Gloria Russo
Grazie papà
Grazie papà
per ciò che dici e non,
per la forza e
il coraggio di ogni giorno
Marinaio tu sei
nell’immenso mar
che la vita
rappresenta fedelmente.
Spesso nella tempesta
ti ritrovi incastrato,
cercando un raggio di sole
tra le oscure nubi.
Tutto affronti però
con coraggio e pazzia,
giocoso come bambino,
saggio come maestro.
Tu con sorriso
girasole sei di allegria.
Papà tu sei per me
la più grande speranza.
Rosso dorato
Il grande sole riscalda
il folto terreno calpestato
per giungere alla meno calda
zona del divin creato.
Qui il tutto è angelico
ricco di colori e odori
con le creature in bilico
sulle sfumature di soavi cori.
Non si vedon confini
tra svariati mondi
che sembran cosí affini
senza numerosi sottofondi.
Giù dal grande monte
risuonano strazianti urla
come una melodia forzante
sulle vertebre color merla.
Quelle massacrate dei malcapitati
purtroppo coinvolti nella danza
dei per error condannati
all’eterna mattanza.
Oh esistenza amata
oh esistenza odiata,
ora che tu mi facesti arrivare da coloro
i loro risuonanti ricordi odo oramai
su questo dannato oro
color rosso come mai.
Vastità azzurra
Vastità azzurra,
mantello velato che ricopri
le terre della natura
con il tuo aspetto cristallino.
Nella tua essenza
rievoco parecchie memorie
che, indelebili bella sabbia,
si mischiano tra le onde.
In una conchiglia
il destino fu scritto
di chi, armato di sogni,
si affidò a te.
Oh figli del mare,
dove siete immersi?
Sempre a egli si ricongiunge
chiunque tenti di varcare
le sue frastagliate sponde
Grazia Dottore
Ombre di ricordi
Una luce tenue filtra attraverso il grigio
di questa casa abbandonata,
un abbraccio di polvere e di tempo.
Le ombre si muovono tra i resti del passato,
mille vite, mille sogni
sepolti sotto strati di oblio.
Nel silenzio
si ode un respiro lontano,
quello dei giorni che furono.
Arrugginiti chiodi,
che un tempo sorreggevano speranze,
ora giacciono muti
mentre il legno scricchiola
come un cuore stanco di battere.
Tra questi scaffali di memorie accatastate,
un vecchio orologio è fermo
sospeso in un attimo eterno.
Cose abbandonate, un vestito stropicciato,
una foto ingiallita,
ogni frammento racconta
la storia di un’assenza.
Il passato è un giardino
in cui fioriscono le spine
e il profumo della nostalgia
si mescola con l’aria.
In questa casa tra sogni e polvere
i ricordi si intrecciano
in un dolce, amaro abbraccio.
Il profumo del tempo perduto
Ricordami ancora il gusto dell’attesa
quando batteva forte il cuore
e brillavano di felicità i nostri occhi.
Ricordami i sogni sussurrati
le parole d’amore nelle notti
sotto la coperta luminosa delle stelle.
Ricordami il profumo di quel tempo
l’odore della tua pelle
il sapore delle tue labbra,
il suono delle nostre risate.
È lontano ora quel batticuore
il cielo ha spento le sue luci
e il sole ha coperto i caldi raggi.
L’onda della malinconia mi sommerge.
Ora la pioggia batte sulla finestra
un ritmo triste, un canto quasi muto.
Quel tempo è svanito nell’aria
e un’ombra fredda mi cinge il cuore.
Ora il vento sussurra tra le foglie
un doloroso canto di addio.
E il silenzio, solo il silenzio,
come una tela bianca, strappata e vuota,
custode geloso di un amore perduto.
Ballo solitario
Nel profumo che resta,
nella melodia che risuona,
nel vuoto che urla,
il mio cuore si spacca,
tremante e fragile,
e, quando l’ascolto, piango,
con l’anima in frantumi.
Sarai nel pasto che rifiuto,
nell’acqua che sfugge,
nel cammino incerto,
nelle ombre che mi spaventano,
nel timore di affogare
in un amore infinito,
che ancora riverisco.
Ci siamo smarriti per viltà,
ma sarai sempre
nelle parole che tesserò
per dirti la mia ombra,
la mia nostalgia.
Sarai nelle rime che comporrò,
giorno dopo giorno,
quando le ali si spezzano
e il volo non ha senso,
perché fui e sono folle ancora,
folle del tuo amore.
Ma proverò a invertire la rotta.
So che non si deve amare così tanto
perché l’amore è un ballo a due
e io ti ho amato danzando da sola.
Graziella Campagna
Cercami
Cercami quando
ti accorgerai
della mia assenza,
quando non sentirai
più il mio battito
vicino, quando
il tuo cercarmi sarà
per te vana speranza.
Cercarmi quando
il vento scompiglierà
i tuoi capelli e
soffierà così forte da
toglierti il respiro.
Cercami nel tuo
silenzio
immaginando arcobaleni
d’ amore e solitudine.
Cercarmi nel dolore
dell’amore perché
sarò nei tuoi occhi
per farti luce nei
giorni tristi e bui.
Cercami nel cuore
quando all’unisono i
battiti scandivano
la mia presenza.
Cercami quando
il dolore sarà più
forte della morte,
allora mi troverai lì
ad aspettarti nel
sogno dell’ infinito
amore.
A mio padre
Una brezza
di vento mi
accarezza, sembra
la tua mano
consumata del
tempo a sfiorare
il mio viso.
Quanto sollievo
padre mio sentire
Il tuo profumo invadere
l’anima mia.
Con gli occhi
umidi e stanchi
gusto con gioia di
poterti rivedere.
Mi hai cullato
nell’armonia
il tuo amore.
Te ne andasti
senza rumore
volando tra le
nuvole di pianto
e di ricordi.
Mi basterebbe
dall’infinito
che ti appartiene
un abbraccio e
uno sorriso.
Ero nei tuoi sogni.
Oggi, tu sei
nei miei, ad un
passo del paradiso.
Ali spezzate
Vorrei sentire la primavera sfiorare
la mia anima, accarezzare il mio
cuore pieno di colori
e di speranza in
questo mondo
buio e silenzioso.
Sogno la libertà
del volo ove il ricordo vive nudo nell’ amaro desiderio di parole che
attraversano la strada
del silenzio .
Come la luna sparsa
dentro il cielo rimango sola con le mie labbra mute e senza senso.
Non so più parlare.
Posso solo sognare mostrando le rughe
del mio volto ormai stanco.
Vorrei volare.
Volare libera e insieme
al vento andare in
cerca d’infinito dove
l’orizzonte sfiora il cielo.
Ahimè!… ho le ali
spezzate.
