Corriere dello Spettacolo

Si pubblicano le liriche di Gloria Russo, Grazia Dottore e Graziella Campagna (Premio Pierluigi Galli 2025)

 

Gloria Russo

 

Grazie papà

Grazie papà

per ciò che dici e non,

per la forza e

il coraggio di ogni giorno

 

Marinaio tu sei

nell’immenso mar

che la vita

rappresenta fedelmente.

 

Spesso nella tempesta

ti ritrovi incastrato,

cercando un raggio di sole

tra le oscure nubi.

 

Tutto affronti però

con coraggio e pazzia,

giocoso come bambino,

saggio come maestro.

 

Tu con sorriso

girasole sei di allegria.

Papà tu sei per me

la più grande speranza.

 

Rosso dorato

Il grande sole riscalda

il folto terreno calpestato

per giungere alla meno calda

zona del divin creato.

 

Qui il tutto è angelico

ricco di colori e odori

con le creature in bilico

sulle sfumature di soavi cori.

 

Non si vedon confini

tra svariati mondi

che sembran cosí affini

senza numerosi sottofondi.

 

Giù dal grande monte

risuonano strazianti urla

come una melodia forzante

sulle vertebre color merla.

 

Quelle massacrate dei malcapitati

purtroppo coinvolti nella danza

dei per error condannati

all’eterna mattanza.

 

Oh esistenza amata

oh esistenza odiata,

ora che tu mi facesti arrivare da coloro

i loro risuonanti ricordi odo oramai

su questo dannato oro

color rosso come mai.

 

Vastità azzurra

Vastità azzurra,

mantello velato che ricopri

le terre della natura

con il tuo aspetto cristallino.

Nella tua essenza

rievoco parecchie memorie

che, indelebili bella sabbia,

si mischiano tra le onde.

In una conchiglia

il destino fu scritto

di chi, armato di sogni,

si affidò a te.

Oh figli del mare,

dove siete immersi?

Sempre a egli si ricongiunge

chiunque tenti di varcare

le sue frastagliate sponde

 

Grazia Dottore

 

Ombre di ricordi

Una luce tenue filtra attraverso il grigio

di questa casa abbandonata,

un abbraccio di polvere e di tempo.

 

Le ombre si muovono tra i resti del passato,

mille vite, mille sogni

sepolti sotto strati di oblio.

 

       Nel silenzio

             si ode un respiro lontano,

                   quello dei giorni che furono.

 

Arrugginiti chiodi,

che un tempo sorreggevano speranze,

ora giacciono muti

mentre il legno scricchiola

come un cuore stanco di battere.

 

Tra questi scaffali di memorie accatastate,

un vecchio orologio è fermo

sospeso in un attimo eterno.

 

Cose abbandonate, un vestito stropicciato,

una foto ingiallita,

ogni frammento racconta

la storia di un’assenza.

 

     Il passato è un giardino

             in cui fioriscono le spine

                  e il profumo della nostalgia

                            si mescola con l’aria.

 

In questa casa tra sogni e polvere

i ricordi si intrecciano

in un dolce, amaro abbraccio.

 

Il profumo del tempo perduto

Ricordami ancora il gusto dell’attesa

quando batteva forte il cuore

e brillavano di felicità i nostri occhi.

Ricordami i sogni sussurrati

le parole d’amore nelle notti

sotto la coperta luminosa delle stelle.

Ricordami il profumo di quel tempo

l’odore della tua pelle

il sapore delle tue labbra,

il suono delle nostre risate.

 

È lontano ora quel batticuore

il cielo ha spento le sue luci

e il sole ha coperto i caldi raggi.

L’onda della malinconia mi sommerge.

 

Ora la pioggia batte sulla finestra

un ritmo triste, un canto quasi muto.

Quel tempo è svanito nell’aria

e un’ombra fredda mi cinge il cuore.

Ora il vento sussurra tra le foglie

un doloroso canto di addio.

 

E il silenzio, solo il silenzio,

come una tela bianca, strappata e vuota,

custode geloso di un amore perduto.

 

Ballo solitario

Nel profumo che resta,

nella melodia che risuona,

nel vuoto che urla,

il mio cuore si spacca,

tremante e fragile,

e, quando l’ascolto, piango,

con l’anima in frantumi.

 

Sarai nel pasto che rifiuto,

nell’acqua che sfugge,

nel cammino incerto,

nelle ombre che mi spaventano,

nel timore di affogare

in un amore infinito,

che ancora riverisco.

 

Ci siamo smarriti per viltà,

ma sarai sempre

nelle parole che tesserò

per dirti la mia ombra,

la mia nostalgia.

 

Sarai nelle rime che comporrò,

giorno dopo giorno,

quando le ali si spezzano

e il volo non ha senso,

perché fui e sono folle ancora,

folle del tuo amore.

 

Ma proverò a invertire la rotta.

 

So che non si deve amare così tanto

perché l’amore è un ballo a due

e io ti ho amato danzando da sola.

 

Graziella Campagna

 

Cercami

Cercami quando

ti accorgerai

della mia assenza,

quando non sentirai

più il mio battito

vicino, quando

il tuo cercarmi sarà

per te vana speranza.

Cercarmi quando

il vento scompiglierà

i tuoi capelli e

soffierà così forte da

toglierti il respiro.

Cercami nel tuo

silenzio

immaginando arcobaleni

d’ amore e solitudine.

Cercarmi nel dolore

dell’amore perché

sarò  nei tuoi occhi

per farti luce nei

giorni tristi e bui.

Cercami nel cuore

quando all’unisono i

battiti scandivano

la mia presenza.

Cercami quando

il dolore sarà più

forte  della morte,

allora mi troverai lì

ad aspettarti nel

sogno dell’ infinito

amore.

 

A mio padre

Una brezza

di vento mi

accarezza, sembra

la tua mano

consumata del

tempo a sfiorare

il mio viso.

Quanto sollievo

padre mio sentire

Il tuo profumo invadere

l’anima mia.

Con gli occhi

umidi e stanchi

gusto con gioia di

poterti rivedere.

Mi hai cullato

nell’armonia

il tuo amore.

Te ne andasti

senza rumore

volando tra le

nuvole di pianto

e di ricordi.

Mi basterebbe

dall’infinito

che ti appartiene

un abbraccio e

uno sorriso.

Ero nei tuoi sogni.

Oggi, tu sei

nei miei, ad un

passo del paradiso.

 

Ali spezzate

Vorrei sentire la primavera sfiorare

la mia anima, accarezzare il mio

cuore pieno di colori

e di speranza in

questo mondo

buio e silenzioso.

Sogno la libertà

del volo ove il ricordo vive nudo nell’ amaro  desiderio di parole che

attraversano la strada

del silenzio .

Come la luna sparsa

dentro il cielo rimango sola con le mie labbra mute e senza senso.

Non so più parlare.

Posso solo sognare mostrando le rughe

del mio volto ormai stanco.

Vorrei volare.

Volare libera e insieme

al vento andare in

cerca d’infinito dove

l’orizzonte sfiora il cielo.

Ahimè!… ho le ali

spezzate.

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