Non poteva che essere il Teatro degli Arcimboldi ad ospitare un must di Broadway come The Book Of Mormon; dopo The Phantom of the Opera nel 2023 e Les Misérables nel 2024, il 2025 vede portare sul palco questo capolavoro non notissimo al grande pubblico come uno dei titoli cult che conoscono tutti.
Arriva in Italia per la prima volta, in esclusiva assoluta a Milano, questo musical dissacrante ed esilarante, vincitore di numerosi premi internazionali tra cui Tony, Olivier e Grammy. Alla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni di Provo, Utah, un giovane missionario, Kevin Price, istruisce un gruppo di altri mormoni su come convertire porta a porta la persone. Uno dei missionari, Arnold Cunningham, è un giovanotto sovrappeso e ingenuo che continua a provare a convertire persone, ma con nessun successo; Price, invece, crede che se riuscirà a convertire abbastanza persone, i suoi superiori lo manderanno ad Orlando, sua destinazione ideale. Le sue speranze vengono deluse, e lui ed Arnold vengono invece mandati insieme in Uganda; Kevin è certo di essere destinato a qualcosa di grande, mentre Arnold è felice di avere un nuovo amico. Appena arrivati, i due vengono derubati da due soldati locali al soldo di un brutale signore della guerra, il generale Butt Fucking Naked; vengono poi condotti al villaggio e toccano con mano un mondo fatto di carestia, fame, povertà ed AIDS. In seguito incontrano gli altri mormoni che operano in quella zona, ma incapaci di convertire le popolazioni locali. Kevin è certo di riuscire dove gli altri hanno fallito, così si mette alacremente all’opera e racconta ai nativi la storia ed i principi del mormonismo, con scarso successo ed inoltre scarica Arnold, troppo infantile e pressante. Anche Kevin ed Arnold hanno fallito: il primo, dopo aver assistito all’esecuzione di un uomo, decide di lasciar perdere la missione e di chiedere il trasferimento ad Orlando, il secondo, sempre fedele, gli promette di seguirlo ovunque. Solo Nabulungi, una nativa, sembra interessata agli insegnamenti di Arnold che però non conosce bene il Libro di Mormon, così infarcisce il suo insegnamento con nozioni estrapolate da romanzi fantasy e films di fantascienza; Kevin nel frattempo ci ripensa e, pentito, decide di restare nella missione, ma Arnold è troppo ferito per ascoltarlo: memore del motivo della missione, affronta il Generale per tentare di convertirlo. Gli ugandesi, stupiti dal coraggio del missionario, decidono di battezzarsi in massa e di convertirsi, anche se Kevin non è riuscito a convertire il Generale. Kevin e Arnold vengono quindi nominati migliori missionari d’Africa e gli Ugandesi raccontano al Presidente di Missione, giunto in visita, la storia di Joseph Smith, smascherando così tutte le invenzioni e le digressioni fantastiche aggiunte da Arnold. Il Presidente ne rimane sconvolto ed Arnold è depresso e si sente un fallito per aver raccontato tante bugie ed aver ingannato gli ugandesi; Kevin si riappacifica con Arnold, capendo che l’amico ha avuto ragione fin dal primo momento: non è la conoscenza delle Sacre Scritture il vero valore della religione, bensì è il saper aiutare le persone in difficoltà. Nabulungi, credendo che Arnold l’abbia voluta ingannare, racconta agli abitanti del villaggio che il missionario è stato divorato dai leoni, ma scopre che i suoi connazionali avevano compreso che parlava per metafore per far meglio capire a loro il significato del Libro di Mormon. Proprio mentre il Generale sta per attaccare il villaggio, i due tornano accolti benevolmente dagli abitanti e, speculando sul fatto che Arnold sia risorto ed inventando altri corollari alla loro dottrina, riescono a far fuggire il Generale. I missionari, riuniti con gli ugandesi, sono pronti a lavorare con fede e carità per salvare l’Africa e renderla un vero e proprio Paradiso in Terra.
