Terry Vullo, quando l’energia vince nuove sfide

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C’è una sveglia che suona quando la città dorme ancora, un paio di scarpe allacciate al buio e una mente che corre prima del corpo. Terry Vullo è fatta di questo: disciplina silenziosa, curiosità ostinata e una leggerezza che non è superficialità, ma scelta consapevole. Ama il movimento, odia le scorciatoie, crede nel valore della gentilezza e nella coerenza come stile di vita. Non racconta una versione migliore di sé, racconta quella vera. E forse è proprio questo che arriva: un’energia che non cerca consenso, ma connessione autentica.

Partiamo da te: chi sei se dovessi descriverti?

Sono Terry Vullo e diciamo che ho superato il mezzo secolo, senza alcun dramma. Sono nata a Bergamo, da papà siciliano e mamma austriaca, e sono cresciuta sul Lago Maggiore fino alla maggiore età. Da quando ho iniziato l’università vivo a Milano, una città che sento mia, che mi rappresenta per ritmo, opportunità e mentalità.

Il tuo percorso di studi e professionale racconta molto di te.

Mi sono laureata in Economia e Commercio, indirizzo Marketing e Comunicazione, presso l’Università Cattolica di Milano. Ho iniziato come Account in agenzie multinazionali ma da oltre 15 anni faccio il Business Development Manager, una professione che non ti insegnano all’università, perché non esistono vere e proprie materie dedicate. In questi quasi tre anni, entrando in una holding con 13 sister company verticali in ambito comunicazione, grazie alla fiducia del mio AD, ho costruito una divisione Business Development trasversale mettendo a sistema processi e tempi. Faccio un lavoro bellissimo ma anche molto faticoso, formando persone e creando metodo. Il business developer non è un sales manager, non chiude contratti ma da una mail che si va a trovare “apre porte”. Una figura strategica che sarà sempre più richiesta nelle aziende.

Il tuo blog e i social sono una parte importante del tuo racconto. Come li vivi?

Il mio profilo Instagram e Facebook è legato al mio blog, Terryandyou.com. È un piccolo angolo di etere dove scrivo di passione, amore, sport, motivazione e dove ospito le storie di persone speciali che ho incontrato nel mio viaggio. Lì c’è la mia energia senza filtri: sorrisi, movimento e l’amore in tutte le forme che può assumere nella vita di ognuno di noi. Sono, instancabilmente e nonostante le salite, innamorata della vita. Vivo di movimento… e di good vibes.

Che ruolo hanno i social nella tua vita?

Per me i social sono uno strumento, non un rifugio. Li uso per condividere ciò che amo con amici lontani, che la distanza tiene separati fisicamente ma non emotivamente. Sono anche un modo per conoscere nuove persone che, con i ritmi di oggi, probabilmente non incontrerei mai. Ma la mia vita vera è fuori dallo schermo: le emozioni le vivo dal vivo, le esperienze le cerco nella realtà. La parola “influencer” mi fa sorridere: chi dovrei influenzare? Io ho solo un blog dove rifletto, racconto lo sport, l’amore e le persone che hanno lasciato un segno.

Che immagine pensi di trasmettere attraverso i social?

Ho sempre cercato di mostrare la Terry “real”. I follower mi attribuiscono solarità ed energia e forse hanno ragione. Mi scrivono dicendo che li motivo con la mia costanza e il mio sorriso, ma credo che siano i fatti a motivare. Sono una che ci mette la faccia, e per me è motivo di orgoglio in questa vita di mezze figure, sottoni e banderuole.

Metterci la faccia significa assumersi la responsabilità delle proprie scelte, essere coerenti tra ciò che si pensa, si dice e si fa. Nella vita come nel lavoro.

Qualcuno, un anno fa, mi ha definita “per bene e leggera”: credo sia la sintesi perfetta.

Cosa ti infastidisce dell’uso che spesso si fa dei social?

I social hanno aiutato a connettersi e a sentirsi meno soli, ma si è perso il valore del silenzio, della scoperta lenta, dell’attesa,— soprattutto nei sentimenti veri. E a proposito di “attesa”, mi viene in mente lo spot di Campari Red Passion: “Non è forse vero che l’attesa del piacere è essa stessa il piacere?”. Oggi invece c’è chi mette cuori a tutti i post, manda buongiorno e buonanotte e pensa di essere fidanzato. Chi chiama amici persone che non ha mai visto e forse non vedrà mai. Ecco, questo mi lascia perplessa.

Lo sport è una costante fortissima nella tua vita. Da dove nasce?

Credo di essere nata con il gene dello sport. Mi alleno da circa trent’anni, tutti i giorni o quasi. So che è una delle leve fondamentali per una vita lunga e in salute. Amo svegliarmi all’alba e correre nel buio e nel silenzio di una città che dorme. Nella corsa metto in fila i pensieri, trovo le idee migliori e rientro felice, nonostante la sveglia alle 6.30, il freddo e il buio. Dieci anni fa, quando ancora non se ne parlava, ho iniziato il calisthenics. Sviluppare forza dopo i 40 anni è stato il miglior investimento possibile visti gli studi che continuano ad uscire.

Alimentazione, cura di sé e benessere: qual è la tua filosofia?

Curare il proprio aspetto è importante, prima di tutto per se stessi. Non ho fatto chirurgia estetica, anche se credo che, utilizzata con eleganza, possa aiutare alcune persone a vivere meglio. Io preferisco curarmi da dentro: da vent’anni seguo un’alimentazione senza cibi processati, evitando zuccheri, anche naturali, con un apporto bilanciato di proteine, grassi e pochi carboidrati. Mi integro in base agli esami, faccio sport. Poi ognuno fa le proprie scelte.

Moda, immagine e femminilità: che rapporto hai con tutto questo?

Mi piace la moda, ma adattata al mio fisico e al contesto: ufficio, riunioni, serata o palestra. Vivo a Milano e lavoro nelle pubbliche relazioni, è naturale. Per me è un elemento di leggerezza. I complimenti che mi gratificano di più sono quelli delle donne. Proprio ieri, una commessa poco più che ventenne mi ha detto: “La vedo spesso e amo i suoi look”.  Che dire…mi sorprende ma, bello!

Guardando avanti: quali sono i tuoi prossimi obiettivi?

I progetti nella mia testa non mancano mai. Nel 2026 voglio provare una gara di HYROX, andare a vedere l’Alba Boreale o un Paese dove non sono mai stata da sola o in compagnia. Tra dieci anni spero di avere più potere sull’amministrazione del mio tempo, magari vivere vicino al mare, possibilmente al caldo. Continuando a fare ciò che amo, con la stessa curiosità ed entusiasmo di sempre. Perché, per riposare… c’è tempo. E non è adesso.

Manuele Pereira

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