Dopo aver approvato con una delibera della giunta datata 21 dicembre 2021 e aver provveduto alle solite formalità burocratiche, continuano i lavori di rifacimento su tutta l’area verde del “Nuovo Valentino”, estendendosi da corso Vittorio Emanuele II, sino alla zona del Parco Vallere, con un totale di più di quattrocento mila metri quadrati.
I lavori saranno destinati a funzioni universitarie, alle architetture d’autore come la riqualificazione di Torino Esposizione dove sorgerà la nuova Biblioteca Civica Centrale. Non meno quello che un tempo fu uno spazio storico e culturale di teatro, realizzato da Ettore Sottsass nel 1936, dalle sue macerie rinascerà un Nuovo Teatro posizionato come una tessera di un puzzle tra Torino Esposizione e il parco del Valentino tornando a nuova vita.
Le opere di bonifica, a iniziare del ripristino di tutti gli attracchi fluviali per riattivare
nuove opere di trasporto lungo il fiume, senza escludere i Murazzi. Finalmente rivedremo le nuove imbarcazioni traghettare i turisti percorrendo le sponde del fiume PO con i suoi suggestivi scenari nascosti, su questo proposito la Città Metropolitana intende unificare il sistema paesaggistico-culturale rivalutando le eccellenze architettoniche già esistenti del luogo con il progetto: Torino, il suo parco e il suo fiume, tra memoria e futuro. Quindi si avrà più verde e meno asfalto e auto, creando nuovi spazi con arredi urbani e illuminazione LED.
Non mancherà di rinverdire in modo più accogliente il bellissimo Borgo medievale… tutto questo lavoro, per cercare di candidare come secondo polo di attrazione accanto al Museo Egizio… cosa alquanto ambiziosa, comunque vada… siamo certi che non solo i torinesi saranno grati di riavere il loro Valentino come servizio alla comunità… rendendolo più fruibile e privo di marciume umano.
Parlando di cifre, tutto questo lavoro interamente finanziato dalla Città di Torino, dovrebbe costare circa cento milioni di euro con fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), sarà possibile vedere con i propri occhi alla fine del 2026…
Ci piacerebbe chiudere l’articolo con questa frase detta dal Ministero: Il finanziamento appare altresì revocabile in caso di irregolarità da parte dell’Ente che si dice disponibile ad azioni di verifica e controllo.
Da parte della comunità non solo sabauda, pare sia il minimo che durante i lavori, ci siano controlli ben stretti da parte di chi sborsa denari senza poi non verificare… ma solo il tempo darà risposta a questa domanda…
Daniele Giordano

