L’ultimo baluardo del teatro dialettale si rinnova nel divertimento

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Erano da tempo lungamente attesi e sono finalmente arrivati. I Legnanesi sono tornati nel teatro milanese per eccellenza, con un bisticcio di parole: un accenno al manzoniano Promessi Sposi (qui volutamente storpiato nel titolo: i Promossi Sposi) al teatro Manzoni di Milano. Una permanenza record di 44 repliche, dall’8 gennaio al 22 febbraio, per una compagnia che si professa “l’ultimo baluardo del teatro dialettale” (anche per via della estinzione fisica degli altri!).

L’evento imprevisto che dà il via allo svolgersi dello spettacolo serie è il mancato ritrovamento dei documenti comunali che certificano il matrimonio tra l’incontenibile effervescente Teresa (Antonio Provasio, che ha curato anche la regia) e il mite avvinazzato Giovanni (Italo Giglioli).

Liberi, dunque, la famiglia Colombo non è mai esistita ufficialmente per lo scoramento di lui e per la gioia inaspettata e incontenibile di lei.

Il perfetto affiatamento dei protagonisti rende estremamente godibile la serie di gag, tormentoni e sapide battute. Non a caso la compagnia, fondata nel lontanissimo 1949 a Legnano da un gruppo di operai, nell’ultima stagione teatrale ha raggiunto in poco più di sette mesi 160 mila spettatori in 156 repliche. Per uscire dall’ambito strettamente lombardo, i testi sono stati in parte “italianizzati” e resi più moderni da Mitia Del Brocco (nonostante la sua origine forlivese!).

Tutto nasce dal cortile, con la porta del WC comune in bella vista, ambientazione originaria da conservare come senso di appartenenza di un sentire comune, di una tradizione culturale.

I personaggi, a partire dalla giovane e vanitosa Mabilia di Enrico Dalceri (che cura anche scenografie, musiche e costumi), sono piacevolmente caricaturali, come si conviene ad una “rivista Italiana”, erede delle farse popolari. Non si risparmiano dunque i doppi sensi e la caratterizzazione estrema dei personaggi di contorno. Il guru che influenza Mabilia è dunque un trionfo di mossette che alludono ai suoi orientamenti sessuali “fluidi”. Il santone indiano esibisce atteggiamenti mistici poco credibili e prontamente ridicolizzati dalla concreta Teresa.

C’è spazio persino per la comparsa di Alessandro Manzoni, che fuori scena tormenta con continui e non compresi inviti: “Devi capire”.

Con l’evidente scopo di modernizzare lo spettacolo sono state inserite tre scene con una decina di giovani ballerini diplomati all’Accademia di musical di Milano. Se la funzione di apertura e chiusura dello spettacolo possono avere un senso, è apparso decisamente fuori contesto e molto forzato (impegni con sponsor?) il loro numero con riferimento agli imminenti giochi invernali di Milano Cortina.

Uno spettacolo comunque estremamente godibile, che ha regalato preziosa e rara spensieratezza e una piacevole ventata di umorismo, buon senso e sentire lombardi.

Guido Buttarelli

 

I Promossi Sposi

Rivista all’italiana

Teatro Manzoni di Milano dall’ 8 gennaio al 22 febbraio 2026’

Protagonisti: Antonio Provasio, Enrico Dalceri, Italo Giglioli

 

Regia Antonio Provasio

Testi Mitia Del Brocco
Scenografie, musiche e costumi Enrico Dalceri

Coreografie  Valentina Bordi

 

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