Emma Dalla Benetta: il volto della passione biancorossa, tra campo, studio e un Vicenza che vola

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Domenica dopo domenica (ma ogni tanto anche di sabato o di lunedì, dipende dal calendario…), mentre il Vicenza continua a vivere i piani alti della classifica di LegaPro, c’è un volto che i tifosi biancorossi associano ormai al rito del pre-partita e al brivido del post-gara: quello di Emma Dalla Benetta, presenza fissa del weekend calcistico vicentino.

La vedi a bordo campo, in tribuna, immersa tra cori, bandiere e tensione da grande partite; e la ritrovi in studio, lucida e brillante, con un tocco di femminilità che non guasta mai, a guidare la narrazione dell’ultima giornata. Emma è diventata il volto della passione biancorossa, l’incarnazione mediatica di un tifo che non dorme mai e che sogna il grande ritorno in serie B.

Ma c’è di più: con la sua simpatia e la sua empatia, è sempre più spesso madrina di eventi a tinte biancorosse, testimonial di iniziative sportive, sociali e commerciali del territorio. Vicenza la riconosce come una sorta di ambassador naturale: una figura che sa rappresentare la città, la sua grazia e la sua energia, con una credibilità rara nel mondo dell’immagine.

Sei diventata un punto di riferimento delle domeniche biancorosse. Te lo aspettavi?

«Onestamente no. Quando ho iniziato, non pensavo di entrare così profondamente nel cuore dei tifosi. Ma essere lì, in mezzo a loro, sentire la voce dello stadio, respirare quella passione… ti cambia. È un ruolo che mi ha formato tanto e che continuo a vivere con gratitudine.»

Quanto è diverso raccontare il calcio da bordo campo rispetto allo studio?

«Sono due mondi che sembrano opposti ma in realtà si completano. In tribuna c’è l’emozione pura: vedi gli sguardi, senti la tensione, vivi ogni secondo. In studio invece hai la responsabilità di dare ordine a tutto questo caos meraviglioso. Mi piace alternare: è come raccontare la stessa storia con due voci diverse.»

E questo Vicenza che vola, cosa porta in più al tuo lavoro?

«Porta un entusiasmo contagioso. Quando una squadra vince, tutto diventa più grande: le storie, le emozioni, perfino gli errori. E poi c’è questo senso di appartenenza che si è acceso di nuovo: lo senti in città, sui social, nelle interviste. Raccontare il Vicenza in un momento così è un privilegio.»

Negli ultimi mesi sei stata madrina di numerosi eventi biancorossi e di iniziative del territorio. Ti senti un volto simbolico di Vicenza?

«Se la città mi considera così, lo vivo come un onore. Io sono molto legata al mio territorio: Vicenza è casa, è radici, è identità. Quando mi chiedono di rappresentarla a un evento, lo faccio sempre con rispetto. È bello poter restituire qualcosa al luogo che ti ha cresciuta.»

La tua carriera spazia dalla tv alle sfilate, dagli shooting agli eventi…

«Sì, perché non mi piace stare ferma. Ho fatto tanti lavori diversi, ho studiato tanto, ho sbagliato, ho ricostruito. La versatilità nasce da questo: dal voler imparare sempre. La tv sportiva è impegnativa: non basta il sorriso, serve preparazione. E io cerco sempre di arrivare preparata.»

Nuovi progetti all’orizzonte?

«Ci sono proposte e idee su cui sto lavorando. Alcune anche fuori dall’ambito sportivo. Ma non corro: scelgo. Preferisco costruire un percorso solido invece che fare passi troppo veloci e poi tornare indietro.»

Se dovessi descriverti oggi con tre parole?

«Determinata, curiosa… e profondamente vicentina.»

E il futuro?

«Spero che continui a essere un percorso in cui posso raccontare storie vere, stare a contatto con le persone, crescere. Magari anche sorprendermi un po’. Il bello della vita è che, quando meno te lo aspetti, ti porta a bordo campo davanti a 10.000 persone — e ti dà la sensazione di essere nel posto giusto.»

Manuele Pereira

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https://www.instagram.com/emma_dalla_benetta

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