La cucina stellata arriva in carcere per il pranzo di Natale.
Giovedì 18 dicembre, in 56 istituti penitenziari italiani, verranno serviti circa 8.000 pasti preparati da chef di alto livello nell’ambito dell’iniziativa “L’altra cucina… per un pranzo d’amore”. Il progetto è stato presentato ieri in Senato su iniziativa della senatrice Giusy Versace.
L’iniziativa si inserisce in un percorso di attenzione verso il mondo carcerario che ha avuto momenti significativi negli ultimi mesi, dal Giubileo dei detenuti alle celebrazioni religiose svolte all’interno degli istituti. L’obiettivo è semplice ma ambizioso: portare un segno concreto di umanità e dignità alle persone private della libertà, proprio nel periodo natalizio.
Promosso dall’associazione Prison Fellowship Italia insieme al Rinnovamento nello Spirito Santo, con il supporto del Ministero della Giustizia, il progetto coinvolge quest’anno numeri importanti: 56 carceri, di cui 10 minorili, 70 chef, oltre 70 artisti del mondo dello spettacolo e più di 1.300 volontari.
Durante la presentazione, Giusy Versace ha sottolineato il valore sociale dell’iniziativa, ricordando il suo legame con il mondo penitenziario e l’importanza di offrire occasioni di riscatto attraverso attività che trasmettono disciplina, impegno e speranza. «Questi progetti – ha spiegato – fanno bene ai detenuti, ma anche a chi lavora ogni giorno negli istituti».
Un messaggio condiviso anche dal sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari, secondo cui il pranzo di Natale non è solo un momento conviviale, ma un’occasione educativa che restituisce valore e dignità alla funzione della pena.
Particolarmente significativa la partecipazione delle carceri minorili. A Casal del Marmo, ad esempio, la chef Anna Maria Palma preparerà un menu pensato per i giovani detenuti, con piatti della tradizione come il pollo alla cacciatora e uno stufato di carne, accompagnati da un maritozzo salato.
Nel corso dell’incontro è stata letta anche una lettera di Andrea Bocelli e della moglie Veronica Berti, che hanno richiamato l’attenzione sul tema della dignità umana e sul dovere della società di offrire una seconda possibilità.
Il mondo dello spettacolo sarà presente con attori e musicisti impegnati a portare testimonianze e momenti di condivisione all’interno delle carceri. Un modo per creare un ponte tra “dentro” e “fuori” e rompere i pregiudizi.
Come ha ricordato Giuseppe Contaldo, presidente del Rinnovamento nello Spirito Santo, l’ingrediente principale di questo pranzo sarà l’amore. Un gesto semplice, ma capace di diventare, per molti detenuti, una carezza e un segno di speranza.
Max Cavallo

