Il 14 gennaio 2026 Ha avuto luogo, presso lo storico Caffè San Marco di Trieste, la consueta periodica conferenza stampa di presentazione del Festival d’Inverno di Lubiana, giunto alla sua nona edizione, appuntamento che anima la capitale slovena con una ricca offerta culturale / musicale.
Dal 10 febbraio al 2 marzo 2026, il Festival porterà musica e arte di altissimo livello in città, unendo artisti nazionali e internazionali in un’atmosfera unica e coinvolgente.
Si comincia il giorno 10 febbraio, nella Sala Gallus del Cankarjev dom: si inaugurerà con l’esecuzione della sinfonia drammatica “Roméo et Juliette op.17, symphonie dramatique”, una imponente e non frequente sinfonia corale di grande scala, per solisti, coro e orchestra, composta da Hector Berlioz su testo di Émile Deschamp. È ispirata ovviamente alla celebre tragedia di William Shakespeare e rappresentata per la prima volta nel 1839. L’opera esprime le emozioni degli amanti veronesi attraverso i colori appassionati e onirici di tutti coloro che hanno il talento e la passione di eseguirla. La direzione sarà affidata al Maestro Charles Dutoit, celeberrimo direttore con oltre sessant’anni di carriera stellare, pietra miliare della direzione d’orchestra mondiale, anziano di età (quasi novantenne) ma con grande e giovanile forza ed energia, vincitore anche di due Grammy Awards. Si esibiranno l’Orchestra Filarmonica Slovena, il Coro Nazionale di Kaunas, il Coro dei Virtuosi del Festival nonché i solisti: il tenore Cyrille Dubois, il mezzosoprano Julie Boulianne e il basso Edwin Crossley-Mercer.
Il 12 febbraio nella Sala dei Cavalieri, Križanke, andrà in scena “Ivana racconta – l’arpa risuona” un racconto concertistico / recital letterario-musicale che presenta l’incontro di tre donne: Ivana Kobilca (pittrice impressionista slovena che visse, lavorò e studiò nelle maggiori città europee di fine ottocento), Polona Vetrih (attrice slovena) e Mojca Zlobko Vajgl (arpista e docente all’Accademia di musica dell’Università di Lubiana). Lo spettacolo unisce parola e musica in un dialogo tra interpretazione teatrale e arpa. Attraverso gli scritti di Kobilca e musiche di vari compositori, lo spettacolo esprime una visione femminile del mondo e invita a un’esperienza interiore e introspettiva
Il 17 febbraio, Sala Slavko Osterc, Filarmonica Slovena, l’attenzione si sposterà sulla Filarmonica Slovena, dove si esibirà il Quartetto di tromboni Slokar. Dal 1973, il quartetto di musicisti esplora ed affronta la musica da camera dal Rinascimento ai giorni nostri creando nuovi brani attraverso il confronto di compositori noti. I membri, Branimir Slokar, György Gyivicsan, Wassil Christov e Ben Green, presenteranno un repertorio che interseca musica antica e classica con stili contemporanei, jazz e influenze di colonne sonore di film da Oscar. Sul palco, si esibiranno anche giovani talenti del Conservatorio di musica e balletto di Lubiana.
il 18 febbraio, Sala Marjan Kozina, Filarmonica Slovena, avrà luogo la serata concertistica dell’”Ensemble Dissonance” che riunisce conosciuti e apprezzati musicisti di Lubiana ed è noto per la ricerca di interpretazioni originali e per il legame tra tradizione e modernità. Questa volta, il gruppo avrà due ospiti dalla Spagna: il direttore Miguel Ángel Navarro e il trombettista Vicente Campos. Il viaggio musicale inizia con il “Quintetto per archi n. 6 in do maggiore, op.30, G.324” di Luigi Boccherini, che evoca Madrid di notte. Seguiranno l’”Intermezzo di Goyescas” di Enrique Granados, che richiama le immagini di Goya, e “Mar i Bel” di Ferrer Ferran, che proietterà il pubblico come d’incanto a Valencia. Il “Concerto in re maggiore” di Giuseppe Tartini e “Vistes al mar” di Eduard Toldrà chiuderanno la serata di omaggio al Mediterraneo e ai suoi popoli.
Tra il 21 febbraio e il 1° marzo 2026, Sala Marjan Kozina, Filarmonica Slovena e Sala Gallus, Cankarjev dom, sotto la direzione artistica di Epifanio Comis, si svolgerà il Concorso pianistico internazionale del Festival di Lubiana 2026: trenta concorrenti, provenienti da diciannove paesi diversi, si esibiranno e si sfideranno sulle tastiere dei pianoforti Kawai, Steinway e Fazioli. Dopo le prime due fasi (aperte al pubblico e gratuite), nelle serate finali del 28 febbraio e del 1° marzo i sei migliori giovani pianisti si affronteranno nella Sala Gallus del Cankarjev dom, accompagnati dall’orchestra, al fine di conquistare non solo il premio messo a disposizione (50.000 euro), ma anche la vittoria di un concorso così importante. Le loro esibizioni saranno valutate da una giuria internazionale composta da 11 membri e presieduta dalla rinomata pianista Dubravka Tomšič Srebotnjak. Sono previsti anche diplomi speciali per le esecuzioni più brillanti di brani di compositori sloveni e di singoli periodi musicali.
Il festival raggiungerà la sua acme nella serata conclusiva del 2 marzo nella Sala Gallus del Cankarjev dom, con il recital solistico di Grigorij Sokolov. Il virtuoso russo, divenuto a sedici anni il più giovane vincitore del Concorso Internazionale Čajkovskij, è considerato uno dei più grandi pianisti contemporanei. Sokolov si esibisce raramente, solo circa settanta volte all’anno, e ogni concerto è profondamente emozionante, con i cuoi colori e sfumature, nonché per la completezza e ricerca accurata nella lettura personale dell’esecuzione. L’artista, che per molti anni non ha effettuato registrazioni, ha deciso una decina di anni fa di collaborare con l’etichetta Deutsche Grammophon; la sua ultima incisione rende omaggio alle opere di Henry Purcell e Wolfgang Amadeus Mozart.
Qui a Trieste siamo già pronti per andare in trasferta alla vicina Lubiana a provare forti emozioni (e forse anche un po’ di “invidia”!) per questo meraviglioso e completo programma. Sono già in cantiere trasferte organizzate da varie associazioni (come ad esempio “Associazione Triestina Amici della Lirica Giulio Viozzi”, fondata nel 1971), al fine di non perdere neanche una nota di un programma così ricco e di qualità (come sempre) realizzato dagli amici Sloveni.
Da Trieste per oggi è tutto.
Rosa Zammitto Schiller

