Non penso mai che sia l’ultima replica

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Umberto Orsini interpreta se stesso in “Prima del Temporale” diretto da Massimo Popolizio.

E lo fa andando a ritroso nella sua vita, mentre aspetta di andare in scena, nel camerino di una qualsiasi città, vicina, lontana, grande, piccola, poco importa, i teatri sono tutti belli per il solo fatto di essere teatri. Lo spettacolo è Temporale di August Strindberg scritto nel 1907.

Prima di andare in scena, è in momento in cui l’attore si raccoglie in se stesso, si rilassa, fa esercizi per la voce, ascolta la sua musica preferita, e, inevitabilmente, sentimenti contrastanti cominciano ad affollare la sua mente, la paura di non ricordare le battute, il perché si è affrontata un’ennesima tournée, un po’ di stanchezza, emozione, solitudine, sapendo che a fine spettacolo, se tutto sarà andato bene, ci sarà lo svuotamento totale, tra il desiderio di non lasciare le scene e quello di…non lasciare le scene. Non ci sono vie di mezzo. Una volta che hai conosciuto il palcoscenico, c’è solo una cosa che ti può impedire di tornarci.

I suoi costumi di scena, con tanto di cappello e ombrello, sono appesi alle grucce, in attesa di essere indossati, e vissuti.

Un libro, recapitatogli dall’assistente di scena, è lo spunto per ripercorrere attraverso i ricordi, la sua lunga carriera.

Umberto Orsini ci conduce in questo viaggio nostalgico dalla sua natia Novara a Roma, dove, nei primi anni cinquanta si era trasferito per frequentare l’Accademia d’Arte Drammatica.

Un viaggio in treno dove incontra Orson Welles. Quale presagio migliore poteva essere?

Dalla ricerca della pensione in cui alloggiare, che fosse la più economica possibile, all’esame per entrare in Accademia, il giovane affascinante Umberto muove i primi passi nel mondo dello spettacolo.

Ogni tanto i suoi ricordi si scontrano con la realtà, quando la simpatica ed efficiente assistente gli ricorda “dobbiamo vestirci, signor Orsini” oppure il pompiere che gli dice che non può fumare in camerino. “Ma se è una vita che fumo! Da quando aveva otto anni… di certo non smetterò ora a novantuno”.

La regia di Popolizio è brillante, variegata, e rende molto bene, attraverso proiezioni e video che formano un fantastico caleidoscopio che si compone e scompone in una miriade di immagini, il passare del tempo nella vita di Orsini, i volti delle persone a lui care, registi, colleghi, donne amate, le locandine degli spettacoli, le belle attrici sullo schermo da cui era affascinato, e di cui forse si innamorava anche. I suoi ricordi prendono vita, nuovamente, ma ora sono vissuti da un uomo che non è più quello, eppure, è sempre quello.

Uno spettacolo a tratti molto melanconico, Orsini si racconta con nostalgia, immaginando di rincontrare tutte le persone della sua vita e di potergli parlare, chiedere, ringraziare. Ogni tanto la realtà, anche divertente, si insinua tra le pieghe della memoria, per riportarci con i pedi sul palcoscenico. Perché manca poco all’andata in scena e non si può deludere il pubblico.

Un omaggio a questo attore dalla lunga e meritata carriera, che il pubblico ha apprezzato applaudendo calorosamente. Umberto che è ancora qui, instancabile, giovanile, nonostante l’età, a farci dono della sua professionalità e dell’amore, mai venuto meno, per il suo lavoro.

In scena!!!”. È venuto il momento atteso, temuto. E mentre la porta del camerino si chiude alle sue spalle, forse non più dritte come un tempo, ma fiere, il temporale si abbatte sulla città, vicina, lontana, grande, piccola, poco importa, i teatri sono tutti belli per il solo fatto di essere teatri,

Daria D. Morelli Calasso

 

Teatro Grassi
dal 2 al 21 dicembre
Umberto Orsini
Prima del Temporale
Regia di Massimo Popolizio
Piccolo Teatro Grassi (via Rovello, 2 – M1 Cordusio), dal 2 al 21 dicembre 2025
Prima del Temporale 
da un’idea di Umberto Orsini e Massimo Popolizio
con Umberto Orsini
e con Flavio Francucci e Diamara Ferrero
regia Massimo Popolizio
scene Marco Rossi e Francesca Sgariboldi
costumi Gianluca Sbicca
video Lorenzo Letizia
luci Carlo Pediani
suono Alessandro Saviozzi
assistente alla regia Mario Scandale
produzione Compagnia Orsini
Orari: martedì, giovedì e sabato ore 19.30; mercoledì e venerdì ore 20.30;
domenica ore 16; lunedì riposo.
Durata: un’ora e 20 minuti senza intervallo

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