Monica, il crossdressing come spazio di espressione artistica

Data:

 

Dietro il personaggio di Mónica si nasconde un percorso intimo, profondo e in continua evoluzione. Il suo racconto attraversa identità, paura, accettazione e libertà, trasformando il crossdressing in uno spazio di espressione artistica e verità personale. In questa intervista, Mónica ci accompagna nel suo cammino, parlando senza filtri di visibilità, stigma, femminilità e coraggio.

Come è nato il tuo rapporto con il crossdressing e cosa ti ha spinto a viverlo come forma di espressione artistica?
Non parlerei di un vero e proprio interesse: è una parte di me che è sempre esistita, almeno da quando ho memoria. Ricordo che da bambina mi vestivo di nascosto con i vestiti di mia sorella maggiore. È qualcosa che nel tempo è cresciuto ed evoluto — e continua a farlo ancora oggi. Mi sento molto fortunata a poter esplorare questa parte di me come forma di espressione artistica e a darle visibilità attraverso i social network.

Chi è Mónica e che relazione ha con la tua identità fuori dalla scena?
Mónica è molto più di un personaggio. Rappresenta un processo personale e profondo. Come tante persone, ho attraversato fasi di negazione, paura e vergogna, momenti in cui non riuscivo a capire né ad accettare ciò che sentivo. Tutto ha iniziato ad avere senso quando ho compreso che non c’era nulla di sbagliato in me, e che potevo guardarmi con più dolcezza.
Mónica non è qualcosa di separato da me: è una parte di ciò che sono. Oggi convive con la mia altra identità in modo più ordinato, con uno spazio e una voce propri. Con il tempo sento che chiede sempre più presenza, e non sai mai dove possa portarti questo cammino. Ma ora posso dire che entrambe le identità esistono in equilibrio, in modo consapevole, e questo mi dà serenità.

Ci sono stati riferimenti artistici o culturali che hanno influenzato il tuo percorso?
In realtà non ho avuto veri e propri modelli di riferimento. Il mio è stato un cammino piuttosto solitario e molto interiore. Con il tempo, però, ho conosciuto tante ragazze come me, ho ascoltato le loro storie e condiviso esperienze. Ed è lì che sono nate nuove forme di ammirazione.
Provo un profondo rispetto soprattutto per chi ha deciso di intraprendere un percorso di transizione. È un atto di grande coraggio, coerenza e amore verso se stesse. Anche se il mio percorso è diverso, la loro forza mi ispira profondamente.

Come vedi l’evoluzione e la visibilità del crossdressing artistico in Spagna negli ultimi anni?
Credo che in Spagna il crossdressing artistico abbia fatto grandi passi avanti in termini di visibilità. Non posso non citare la mia grande amica Dafni e il suo studio Dafni Girls, che ogni giorno aiuta tante ragazze come me a realizzare un sogno che per molto tempo sembrava impossibile. Il suo lavoro non trasforma solo l’aspetto esteriore, ma accompagna anche processi interiori molto profondi.
Detto questo, c’è ancora molto da fare. Spesso una persona crossdresser viene subito incasellata in stereotipi rigidi, legati a un’identità femminile permanente o a un orientamento sessuale preciso. La realtà è molto più complessa e variegata. Ogni storia è unica e attraversata da esperienze personali. La mia? Forse la racconteremo in una seconda intervista… meglio lasciare un po’ di mistero.

Hai mai affrontato stigma o difficoltà per il tuo percorso? Come le hai superate?
Sì, assolutamente. Dire il contrario sarebbe mentire a me stessa. Questo non è un cammino che si sceglie, né uno semplice. È qualcosa che nasce dentro di me. Prima di accettarlo ho attraversato negazione, senso di colpa, vergogna e paura.
Oggi l’unica vergogna che provo è per aver portato così a lungo quei pensieri duri, che in realtà erano il riflesso dello stigma sociale. Ricordo benissimo la prima volta che sono uscita in strada come Mónica, più di dieci anni fa: mi tremavano le gambe dalla paura.
Oggi lo faccio con una calma che a volte sorprende anche me. L’accettazione di sé è stata la chiave per superare tutto il resto.

Quanto contano abiti, trucco e messa in scena nelle tue performance?
Sono elementi fondamentali, soprattutto nel contesto dei social, dove la messa in scena è quasi tutto. Mi permettono di costruire un universo, raccontare una storia, mostrare una parte precisa di me.
Ma nella vita quotidiana la femminilità va oltre ciò che è visibile. Puoi avere un vestito bellissimo e un trucco perfetto, ma se il corpo, i gesti e il modo di muoverti non sono in sintonia, qualcosa non funziona. La femminilità è fatta di sfumature sottili.
Osservo molto le altre donne: come camminano, come parlano, come occupano lo spazio. Il mio desiderio più profondo è essere una di loro. Passare inosservata non è facile, ma resta il mio obiettivo.

Pensi che il crossdressing possa essere uno strumento artistico per mettere in discussione le norme di genere?
Senza dubbio sì. Credo che il crossdressing possa aprire domande e creare riflessione sulle norme di genere e sull’identità. Dal mio piccolo spazio cerco di dare visibilità e di rompere certi schemi.
Spesso non esiste una via di mezzo: o vieni vista come qualcosa di strano, o vieni ridotta a un oggetto sessuale. È proprio questo che cerco di smontare. Io sono solo una persona che cerca la felicità e trova nella propria femminilità uno spazio di libertà e verità, senza fare del male a nessuno.
Se il mio lavoro aiuta qualcuno a guardare con più empatia, allora ne è valsa la pena.

Che consiglio daresti a chi vuole avvicinarsi al crossdressing come forma di espressione artistica?
Il primo consiglio è uno solo: amati e accettati per ciò che sei. È la chiave di tutto. Questo percorso può essere duro, ma è anche pieno di momenti meravigliosi. Io ho conosciuto persone straordinarie e vissuto esperienze che mi hanno fatto sentire più me stessa che mai.
Per il resto: lasciati andare, gioca, esplora. Vivilo a modo tuo. Non c’è niente di più liberatorio.

Manuele Pereira

 

CONTATTI SOCIAL
https://www.instagram.com/miss_monic_cg

 

 

Seguici

11,409FansMi Piace

Condividi post:

spot_imgspot_img

I più letti

Potrebbero piacerti
Correlati

Clara, la fotografia come riscatto

  Da giovanissima calcava passerelle e lavorava nel mondo della...

Johnny Depp a Roma per presentare “Puffins”

Puffins la serie tratta le avventure di un gruppo...