Domenica 14 dicembre 2025
Un pomeriggio d’inverno che profuma di Natale. La CMP Arena di Bassano del Grappa, ospita uno degli spettacoli natalizi più seguiti da adulti e bambini, che farà il giro dell’Italia si è trasformata in un luogo onirico, dove la realtà ha lasciato spazio alla fantasia. In scena Lo Schiaccianoci, il grande classico del balletto, capace ancora una volta di incantare e coinvolgere un pubblico eterogeneo e partecipe.
La platea, gremita di famiglie, ha visto la presenza di molti bambini, ma non meno numerosi erano gli adulti, rapiti da uno spettacolo che attraversa le generazioni senza perdere forza né suggestione.
La rappresentazione del balletto è stata affidata al Russian Classical Ballet, Sotto la direzione artistica meticolosa di Evgeniya Bespalova e Denis Karakashev, la compagnia, andando al di là, della semplice esecuzione ha mostrato l’intento di preservare l’eredità russa riportando la versione classico dello spettacolo. La loro missione, immutata dal 2005, si legge nella straordinaria composizione del cast. I solisti non sono semplici ballerini; sono professionisti d’eccellenza diplomati nelle più celebri istituzioni coreografiche russe, tra cui le accademie di Mosca, San Pietroburgo, Novosibirsk e Perm. Questi artisti portano sul palco non solo la solida preparazione accademica ereditata dalle principali Compagnie di danza russa, ma anche una significativa esperienza internazionale.
Il risultato è un ensemble dinamico e prestigioso, dove l’assoluto rigore della formazione si fonde con il talento audace delle nuove stelle emergenti.
L’apertura del sipario ha restituito immediatamente l’atmosfera della vigilia natalizia: un grande albero, che si accende decorato con tante luci, decorazioni sotto il quale gli invitati alla cena di Natale danzano festosi. Le danze iniziali, precise e vivaci, hanno scandito il ritmo della festa. Il vero punto di svolta narrativo è segnato dall’ingresso di Drosselmeyer, figura enigmatica e carismatica che ha incantato tutti con i suoi giochi di prestigio, introducendo un’aura di mistero. È stato proprio lui, il padrino misterioso, abile orologiaio e mago che realizza giocattoli meccanici a regalare lo Schiaccianoci a Clara, un gesto che ha innescato una grande emozione in scena e in platea. La sua apparizione, la danza delle bambole meccaniche e quel dono speciale hanno rappresentato il catalizzatore dell’intera favola. Con la partenza degli ospiti e il calare della notte, lo spazio scenico ha subito una trasformazione visiva e sonora: la casa si è fatta silenziosa e Clara, esausta ma felice, si è addormentata abbracciata al suo nuovo, prezioso giocattolo.
In quel momento, la narrazione ha compiuto un salto decisivo verso la dimensione onirica.
Il palcoscenico si è animato con l’arrivo sinistro del Re dei Topi e della sua armata, dando il via a una battaglia intensa e suggestiva. Lo Schiaccianoci, animato dall’incantesimo, ha guidato i soldatini in legno contro la minaccia dei roditori. Questa sequenza, carica di drammaticità, ha saputo bilanciare l’azione concitata e l’efficacia coreografica, culminando nell’eroico trionfo del giocattolo che, liberato dall’incantesimo, si trasforma nel Principe. La battaglia ha aperto le porte alla fantasia, proiettando Clara e il pubblico in un universo sognante e di mondi fantastici.
Se il primo atto ha progressivamente accompagnato lo spettatore oltre la soglia della realtà, il secondo ha aperto con decisione le porte del Regno dei Dolci, trasformando la scena in un’esplosione di colore, ritmo e virtuosismo. È in questo passaggio che il pubblico ha smesso di limitarsi all’osservazione, entrando in una partecipazione emotiva evidente e condivisa. L’arrivo dei due protagonisti, accolti dall’atmosfera festosa del nuovo regno, ha dato avvio al celebre Divertissement, una sequenza di danze che ha offerto una ricca varietà di linguaggi coreografici e suggestioni visive. La Danza Spagnola, dedicata alla Cioccolata, ha imposto un ritmo deciso e appassionato; la Danza Araba, ispirata al Caffè, ha sedotto con movimenti morbidi e un’eleganza quasi ipnotica; la Danza Cinese, legata al Tè, ha introdotto un registro più leggero e brillante, giocato sull’agilità e sulla precisione.
A interrompere la successione delle danze esotiche è arrivata la travolgente Danza Russa Trepak, che ha sprigionato un’energia contagiosa, accendendo la sala e suscitando una risposta immediata della platea, visibilmente coinvolta.
Il momento di maggiore intensità emotiva è stato raggiunto con le due sequenze più attese. Il Valzer dei Fiori ha avvolto la CMP Arena in un’eleganza corale fatta di movimenti ampi e perfettamente sincronizzati, accolta da applausi spontanei. Con la Danza della Fata, invece, il tempo è sembrato sospendersi: il pubblico ha trattenuto il respiro, catturato dalla precisione cristallina dei gesti e dalla delicatezza dell’interpretazione, in un silenzio che valeva più di qualsiasi ovazione.
Determinante la qualità del corpo di ballo, capace di fondere rigore tecnico ed espressività. I due ballerini protagonisti hanno conquistato la scena con una presenza intensa, unendo carica energetica e dolcezza interpretativa. La loro perfetta sintonia, costruita su movimenti sincronizzati e una gestualità misurata, ha creato una forte connessione tra danza e musica, coinvolgendo profondamente gli spettatori.
Al calare dell’ultimo accordo, la risposta della platea è stata immediata e convinta: applausi lunghi, ripetuti, sentiti, a testimonianza di una soddisfazione condivisa. Un’energia circolare, nata sul palco e restituita al pubblico, ha attraversato la sala in un dialogo continuo tra danzatori e spettatori, suggellando il successo dello spettacolo.
È stata una giornata di dicembre capace di ricordare quanto l’arte sappia esprimersi con forza attraverso la creatività: il linguaggio del corpo, la precisione delle movenze, l’intensità delle espressioni hanno condotto il pubblico per due ore in una dimensione altra, lontana dalla quotidianità, offrendo uno spazio di immaginazione e di bellezza. Un tempo sospeso che ha permesso di sognare, ma anche di ritrovare, almeno per un momento, una sensazione di armonia e leggerezza.
In platea molti bambini, rapiti dalla magia del racconto, ma anche numerosi adulti, partecipi e visibilmente emozionati. Lo Schiaccianoci si conferma così un appuntamento natalizio capace di attraversare le generazioni, regalando la percezione che il tempo possa fermarsi e che la meraviglia sia ancora possibile.
Alla CMP Arena, il balletto ha assunto il valore di un vero rito collettivo: un linguaggio universale fatto di musica e movimento che continua a emozionare, a unire e, soprattutto, a far sognare.
Max Cavallo

