Tra i Campi Flegrei, ed il suo incantevole territorio, nascono storie di arte e cultura disseminate con passione e determinazione, tipiche dei campi ardenti di questo luogo. E tra i tanti non poteva mancare Tersicore, la musa della danza che fa capolino nelle sale e nei sogni di migliaia di giovani talenti. Tra le tante realtà coreutiche che accolgono da anni Tersicore c’è Artwell, un ensemble capace di crescere in maniera esponenziale con numeri da capogiro ma, soprattutto, con una capacità attrattiva assai rara. Soprattutto in un contesto storico in cui i giovani sfuggono alle responsabilità ed all’impegno costante richiesto dalla danza, ecco che Artwell rappresenta un’occasione imperdibile. Un cassetto dove custodire i propri sogni di ballerina, ma non solo. E’ proprio questo, infatti, il grande pregio di Artwell, ovvero l’approccio camaleontico che consente alla direzione artistica di Stefania Lomasto di assecondare tutte le esigenze artistiche dei suoi numerosi giovani talenti. Con un work in progress evolutivo ormai riconosciuto da tutti! “Questa evoluzione è il naturale compimento di un percorso iniziato più di quindici anni fa con la danza – spiega Stefania Lomasto – Abbiamo sempre creduto nella crescita e nell’adattamento ai tempi. Il mondo dello spettacolo è in continua evoluzione e richiede artisti sempre più completi e versatili. In un’epoca dominata dalla tecnologia e dalla Intelligenza Artificiale, l’arte offre uno spazio di espressione autentica, di scoperta di sé e di connessione con gli altri. E’ un veicolo straordinario per sviluppare la creatività, la disciplina, la capacità di lavorare in gruppo e di superare le proprie paure”. E così scopriamo che danza, teatro, canto e cinema sono il pretesto per avvicinarsi al mondo dell’arte a tutto tondo, con Stefania Lomasto a sperimentare tempi, luoghi e modalità per il conseguimento dei migliori risultati possibili, così come prova a spiegarci: “la didattica e la sinergia è il cuore del nostro programma accademico. Non vogliamo che le discipline siano compartimenti stagni. Un ballerino deve saper recitare, un attore deve avere consapevolezza del proprio corpo, un cantante deve saper interpretare una scena. Concretamente, questo significa lezioni congiunte, progetti interdisciplinari, spettacoli che richiedono l’uso di tutte le competenze acquisite. L’obiettivo è formare artisti completi, capaci di muoversi con fluidità tra i diversi linguaggi espressivi”. A palesare questa trasversatilità delle arti, Stefania Lomasto non ha mai esitato ad allestire spettacoli multitasking, proprio come il suo corpo di ballo e l’intero gruppo di talenti che affollano ogni giorno le sale napoletane di Artwell. Basti pensare allo spettacolo programmato per il prossimo 19 giugno al Teatro Acacia con il balletto classico di August Bournonville “Napoli” ed “Alice nel paese delle meraviglie” capace di accogliere in sé i repertori modern, hip hop e contemporaneo, proprio come nelle corde della direzione artistica e del suo eclettico corpo di ballo. Sempre a giugno la sezione Teatro dell’Accademia Artwell invaderà artisticamente il Teatro Troisi di Napoli per ben tre serate e sei spettacoli per una full immersion coinvolgente come poche! “La mia visione, con tutte queste iniziative – aggiunge la direttrice artistica – è quella di un’Accademia sempre più all’avanguardia, un punto di riferimento per la formazione artistica a Napoli e non solo, capace di anticipare le tendenze e di formare artisti innovativi. Ai futuri allievi e alle loro famiglie dico: venite a scoprire un luogo dove la passione si unisce alla professionalità, dove ogni sogno è incoraggiato e ogni talento è coltivato”. Parole accompagnate evidentemente dalla concretezza di un lavoro meticoloso, proprosto all’attenzione del già primo ballerino del Teatro di San Carlo di Napoli Antonio Salernitano ed il solista del Massimo partenopeo, oltre che del Teatro Massimo di Palermo e del Teatro dell’Arena di Verona, Michele Storto ospiti il prossimo 23 marzo.

