, infatti, è sorprendentemente semplice. «Nel quotidiano, quando posso, cerco di restare sempre struccata e in tuta» racconta con ironia. «Conduco una vita normale, forse con qualche viaggio in più per lavoro». Sui suoi prossimi passi mantiene un velo di mistero: «C’è un progetto bello al quale dovrei prendere parte tra qualche mese, ma non spoilero, sennò porta male!». Ma quando le si chiede come si vede nel lungo termine, la risposta è immediata e semplice: «Tra 10 anni mi vedo mamma».
Manuele Pereira
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