In scena il 17 dicembre 2025 al “Teatro Solvay” di Rosignano
“Rosencrantz e Guildenstern sono morti” è una “Produzione Gli Ipocriti – Melina Balsamo
in collaborazione con Ippogrifo Produzioni e Comune di Verona – Estate Teatrale Veronese
in accordo con Arcadia & Ricono Ltd per gentile concessione di United Agents Ltd”.
Questa creazione recupera l’ironia metateatrale di Tom Stoppard e la traduce in un allestimento che bilancia con coerenza la leggerezza comica e la profondità esistenziale. Il duo formato da Francesco Pannofino e Francesco Acquaroli funziona come motore emotivo e comico dello spettacolo, mentre Paolo Sassanelli offre un contrappunto caloroso e misurato che sostiene la compagnia.
La regia mantiene un ritmo serrato, rispettando i tempi comici senza sacrificare le pause riflessive necessarie alle digressioni filosofiche. Le scelte registiche mostrano una lettura consapevole del testo. I momenti di gioco verbale si alternano a istanti di sospensione con una logica interna che evita dispersioni.
L’intesa tra gli interpreti è solida. La direzione attoriale valorizza la complementarità tra i due protagonisti, calibrando le dinamiche di potere e di confusione che caratterizzano i personaggi. La compagnia lavora come un organismo coeso, con interventi corali che non rubano la scena ma la arricchiscono.
L’uso delle luci e del suono è funzionale. La colonna sonora accompagna i cambi di tono senza sovrapporsi al dialogo. La scenografia opta per il minimale evocativo: pochi elementi simbolici suggeriscono luoghi e stati d’animo, lasciando ampio spazio al gioco fisico e verbale degli attori. Questo minimalismo favorisce l’immediatezza e concentra l’attenzione sul linguaggio e sulle relazioni.
I costumi richiamano una cifra stilistica che oscilla tra il classico e il grottesco, contribuendo a definire i personaggi come modelli archetipi più che ritratti realistici. L’insieme visivo crea un equilibrio tra eleganza e ironia, coerente con il tono della pièce.
L’atmosfera è sospesa. La regia costruisce un senso di straniamento che rende lo spettatore partecipe dell’assurdo. Gli elementi estetici non cercano il colpo di scena visivo, ma lavorano per accumulare suggestioni che amplificano la dimensione filosofica del testo.
Francesco Pannofino, porta sul palco una presenza calibrata, capace di alternare il registro comico a lampi di malinconia. La sua dizione e il controllo del tempo farsesco rendono credibile l’ingenuità del personaggio senza scadere nella macchietta.
Francesco Acquaroli, offre una lettura più fisica e imprevedibile, con scatti di energia che illuminano i momenti più surreali. La sua capacità di trasformare il gesto in significato drammatico arricchisce la coppia e crea contrasti efficaci.
Paolo Sassanelli, funziona da collante: la sua presenza scenica è calda e autorevole, capace di guidare la compagnia con leggerezza e di sottolineare i passaggi più comici senza smorzare la tensione tragica.
Lo spettacolo parla a un pubblico eterogeneo. Chi conosce il testo di Stoppard apprezzerà la fedeltà intellettuale e le sfumature interpretative, mentre chi si avvicina per la prima volta troverà un’esperienza teatrale vivace, accessibile e stimolante. L’equilibrio tra risata e riflessione lascia allo spettatore spazio per elaborare il senso dell’opera anche dopo l’uscita dalla sala .
“Rosencrantz e Guildenstern sono morti” rispetta la complessità del testo senza rinunciare al piacere della scena. La regia attenta, le scelte estetiche misurate ed interpreti di grandi qualità producono un capolavoro che è al tempo stesso divertente, ed intellettualmente appagante.
Giuliano Angeletti
Francesco Pannofino, Francesco Acquaroli, Paolo Sassanelli
ROSENCRANTZ E GUILDENSTERN SONO MORTI
di Tom Stoppard
regia Alberto Rizzi
con Andrea Pannofino, Chiara Mascalzoni
scena Luigi Ferrigno
musiche Natale Pannofino
produzione Gli Ipocriti – Melina Balsamo
in collaborazione con Ippogrifo Produzioni e Comune di Verona – Estate Teatrale Veronese
in accordo con Arcadia & Ricono Ltd per gentile concessione di United Agents Ltd

