A tu per tu con Alessandra Roggia

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In un mondo che macina immagini alla velocità della luce, Alessandra Roggia ha scelto una strada tutta sua: luminosa, solida, sorprendentemente autentica. È una donna che unisce la delicatezza del bianco – proprio come il Cloud Dancer scelto da Pantone – alla forza di chi costruisce, guida e ispira. È un’imprenditrice della bellezza moderna, una miss che non si è limitata a calcare i palchi ma ha deciso di crearne di nuovi, una professionista in formazione a Oxford e un punto di riferimento per decine di donne che trovano in lei carisma ed energia.
Oggi dirige Ms World International per Italia, San Marino e Malta, e mentre porta avanti un concorso che punta sull’identità più che sulla perfezione, continua a dimostrare che la bellezza – quella vera – non è mai sola: cammina sempre insieme a visione, valore e consapevolezza.
Ecco cosa ci ha raccontato.

Alessandra, come ti definiresti oggi? Chi sei dietro ruoli, titoli e successi?

Sono una donna in continua evoluzione. Milanese, classe 1981, ho studiato lingue e scienze turistiche, sono autrice, attivista, store manager, coach di mindfulness in formazione a Oxford e da sempre legata al mondo dei concorsi. Ma soprattutto sono una persona autentica, che non ha paura di mostrarsi per quella che è davvero. E, lo ammetto, sono anche una mamma molto orgogliosa… del mio gatto Bombolone, un British Shorthair irresistibile.

Sui social hai un seguito importante, ma rifiuti l’etichetta di influencer. Perché?

Perché non voglio influenzare, voglio ispirare. Oggi i social sono indispensabili, fanno parte del nostro modo di lavorare e comunicare. Ma se li usiamo come un megafono di frasi fatte, filtri estremi e trend copiati, allora diventano una vetrina vuota. Io preferisco trasmettere valori, forza, visione. È quello che le persone sentono, ed è quello che funziona davvero.

A proposito di autenticità: spesso critichi l’omologazione estetica. Cosa ti preoccupa di più?

I volti tutti uguali. Labbra enormi, zigomi estremizzati, espressioni identiche. Non demonizzo la chirurgia estetica, se nasce da un desiderio personale e consapevole. Ma quando serve solo per assomigliare a qualcun altro… lì si perde identità, e senza identità non c’è bellezza. La sicurezza non arriva gonfiando una parte del viso: arriva conoscendo se stesse.

Sei cresciuta nel mondo dei concorsi di bellezza. Che cosa ti ha dato quel percorso?

Una forza incredibile. Ho partecipato ai principali concorsi italiani e internazionali: Miss Italia, Miss Mondo Italia, Miss Grand Prix, Fotomodella d’Italia… e sono sempre arrivata alle finali. Nel 2024 sono arrivata seconda a Miss TCP Europe e poi ho vinto Miss United Nations in India. Ma il vero valore? Le esperienze, le amicizie, la sisterhood. I concorsi sono spesso fraintesi: per me sono stati un acceleratore di crescita, non una gara di vanità.

Da miss a direttrice nazionale: come nasce il salto verso la “costruzione” del concorso?

Dal desiderio di fare qualcosa di mio. Dopo anni sul palco, sentivo che era il momento di creare un progetto che incarnasse la visione moderna della donna. Ms World International è la sintesi perfetta: un concorso che valorizza carattere, competenze, personalità e immagine senza metterli in competizione tra loro. Dirigere Italia, San Marino e Malta è un grande onore. E ad agosto, negli Stati Uniti, porteremo un gruppo di ragazze preparate e consapevoli.

Qual è l’essenza del tuo metodo? Cosa insegni davvero alle partecipanti?

Che la bellezza da sola non basta. E non è mai bastata. Nel mio concorso abbiamo un percorso formativo completo: tecnica, portamento, presenza scenica, comunicazione, mindset. Una sfilata dura pochi minuti: per questo bisogna arrivare preparate al 100%. Voglio che una ragazza impari a occupare il palco con carisma e naturalezza, ma anche a raccontare chi è: lavoro, progetti, talenti, ambizioni. La vittoria è un dettaglio. L’esperienza è la conquista.

Sei anche fotomodella. Che rapporto hai con l’immagine fotografica?

La fotografia è una forma d’arte potentissima, ma deve rimanere elegante. Ho sempre scelto scatti raffinati, misurati, mai eccessivi. Non credo nella provocazione forzata. La donna di valore non ha bisogno di gridare la sua sicurezza, perché si vede da come cammina, da come guarda, da come respira. L’eccesso, alla lunga, non lascia nulla.

Parliamo di stile. Il tuo modo di vestire cambia molto: perché?

Perché lo stile deve seguire l’anima, non il contrario. Posso essere sportiva e naturalmente semplice, oppure estremamente elegante quando il contesto lo richiede. La sera mi piace un tocco più femminile e sensuale, ma sempre con equilibrio. E al mare… vince solo la naturalezza. Non è il costume che conta, ma come ci si muove dentro quel costume.

Cosa ti differenzia davvero, secondo te, dalle altre donne del tuo settore?

L’autenticità. Non provo a distinguermi: semplicemente lo faccio perché sono fedele a ciò che sento. Non inseguo tendenze né cerco di posizionarmi dentro un’immagine preconfezionata. Le persone percepiscono quando una donna è centrata, e questo per me vale più di qualsiasi look.

Il tuo futuro si sta muovendo velocemente. A cosa stai lavorando?

Oggi sono concentrata al 100% sulla crescita di Ms World International e sulla formazione a Oxford. È un periodo intenso e meraviglioso. Credo che il prossimo anno sarà decisivo: un anno di conquiste, consolidamento e nuovi traguardi a 360 gradi. Non mi chiedo dove sarò tra dieci anni. La mindfulness mi ha insegnato a vivere il presente, e il presente – ora – è esattamente il luogo dove voglio essere.

Manuele Pereira

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