Dignità Autonome di Prostituzione” al Bellini: arte, libertà e verità in un teatro colmo di emozione

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Anche quest’anno,  in giorni di dicembre si è acceso di attesa e magia con Dignità Autonome di Prostituzione, lo spettacolo firmato da Luciano Melchionna e Betta Cianchini, ormai diventato un rito teatrale per il pubblico napoletano.

Il Teatro Bellini era gremito in ogni ordine di posto, con pubblico presente fino al quarto e quinto piano: una partecipazione che conferma l’amore e il rispetto che questo spettacolo riscuote anno dopo anno. Come da regola, vietato fare video: una scelta giusta, che protegge la sacralità dell’esperienza dal vivo e invita lo spettatore a essere davvero presente.

In scena, un cast strepitoso, senza punti deboli, ha saputo emozionare, scuotere e commuovere. Le storie scritte con cura e verità, le performance intense e mai banali, hanno reso ogni incontro un piccolo atto di bellezza teatrale. A guidare tutto, come sempre, Daniele Russo, padrone di casa attento, generoso e impeccabile.

Grande spazio è stato dato anche alla cultura queer, con momenti forti, colorati, ironici e profondi, in cui le drag queen hanno avuto modo di esprimere con forza la propria voce scenica, rendendo l’esperienza ancora più sfaccettata e potente.

Tra luci evocative, atmosfera immersiva e applausi sentiti, Dignità Autonome di Prostituzione si conferma uno dei progetti più autentici e coinvolgenti del panorama teatrale italiano.

Appena si entra, si viene immersi in un’atmosfera sospesa, sensuale, surreale, dove nulla è come sembra, e tutto – davvero tutto – può accadere. Si è catapultati in una dimensione di libertà totale, dove l’arte incontra il corpo, la parola, il desiderio, la denuncia, la poesia.

Le luci, la musica, le scenografie minimali ma d’effetto: tutto contribuisce a creare un mondo parallelo in cui lo spettatore si perde volentieri. Ma non per fuggire dalla realtà: per guardarla meglio, da un’altra prospettiva.

Alla fine dello spettacolo, uscendo nel freddo di dicembre, ho avuto la sensazione di aver vissuto qualcosa di vero. Non solo “assistito”. Dignità Autonome di Prostituzione è un atto d’amore verso il teatro, ma anche verso l’umanità. Un luogo dove tutto è lecito, se fatto con rispetto e intelligenza. Dove l’arte non consola, ma scuote.

Un modo perfetto per concludere l’anno.

Marco Assante

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