The Book of Mormon nasce dall’incontro del genio creativo di Trey Parker e Matt Stone, geniali autori della serie televisiva South Park, premiata con Emmy e Peabody, oltre che dei film South Park e Team America, con Robert Lopez, co-creatore del musical di Broadway Avenue Q e dei brani dei films Disney Frozen e Coco. Lopez è il primo ed unico vincitore di un doppio EGOT, per aver ottenuto almeno due volte tutti e quattro i principali premi d’intrattenimento: Emmy, Grammy, Oscar e Tony. Una collaborazione esplosiva che ha dato vita a un’opera capace di divertire, sorprendere e far riflettere. Dopo aver fatto il suo debutto nel 2011 a Broadway, dove ha vinto nove Tony Awards, incluso Miglior Musical, The Book of Mormon è stato rappresentato in tre continenti ed ha vinto oltre trenta premi internazionali. La produzione londinese ha debuttato nel 2013 stabilendo il record per il maggior numero di biglietti venduti in un singolo giorno nella storia del West End, per poi vincere quattro Olivier Awards, incluso Miglior Nuovo Musical.
Lo spettacolo a Milano vede libretto, musica e testi di Trey Parker, Robert Lopez e Matt Stone, è diretto da Casey Nicholaw e Trey Parker, con coreografie di Casey Nicholaw e scenografie di Scott Pask. Completano il team creativo il premio Oscar Ann Roth per i costumi, Brian MacDevitt per il disegno luci, Brian Ronan per il suono, Larry Hochman e Stephen Oremus per le orchestrazioni, con supervisione musicale e arrangiamenti vocali di Stephen Oremus.
Il cast è, come sempre quando le compagnie sono made in USA o UK, stellare: perfetti sconosciuti cantano, danzano e recitano a livelli altissimi, a dimostrare cosa sia davvero il musical theatre, ormai inflazionato anche in Italia, peraltro con quasi sempre pessimi risultati; purtroppo tantissimi talenti di questo livello non assorgono a fama mondiale perché rimangono nell’unica, vera ed autentica forma di spettacolo, ossia il teatro. Adam Bailey e Sam Glen sono una fantastica coppia come Kevin ed Arnold: perfettamente nel ruolo, belle voci, bravi a danzare ma soprattutto simpaticissimi, così come il McKinley di Tom Bales. Nyah Nish è una Nabulungi dalla voce incredibile come potenza ed estensione, affiancata dal padre Mafala di Kirk Patterson. Una nota sul Generale (Sackie Osakonor): il nome non è casuale ma è un riferimento al reale generale liberiano Joshua Milton Blahyi, noto con il nome di generale Butt Naked a causa della sua abitudine di combattere nudo. Il resto del cast non è da meno, tutti tecnicamente molto bravi dal punto di vista recitativo, tersicoreo e canoro.
Considerata una delle opere più irriverenti, intelligenti e provocatorie del teatro contemporaneo, capace di unire umorismo dissacrante e riflessione umana profonda, The Book of Mormon esplora la differenza tra fede autentica e dogma istituzionalizzato: pur deridendo certi aspetti del mormonismo e della religione organizzata, l’opera non è un attacco alla spiritualità, anzi, celebra la capacità dell’essere umano di credere in qualcosa e di trovare speranza attraverso il racconto. Con un linguaggio diretto e senza filtri, invita a guardare oltre le apparenze per scoprire una riflessione profonda sul valore della fede, della speranza e della solidarietà. Da vedere, soprattutto per la bravura degli interpreti.
Chiara Pedretti
Teatro Arcimboldi
Viale dell’Innovazione 20 – Milano
Fino al 21 Dicembre 2025
Biglietti da EUR 33,00 a EUR 85,00 più prevendita
www.teatroarcimboldi.it

