Mauro Prigiobbe
2… GIORNI DOPO,
34567890… PERSONE NON AIUTATE!!!
NEGLIGGERE
LACRIMATORIO
SOVRAINTENDERE
NON CORRO NIENTE
NON COPRO NIENTE
NON VALGO NIENTE
NON DESTO NIENTE
NON DETTO NIENTE
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123456789012345678901SUICIDIO
Olimpico 30 luglio 2025
Teste alte, dritte spine dorsali,
voci al vento, montagne da scalare;
Dama e Cavalier in elmo Luciano,
siamo “STAY”: rumorosi, lucenti, ribelli.
La catena “surikkun” al carterino,
canta “Thunderous” e “rubbers”
bruciano come “Burnin Tires”,
fino al mattino.
“Labubu” si gira e ci guarda:
quali pupazzi? Identità in silhouette:
unicità, stranezza e originalità.
Maschere giocose!
Nel loop del fracasso globale,
urlando “Oddinary”, si protegge
la bellezza errante,
ciò che fa paura al gregge, ahimè: “demente”.
“3RACHA” un battito nel petto,
pallottole musicali
contro i silenzi moderni che ci uccidono.
Guerra, violenza, indifferenza.
Chi va in “Run” non fugge,
trasforma buio in “beat” e percorre:
“Megaverse” con “pipes” di Lanicola; l’originale
contaminazione K-pop, il rombo Onora!!
Prelato Meccanico
All’ombra della Vicinale,
lo Spirito aleggia, sicuro, e vale;
sinonimo sacrificale,
fonte del lago, anima nascosta
alla gente e loro male.
Attraversa i sette cieli,
con vanto floreale,
echeggia retto, fin …a borgo Favale;
straordinario evento finale,
bendata la Fortuna, dal sinistr fanale.
Lanicola sazia in noi l’attesa,
veniam captati al ritorno dalla spesa;
giri l’angolo del “passo”,
motor spento, il suo gran spasso.
Nascosto in grotta,
“tocco fantasma” sprofonda;
bambino mai vissuto,
nome di battesimo, nostro malgrado, non ha mai avuto.
Urliamo in “face” al vento,
piccin sepolto non sento;
se benedetto, manifesta loco,
figliol mio, rimarrai per sempre con me, in ogni tuo gioco.
Michele Bruno
L’approdo dei nostri occhi
(dedicata alla lirica: “dove la luce” di Giuseppe Ungaretti)
Come rondine solitaria
volteggi nel vento
senza una meta, ti aspetto.
Dimenticheremo le traiettorie
delle nostre vite
dell’umano sentire,
quello che non sa di buono, di bene,
le ombre, i misteri.
Ti aspetto, per abbracciare
le nostre emozioni
svanite nell’indifferenza,
prigioniere negli anfratti del cuore,
accarezzate dalla luce
attraverso le feritoie dell’anima.
Ti aspetto, per abbracciare
nuove atmosfere purpuree
sul far dell’alba.
Ti porterò nella terra
Dove i prati sono sempre verdi
e i fiori gemmati
attendono il nostro sorriso
per fiorire.
Ti porterò nella terra
dove sogni e desideri
trovano un approdo
nei nostri occhi.
Un giorno ci sveglieremo
Un giorno ci sveglieremo
e l’alba ci sembrerà diversa.
Dimenticheremo, l’attesa
nelle notti insonni, la paura
di restare soli, lo sguardo
di chi ha perso la speranza, le menzogne
orpello della verità, le macerie
sui campi di battaglia, le bandiere
che sventolano col vento della miseria.
Un giorno ci sveglieremo
e ci sembrerà aver vissuto
come un incubo
l’odio, il rancore, le offese, le menzogne
e avremo dimenticato
nell’oblio senza fine
la corsa agli armamenti
per “difendere” la pace.
Un giorno ci sveglieremo
e rivedremo, il polline
che danza nell’aria, le api
vivaci fra i fiori, la rugiada
posarsi sull’erba, i bambini
che giocano tra i campi, i violini e le chitarre
che invitano a festa.
Un giorno ci sveglieremo
e respireremo ancora il desiderio
di vivere e non di sopravvivere
e ritorneremo a inseguire i sogni
con ali di farfalla
in cieli stellati senza fine.
Il mistero della vita
Mi sorprendono cose che tanti ignorano,
una lacrima sul viso pensando al domani,
un gatto ramingo che attraversa la strada,
un bambino che sogna guardando in avanti.
Mi emoziono nel pensare a vite sospese,
nei desideri del cuore
ognuno ha una meta segreta
che danza in silenzio col proprio destino.
Come in un viaggio per terre lontane
c’è un mistero che aleggia nel fato
che sfiora la mente e mai si comprende
e si svela lentamente a piccoli passi.
E così allontano i tormenti dai rivoli del mio vivere
mi lascio affascinare dalle cose che contano
e vivo gli attimi senza pensarci
mentre il mondo avanza verso l’oceano.
Michele Messina
I versi di un intellettuale
I versi di un intellettuale
che servirebbe al paese
si riflettono sui mattoni
rossi, verdi, giallastri.
Il ventaglio mi regala
rantoli di aria fresca,
variante salentina
in battito acceso
le braccia si toccano,
bevi acqua
io bevo Gin Tonic,
è tutto semplicemente perfetto.
La farmacista parla in macchina
La farmacista parla in macchina,
il commercialista discute per strada,
le commesse infreddolite fumano,
la signora corre dal parrucchiere,
una ragazza mi ha chiesto
di aiutarla a salvare
il suo cane
da un randagio.
Vincenzo mi saluta,
il panettiere non ha fretta
e il tuo sorriso ancora
non mi è arrivato.
Il dottore tritura foglie di alloro
Il dottore tritura
foglie di alloro
sul tavolino del bar,
servono a preparare
una medicina
contro la malinconia
e l’astensionismo
elettorale.
L’erbivendolo baffuto
fuma il sigaro
e beve solo
cognac francese,
un cestino di gelati
viene calato
dal secondo piano.
Le mamme
sono assenti
al bar,
le scuole stanno
per chiudere
e posso ascoltare
la tua voce.

