In scena il 6 dicembre 2025 al Teatro “ Gustavo Modena” di Genova
La rilettura scenica di Pinocchio proposta da “Zaches Teatro” si colloca nel solco di una ricerca estetica che interroga il rapporto tra corpo attoriale e figura marionettistica. La compagnia toscana, nota per la sua capacità di fondere linguaggi visivi e teatrali, ribalta il paradigma tradizionale. Sul palco non sono i burattini a imitare gli uomini, ma gli attori stessi a farsi burattini, assumendo posture rigide e gestualità meccaniche che evocano la materia lignea e la sua fragilità.
La narrazione è affidata alla “Fata-bambina turchina”, figura che incarna il principio magico e regolatore della fiaba. La sua voce e la sua presenza guidano Pinocchio attraverso le tappe di un percorso iniziatico che, come nella versione collodiana, si configura quale metafora della crescita e della trasformazione. La scelta di affidare la funzione narrativa a un personaggio femminile e infantile accentua la dimensione di incanto e sospensione, rendendo la fiaba accessibile a un pubblico ampio e intergenerazionale.
Lo spettacolo, definito “tout public” si propone come esperienza estetica condivisa, capace di parlare tanto ai bambini quanto agli adulti. La drammaturgia e la regia di Luana Gramegna e Zaches Teatro costruiscono un tessuto scenico che intreccia tradizione e contemporaneità. La drammaturgia percorre con fedeltà il testo di Collodi, sperimentando un linguaggio teatrale che dissolve i confini tra umano e artificiale.
In questa prospettiva, “Pinocchio” non è soltanto racconto di formazione, ma una riflessione metateatrale. Il teatro di marionette diventa metafora del teatro stesso, luogo in cui il corpo si trasforma in figura e la figura si fa corpo, in un continuo scambio di identità. La fiaba collodiana si rivela così inesauribile nella sua capacità di generare nuove letture, confermando la sua attualità e la sua potenza figurativa.
Giuliano Angeletti

