WUT racconta “G”: tra malinconia e nuove sonorità

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Con il singolo “G”, WUT inaugura un nuovo capitolo del suo percorso musicale, segnando un’evoluzione del sound che continua a definirsi nel tempo. In questa intervista, il progetto ci racconta il dietro le quinte della creazione del brano, dalle emozioni personali che lo hanno ispirato, alla costruzione delle sonorità tra synth, chitarre e ritmi elettronici, fino al lavoro in studio casalingo che ha portato alla versione definitiva. Tra influenze post-punk e new wave, WUT ci svela anche il significato essenziale del titolo e i progetti futuri, anticipando l’imminente uscita del primo album e le prime date live.

 “G” segna un nuovo capitolo per il tuo progetto musicale: cosa rappresenta per te questo singolo e come si colloca rispetto alle tue produzioni precedenti?
Rappresenta il continuo di un ciclo dove credo di aver definito il mio sound, che continua a definirsi sempre di più, come magari si potrà apprezzare più avanti con le prossime uscite.

Il brano è descritto come un incontro tra malinconia e serenità: quali emozioni personali o esperienze ti hanno ispirato durante la scrittura di “G”?
Le emozioni sono sicuramente quelle citate nella domanda, suscitate naturalmente da un’esperienza personale che ha permesso la stesura di questo brano.

Musicalmente il pezzo mescola synth, chitarre e batteria elettronica: come hai lavorato alle sonorità e quali artisti o stili ti hanno influenzato in questo processo?
Il processo creativo è iniziato con una stesura del testo accompagnato da una chitarra acustica, poi non utilizzata nella creazione del brano. Dopodiché ho voluto creare un tappeto ritmico e non elettronico, per poi far esplodere il tutto con delle chitarre elettriche belle “piene” ma molto basic. Le influenze sono molto ben visibili in tutta la scena new wave e post punk, sia vecchia che contemporanea.

Il titolo “G” è molto essenziale: c’è un significato particolare dietro questa scelta e quale messaggio vuoi trasmettere con esso?
È l’iniziale del nome della persona che ha ispirato questo brano, ma essendo una sola lettera lascia anche spazio all’immaginazione dell’ascoltatore per poterla associare a ciò che preferisce. È un buon compromesso dai.

Com’è stato il percorso creativo in studio per registrare “G”? Hai collaborato con altri musicisti o produttori per dare forma definitiva al brano?
In realtà da un anno a questa parte non lavoro più in uno studio vero e proprio, come facevo prima, ma in uno studio che mi sono creato in casa, in una di quelle stanze che di solito non sono né carne né pesce. Non ho collaborato con nessuno, come negli altri brani d’altronde, per la creazione e la registrazione del brano: è tutto frutto delle mie mani. Mi rendo conto che questo porta dei limiti, ma al momento va bene così.

Quali sono i tuoi piani futuri dopo l’uscita di “G”? Stai pensando a un EP/album o a un tour che includa anche questo nuovo singolo?
Sto pensando, ed è già praticamente pronto da masterizzare, di far uscire il primo album di questo progetto in primavera, per poi portarlo in giro d’estate. Vedremo cosa riserverà il futuro.

Luca Vettoretti

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