C’è chi segue il cuore e chi si lascia guidare dalla routine. Angela Lepore ha scelto il cuore. Dai palcoscenici dei musical alle gare nazionali di poledance, passando per anni di studio e sacrificio, la sua vita è una storia di coraggio, determinazione e passione. In un mondo dove giudizi e pregiudizi possono fermare, Angela ha deciso di esprimere liberamente il suo talento e la sua femminilità, diventando un’ispirazione per centinaia di persone e costruendo una realtà unica: la Poleart Academy.
Riavvolgiamo il nastro: puoi raccontarci chi sei e come è iniziato il tuo percorso artistico?
Ho 39 anni e vivo a Bari. Ho studiato danza classica a Modena per 12 anni e a 19 anni ho iniziato a lavorare in una compagnia di musical. Dopo una pausa dal mondo artistico, durante la quale mi sono laureata in Scienze dell’Educazione e della Formazione, ho sentito che il mio cuore batteva ancora per la danza. Così sono tornata a ballare e oggi sono istruttrice di poledance, una disciplina artistica e acrobatica che unisce eleganza e tecnica.
Come è nata la tua avventura come insegnante di poledance?
Tutto è iniziato grazie a mio marito, che ha visto in me la voglia di tornare a ballare e di mettermi in gioco come insegnante. All’inizio ero molto insicura, ma senza di lui non avrei mai intrapreso questa avventura. Nel 2014 ho iniziato a perfezionarmi a Roma con Titty Tamantini, partecipando a gare nazionali IPSF e conquistando nel 2017 il titolo di Campionessa Italiana. Da allora, la Poleart Academy è cresciuta fino a contare quattro sedi tra Bari e Matera e 250 allieve di poledance e cerchio aereo.
Come si svolge oggi la tua vita professionale?
Lavoro con mio marito come imprenditrice e insegno a 360 gradi, affiancata da un team di quattro insegnanti straordinarie. Prepariamo ragazze per competizioni nazionali – quest’anno porteremo in gara 8 allieve – e curiamo la nostra presenza sui social. La fotografia artistica è fondamentale: collaboro con il fotografo Davide Narracci per creare contenuti studiati nei minimi dettagli, capaci di esprimere arte e tecnica della poledance.
Quanto è importante per te la cura dell’immagine e del corpo nella tua professione?
La cura dell’immagine è importante, ma non deve mai prevalere sull’aspetto tecnico. Allenamento costante, alimentazione equilibrata e studio sono la base del mio lavoro: essere performanti è fondamentale quanto apparire curate e femminili. L’aspetto estetico deve camminare di pari passo con la preparazione fisica e tecnica.
Attraverso i social condividi molto della tua vita e del tuo lavoro. Cosa vuoi trasmettere?
Voglio mostrare la mia passione, il duro lavoro e l’autenticità del mio percorso. Essere me stessa al 100%, con pro e contro, è fondamentale. Mi piace essere un punto di riferimento: ricevere domande sulle tecniche di allenamento ma anche su motivazione e crescita personale mi riempie il cuore. Certo, ci sono anche aspetti negativi: la superficialità dei commenti o i pregiudizi sull’abbigliamento possono essere frustranti. Dietro ogni esercizio di poledance c’è fatica, ore di allenamento e dolore muscolare, ma spesso questo non viene visto.
Alcuni ti definiscono una donna “esibizionista”. Come ti rapporti a questo giudizio?
Sì, forse lo sono un po’, sia per il mio lavoro che per la mia personalità. Ma ho la fortuna di avere un uomo al mio fianco che mi sostiene e non mi limita: posso esprimere la mia femminilità e il mio corpo come desidero, senza timori o giudizi. Essere sensuale non è una colpa, ma un pregio. La donna deve sentirsi libera di essere se stessa, senza compromessi.
Dove ti vedi tra 10 anni?
Mi auguro di essere sempre in forma e allenata, circondata dalle mie allieve e pronta a espandere la Poleart Academy nel territorio pugliese. E chissà… magari parteciperò a un’altra gara! La mia voglia di mettermi in gioco e inseguire i miei sogni è più viva che mai.
Manuele Pereira

