Nato a Milano nel 2016 dall’incontro tra il contrabbassista jazz Cristiano Da Ros e la cantante Gabriella D’Amico, InDaRoots è un progetto musicale che fonde percorsi artistici diversi in un linguaggio sonoro originale e contemporaneo. D’Amico, voce capace di spaziare dal repertorio classico al jazz, e Da Ros, polistrumentista con studi al Berklee College of Music e collaborazioni nel jazz italiano contemporaneo, hanno dato vita a un duo in grado di unire timbri acustici e architetture elettroniche in un equilibrio raffinato. Dall’acustico iniziale, la loro musica ha progressivamente abbracciato l’elettronica, dando vita a paesaggi sonori che esplorano fragilità, desideri e tensioni emotive universali. Questo percorso si concretizza nel nuovo album “Feeling Bleeding Rising Shining”, pubblicato da altodischi/Blackcandy Produzioni e disponibile dal 12 dicembre 2025 sulle piattaforme digitali. Dal disco è tratto il singolo “Changing Worlds”, attualmente in rotazione radiofonica, brano che apre l’album con atmosfere psichedeliche e un tema centrale sulla trasformazione emotiva.
Le influenze di InDaRoots spaziano dal jazz contemporaneo di Mingus, Miles Davis e EST, al rock psichedelico e progressive di Beatles, Pink Floyd, David Bowie, fino all’elettronica evocativa di Moderat, Apparat e Jon Hopkins, senza dimenticare la visionarietà di Björk. La cifra stilistica del duo combina groove e melodie ipnotiche del contrabbasso con una voce sospesa tra sogno e realtà, arricchita da loop, effetti e sovraincisioni che ampliano l’esperienza sonora senza snaturarne l’intimità. Con l’uso dell’inglese, InDaRoots amplia la propria dimensione espressiva, trasformando le parole in materia sonora e lasciando all’ascoltatore uno spazio interpretativo più ampio. Ogni traccia diventa così una piccola storia emotiva, intensa e immersiva, capace di oscillare tra malinconia luminosa e vitalità rigenerante.
Il tuo percorso è passato dall’acustico a un linguaggio sempre più elettronico. Come hai deciso di incorporare l’elettronica nella tua musica senza perdere l’intimità del jazz?
E’ stata, inizialmente, una questione di curiosità. Provare a vedere che effetto faceva inserire dei suoni elettronici in un progetto composto da due strumenti che, di norma, sono considerati tra i più acustici. Non la considereremmo un’incorporazione, però. Piuttosto l’abbiamo invitata a dialogare. La chiave è stata trattare l’elettronica non come una sostituzione, ma come un’estensione dello strumento acustico. Un riverbero che prolunga il respiro del contrabbasso, un glitch che è l’equivalente digitale di uno scatto d’arco, un’atmosfera che è il prolungamento dello spazio emotivo della voce. L’intimità del jazz sta nell’ascolto reciproco e nell’istinto: abbiamo semplicemente applicato lo stesso principio a un trio dove il terzo elemento non è un pianista o un chitarrista, ma un universo di suoni plasmati in tempo reale da noi.
Il nuovo album – Feeling Bleeding Rising Shining – esplora temi come trasformazione, fragilità e rinascita. Quali esperienze o emozioni hanno ispirato questa evoluzione artistica?
Il disco ha avuto una gestazione piuttosto lunga e, durante questo tempo, sono successe tante cose nelle nostre vite, alcune molto belle, altre molto brutte. Siamo convinti che la maturità artistica e umana non derivi dall’eliminazione della fragilità, della paura, delle cose brutte, ma dalla loro integrazione e, se parliamo di arte, dalla loro sublimazione. Le emozioni ispiratrici sono state la voglia di guardare in faccia il caos cercando un punto di osservazione che lo potesse trasformare in qualcosa di diverso. L’album è il diario di questo attraversamento, dove la fragilità non è un limite, ma la fessura da cui entra la luce nuova.
In questo album hai scelto di cantare in inglese. In che modo questa scelta ha cambiato il tuo approccio compositivo e l’interazione tra parole e musica?
Ha ribaltato il processo. Con l’italiano, spesso la parola guidava la melodia. Con l’inglese, è stato il suono della parola a essere guidato dalla necessità musicale. Certe parole sono state scelte perché le loro vocali aperte si fondevano con una nota del contrabbasso, o perché le loro consonanti creavano un ritmo. L’interazione è diventata più organica, meno letteraria: parole e musica non si “accompagnano”, ma co-esistono nello stesso organismo sonoro. È un approccio forse più viscerale e sicuramente meno narrativo.
“Changing Worlds” è un singolo che racconta un amore che trasforma la percezione del reale. Qual è stata l’idea centrale nella creazione di questo brano e come si collega al resto dell’album?
L’idea centrale era catturare il preciso istante del cambiamento di stato, quell’attimo di soglia in cui la realtà, prima solida, diventa liquida e riconfigurabile. Si collega all’album come la porta d’ingresso. È il “Feeling” iniziale, la scintilla percettiva che innesca tutto il successivo viaggio. Se l’album è un ciclo completo (Sentire, Sanguinare, Risorgere, Brillare), “Changing Worlds” è il primo, travolgente passo: la rivelazione che tutto può, e forse deve, cambiare.
La tua musica è caratterizzata da un ascolto profondo e introspettivo. Quale tipo di esperienza speri di creare per il tuo pubblico e come immagini che ascolti Feeling Bleeding Rising Shining?
Speriamo di creare un’esperienza di risonanza, oltre che di intrattenimento. Immaginiamo un ascolto in cui ci si possa perdere per ritrovarsi. Ci piacerebbe che la gente canti i nostri brani a proprio modo, dopo aver osservato il proprio personale “Feeling, Bleeding, Rising, Shining” risuonare attraverso di loro. Il disco è progettato come un viaggio, non come una raccolta di singoli. L’ideale è ascoltarlo dall’inizio alla fine, magari alla sera tardi o di notte, con le cuffie o con delle ottime casse (insomma non certo dal cellulare, ve ne preghiamo! Lasciando che le texture avvolgano e le melodie vi guidino attraverso soglie emotive dentro le quali muoversi con curiosità e amore per la vita.
Questa era l’ultima domanda. Grazie per il tempo che ci hai dedicato, ti auguriamo buon lavoro e un sereno Natale.
Grazie a te, Giuseppe. Un sereno Natale anche a te e a tutti gli amici della redazione del Corriere dello Spettacolo.
Tracklist — Feeling Bleeding Rising Shining
- Changing Worlds
- My Foolish Love for You
- Hopes
- Alabama Monroe
- Five Shades
- In Rainbows
- Stormy Bounds
- Flower of Love
Giuseppe Sanfilippo

