Si pubblicano le liriche di Mauro Prigiobbe, Michele Bruno e Michele Messina (Premio Poesia Pierluigi Galli 2025)

Data:

 

Mauro Prigiobbe

 

2… GIORNI DOPO,

34567890… PERSONE NON AIUTATE!!!

NEGLIGGERE

LACRIMATORIO

SOVRAINTENDERE

NON CORRO NIENTE

NON COPRO NIENTE

NON VALGO NIENTE

NON DESTO NIENTE

NON DETTO NIENTE

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Olimpico 30 luglio 2025

Teste alte, dritte spine dorsali,

voci al vento, montagne da scalare;

Dama e Cavalier in elmo Luciano,

siamo “STAY”: rumorosi, lucenti, ribelli.

 

La catena “surikkun” al carterino,

canta “Thunderous” e “rubbers”

bruciano come “Burnin Tires”,

fino al mattino.

 

“Labubu” si gira e ci guarda:

quali pupazzi? Identità in silhouette:

unicità, stranezza e originalità.

Maschere giocose!

 

Nel loop del fracasso globale,

urlando “Oddinary”, si protegge

la bellezza errante,

ciò che fa paura al gregge, ahimè: “demente”.

 

“3RACHA” un battito nel petto,

pallottole musicali

contro i silenzi moderni che ci uccidono.

Guerra, violenza, indifferenza.

 

Chi va in “Run” non fugge,

trasforma buio in “beat” e percorre:

“Megaverse” con “pipes” di Lanicola; l’originale

contaminazione K-pop, il rombo Onora!!

 

Prelato Meccanico

All’ombra della Vicinale,

lo Spirito aleggia, sicuro, e vale;

sinonimo sacrificale,

fonte del lago, anima nascosta

alla gente e loro male.

 

Attraversa i sette cieli,

con vanto floreale,

echeggia retto, fin …a borgo Favale;

straordinario evento finale,

bendata la Fortuna, dal sinistr fanale.

 

Lanicola sazia in noi l’attesa,

veniam captati al ritorno dalla spesa;

giri l’angolo del “passo”,

motor spento, il suo gran spasso.

 

Nascosto in grotta,

“tocco fantasma” sprofonda;

bambino mai vissuto,

nome di battesimo, nostro malgrado, non ha mai avuto.

 

Urliamo in “face” al vento,

piccin sepolto non sento;

se benedetto, manifesta loco,

figliol mio, rimarrai per sempre con me, in ogni tuo gioco.

 

 

Michele Bruno

 

L’approdo dei nostri occhi

(dedicata alla lirica: “dove la luce” di Giuseppe Ungaretti)

 

Come rondine solitaria

volteggi nel vento

senza una meta, ti aspetto.

Dimenticheremo le traiettorie

delle nostre vite

dell’umano sentire,

quello che non sa di buono, di bene,

le ombre, i misteri.

 

Ti aspetto, per abbracciare

le nostre emozioni

svanite nell’indifferenza,

prigioniere negli anfratti del cuore,

accarezzate dalla luce

attraverso le feritoie dell’anima.

 

Ti aspetto, per abbracciare

nuove atmosfere purpuree

sul far dell’alba.

Ti porterò nella terra

Dove i prati sono sempre verdi

e i fiori gemmati

attendono il nostro sorriso

per fiorire.

 

Ti porterò nella terra

dove sogni e desideri

trovano un approdo

nei nostri occhi.

 

Un giorno ci sveglieremo

Un giorno ci sveglieremo

e l’alba ci sembrerà diversa.

Dimenticheremo, l’attesa

nelle notti insonni, la paura

di restare soli, lo sguardo

di chi ha perso la speranza, le menzogne

orpello della verità, le macerie

sui campi di battaglia, le bandiere

che sventolano col vento della miseria.

 

Un giorno ci sveglieremo

e ci sembrerà aver vissuto

come un incubo

l’odio, il rancore, le offese, le menzogne

e avremo dimenticato

nell’oblio senza fine

la corsa agli armamenti

per “difendere” la pace.

 

Un giorno ci sveglieremo

e rivedremo, il polline

che danza nell’aria, le api

vivaci fra i fiori, la rugiada

posarsi sull’erba, i bambini

che giocano tra i campi, i violini e le chitarre

che invitano a festa.

 

Un giorno ci sveglieremo

e respireremo ancora il desiderio

di vivere e non di sopravvivere

e ritorneremo a inseguire i sogni

con ali di farfalla

in cieli stellati senza fine.

 

Il mistero della vita

Mi sorprendono cose che tanti ignorano,

una lacrima sul viso pensando al domani,

un gatto ramingo che attraversa la strada,

un bambino che sogna guardando in avanti.

 

Mi emoziono nel pensare a vite sospese,

nei desideri del cuore

ognuno ha una meta segreta

che danza in silenzio col proprio destino.

 

Come in un viaggio per terre lontane

c’è un mistero che aleggia nel fato

che sfiora la mente e mai si comprende

e si svela lentamente a piccoli passi.

 

E così allontano i tormenti dai rivoli del mio vivere

mi lascio affascinare dalle cose che contano

e vivo gli attimi senza pensarci

mentre il mondo avanza verso l’oceano.

 

Michele Messina

 

I versi di un intellettuale

I versi di un intellettuale

che servirebbe al paese

si riflettono sui mattoni

rossi, verdi, giallastri.

 

Il ventaglio mi regala

rantoli di aria fresca,

variante salentina

in battito acceso

 

le braccia si toccano,

bevi acqua

io bevo Gin Tonic,

è tutto semplicemente perfetto.

 

La farmacista parla in macchina

La farmacista parla in macchina,

il commercialista discute per strada,

le commesse infreddolite fumano,

la signora corre dal parrucchiere,

 

una ragazza mi ha chiesto

di aiutarla a salvare

il suo cane

da un randagio.

 

Vincenzo mi saluta,

il panettiere non ha fretta

e il tuo sorriso ancora

non mi è arrivato.

 

Il dottore tritura foglie di alloro

Il dottore tritura

foglie di alloro

sul tavolino del bar,

servono a preparare

una medicina

contro la malinconia

e l’astensionismo

elettorale.

 

L’erbivendolo baffuto

fuma il sigaro

e beve solo

cognac francese,

un cestino di gelati

viene calato

dal secondo piano.

 

Le mamme

sono assenti

al bar,

le scuole stanno

per chiudere

e posso ascoltare

la tua voce.

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