In scena il 10 dicembre 2025 al Teatro “ Sala Mercato” di Genova.
Festival dell’Eccellenza al Femminile XXI edizione
Festival dell’Eccellenza al Femminile XXI edizione e il Teatro Nazionale di Genova presenta “ Mamme a metà ”. Lo spettacolo è una produzione “Il teatro delle donne”
Il monologo di Laura, scritto da Silvia Nanni e interpretato da Elena Miranda, si colloca all’interno di una drammaturgia contemporanea che affronta temi di forte rilevanza sociale e culturale: la maternità negata, il lutto invisibile, la difficoltà di nominare esperienze traumatiche che rimangono spesso escluse dal discorso pubblico. La regia di Gabriele Giaffreda e le musiche di Lisa Santinelli concorrono a costruire un dispositivo scenico essenziale, ma denso di significati simbolici.
Il testo si configura come un flusso di coscienza che approda a una confessione centrale: l’aborto spontaneo. La scrittura utilizza un registro oscillante tra colloquialità e lirismo, con un ritmo che alterna densità verbale e pause significative. Tale struttura rispecchia la difficoltà di articolare un lutto che non trova corrispondenza linguistica nella cultura italiana, dove manca persino un termine specifico per definirlo. La drammaturgia, dunque, non solo racconta un’esperienza individuale, ma mette in luce una lacuna semantica e sociale.
Giaffreda opta per uno spazio neutro, quasi astratto, che diventa proiezione mentale più che luogo fisico. La sedia, unico elemento scenico, assume una funzione polisemica: è al contempo oggetto quotidiano, simbolo di sospensione e di cattedra mancata. La sua ambiguità visiva amplifica il senso di spaesamento e di incomunicabilità, trasformando l’assenza scenografica in un segno estetico pregnante. La regia lavora sulla sottrazione, favorendo un processo di concentrazione dello sguardo sul corpo e sulla voce dell’attrice.
La partitura musicale di Santinelli non si limita a un accompagnamento, ma diventa parte integrante della drammaturgia. I suoni distorti e le voci interiori restituiscono la frammentazione psichica della protagonista, creando un paesaggio acustico che oscilla tra delicatezza e tensione. La dimensione sonora, in questo senso, si configura come un dispositivo di amplificazione emotiva e cognitiva.
Elena Miranda offre una performance stratificata, capace di coniugare naturalezza e costruzione scenica. Il corpo dell’attrice, in dialogo costante con la sedia, diventa veicolo di un disagio che si esprime non solo attraverso la parola, ma anche mediante posture, esitazioni e micro‑movimenti. La recitazione alterna momenti di rabbia trattenuta a esplosioni di fragilità, mantenendo sempre un equilibrio che evita il rischio di cadere nel melodramma.
Lo spettacolo si colloca in una dimensione minimalista, dove l’assenza di scenografia complessa permette di concentrare l’attenzione sul volto e sulla voce della protagonista che tematicamente, affronta un lutto invisibile, spesso relegato al silenzio sociale: la perdita di un figlio non nato. La forza estetica risiede proprio nella capacità di rendere visibile l’invisibile, di dare forma scenica a un dolore che non ha nome, inscrivendo l’esperienza individuale in una riflessione collettiva.
Con una durata di 75 minuti, lo spettacolo mantiene una tensione costante, grazie a una regia che dosa con precisione i tempi e a una scrittura che alterna densità e pause. Laura si configura come un contributo significativo al teatro contemporaneo, capace di coniugare testimonianza personale e riflessione sociale, estetica minimalista e intensità emotiva.
Giuliano Angeletti
Mamme a metà…
Produzione
Il teatro delle donne
Regia
Gabriele Giaffreda
Interpreti
Elena Miranda e Lisa Santinelli
Musiche
Lisa Santinelli
Foto
Botticelli

