Corriere dello Spettacolo

Da Paramount all’Eternità: Roger Moore, lo 007 che viene dalle nebbie (27)

DA PARAMOUNT ALL’ETERNITÀ

Come le tecniche archetipiche di Robert Evans-Paramount continuano a creare miti e business anche fuori dal cinema, nel branding, nel marketing e nella comunicazione.

È quasi scontato che un personaggio come James Bond viva immerso nei misteri.Nelle nebbie.Sia nella finzione del cinema che in quella dei romanzi.Però,in questo caso,si tratta di un mistero reale.Oltre lo schermo cinematografico.Nel mondo di tutti i giorni. È un enigma

strano.Inatteso.Spiazzante,per molti aspetti.

Qualcosa che non ti aspetteresti mai. Un fattore oscuro che contiene un segreto.

A differenza di tanti altri enigmi,questo ha qualcosa di speciale:è costruito con lo stile,con la classe. Un quid indistinto ed ambiguo che attira come un vortice  potente.

E dalle nebbie appare, improvvisamente,un mistero sofisticato come un lord e letale come un cobra.

Questo mistero si chiama Roger Moore,il James Bond più apprezzato dal pubblico e più longevo nel ruolo.Dodici anni nei panni dell’agente

segreto più famoso di tutti i tempi.Sette film in questo mitico ruolo,che lasciò solo per raggiunti limiti di età.Moore il volto più affascinante dell’eroe  britannico conosciuto in tutto il mondo.

Come arrivò ad essere l’interprete più importante di Bond?È una storia che parte da lontano. Da molto lontano.

Piena di enigmi,coincidenze strane,casualità e alcuni segreti decisivi e potenti. La serie di 007 inizia con Sean Connery. Ma Ian Fleming,autore dei romanzi da cui sono tratti i film,non lo gradisce.È troppo rozzo,grezzo,poco sofisticato,non ha stile.Non corrisponde al personaggio da lui creato. Si cerca un altro attore più adatto.

 

 

George Lazenby sembra quello giusto.

Ma,inspiegabilmente,molla la grande occasione della sua vita,dopo un primo film promettente.E brucia la sua carriera per sempre.

A questo punto subentra Roger Moore,amico personale del produttore Albert Broccoli.

Sono entrambi appassionati di golf e si conoscono da tempo.

Moore ha grande classe.Appare perfetto nel ruolo dell’agente segreto affascinante e killer efficiente al tempo stesso.

 

 

Qui comincia il caso enigmatico di Roger Moore. Da dove viene?Cosa lo rende così unico,distinto,brillante e superiore agli altri?

C’è un mistero dietro questo attore. Un mistero che è anche un segreto,saturo di nomi illustri,importanti e di altissimo livello nell’universo culturale internazionale.Nomi eccellenti nascosti nelle nebbie di un metodo di recitazione unico al mondo e molto potente. Ma che non deve essere rivelato.

Questo è il fattore arcano e sconosciuto da cui è nato il nostro aristocratico 007.

Moore ha frequentato la celebre Royal Academy of Dramatic Art inglese,scuola di grandi artisti,una tra le più prestigiose accademie del mondo.Guidata da un nome importantissimo come Michael Cechov,nipote dell’illustre scrittore Anton Cechov e allievo del famosissimo Stanislavskij,creatore del mitico metodo di recitazione molto usato a Hollywood.

Questo grande maestro ha una tecnica di recitazione estremamente originale.

Diversa da tutte le altre.

Infatti,Cechov usa tecniche archetipiche pure.È un profondo conoscitore della materia.Non crea personaggi,attiva Archetipi. Su questo punto è sempre stato chiarissimo.E Moore si impadronisce perfettamente di questi concetti e delle tecniche specifiche di attivazione archetipica.Sceglie di utilizzare l’Ombra,il fattore più  potente.

E sarà la sua fortuna. La sua carriera decollerà.Diventerà tutto ciò che Lazenby ha gettato via. Un mito durevole nell’Olimpo cinematografico hollywoodiano e britannico.

Ma come attiva l’Ombra?

Qui appare la sua eccezionale competenza tecnica.Unica al mondo.È uno studente che ha seguito le lezioni del suo maestro con grande attenzione.Metodo Michael Cechov puro.L’Ombra non viene attivata con ricordi emozionali personali o fantasie speciali,ma attraverso il contesto intorno all’interprete:ambiente,arredamenti,modi di muoversi,tipi di rapporti con altri personaggi,

ma anche microgesti come l’alzare il sopracciglio,tipico di Moore o un sorriso giocoso ma ambiguo.L’atmosfera ironica,leggera e di classe è un altro elemento contestuale molto potente da lui usato.

Il nuovo 007 porta in scena un’ “Ombra mixata”,fatta di elementi oscuri e violenti mescolati a stile britannico e ironia.Questo rende l’Ombra più affascinante,ricca di elementi opposti ed intensi,meno spaventosa e fortemente attraente.Geniale.

Il pubblico gradisce fortemente questa versione di Bond complessa e mixata.Infatti Moore durerà molto a lungo,lasciando il ruolo solo per limiti di età.

Questo utilizzo del potere dell’Ombra è unico,assolutamente originale.

Nessuno ha mai innescato questo Archetipo in un modo simile,creando un cocktail di fattori attivanti vari ed eleganti.

Solo Roger Moore.

Il metodo Cechov è stato da lui profondamente studiato,elaborato ed arricchito con una iniezione di stile aristocratico inglese.Quello che cercava Ian Fleming.Quello che mancava a Sean Connery.

Roger colse al volo l’opportunità che lo fece diventare una stella di prima grandezza nel firmamento cinematografico mondiale.Quella grande opportunità che Lazenby non seppe cogliere.

La vita è fatta di tutto e di niente.Roger Moore aveva già messo a punto la sua formula magica del successo,basata sull’ “Ombra mixata”,con i personaggi delle serie TV Il Santo e Attenti A Quei Due.Aveva già assimilato molto bene gli insegnamenti archetipici di Cechov.Ed è bastata una buona occasione,un fatto casuale,il rifiuto di Lazenby del ruolo di James Bond,per scaraventarlo nell’eternità dello star-system hollywoodiano.Sì,la vita è fatta di tutto e di niente,anche quella di una star…

Stefano Battaglia, regista

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