E’ sempre una cosa positiva quando un teatro dà spazio a nuovi testi di drammaturghi contemporanei offrendo loro spazi importanti dove poterli rappresentare. Nel caso specifico di Troppo Ghiaccio il teatro Nazionale di Genova ha consentito che la simpatica e divertente piece di Fiammetta Bellone facesse il suo debutto nel foyer del teatro Ivo Chiesa lunedì 19 gennaio alle ore 20,30, dove rimarrà con repliche anche pomeridiane e mattutine fino a domenica 1 febbraio.
Del resto Fiammetta Bellone, nata proprio al teatro Stabile di Genova , si merita questo ed altro dal teatro genovese! Ottima attrice, apprezzatissima anche di recente in Circe, altro spettacolo prodotto dal TNG, aveva già presentato il primo episodio della serie teatrale Egosauri, Tè con niente, al Teatro della Tosse nel dicembre 2024. Lì si parlava di spaccio di cocaina, latte di soia, e toyotismo, qui in Troppo ghiaccio le protagoniste si trovano ad affrontare l’imprevisto di un cadavere ”per caso” di cui sbarazzarsi al più presto.
Il pubblico davvero ad un passo dagli attori si trova immerso nella vicenda dei cinque attori e senza il diaframma della quarta parete è come se anch’esso fosse nel torbido bar di periferia. Sono tre donne le protagoniste della storia, tre donne amiche e nemiche come succede spesso anche fuori dal palcoscenico, tre donne coi loro caratteri, le loro passioni, le proprie debolezze e la propria cazzutagine che le rende simpatiche o meno a seconda dei casi.
Alberta, interpretata dalla stessa Bellone, è la proprietaria del locale, determinata a restare a galla tra debiti e compromessi; Eva, Barbara Moselli , è la cameriera nichilista che osserva il mondo con spietato distacco intercalando un”cazzo” dopo l’altro; mentre Patrizia/Luisa, Fanni Wrochna, finge di essere quella che non è timorosa di non essere all’altezza del fidanzato, figlio di una procuratore della repubblica. Ma la cosa non è così semplice: sia lei che il fidanzato non hanno solo la loro storia d’amore, ma un’altra parallela e con una persona dello stesso sesso. Quindi a non confessare i propri problemi sono ambedue e non solo.
Gli attori sono tutti molto convincenti perchè sicuramente si divertono nel recitare qualcosa di nuovo e diverso dai soliti testi della grande drammaturgia. Staccare dal repertorio fa bene. Barbara Moselli è spigliata come sempre, e come sempre rappresenta il personaggio più vero. Edoardo Roti è imbrigliato in una relazione omosessiale che vorrebbe rompere a favore di un nuovo amore etero, ma è quello che veramente vuole? Fiammetta Bellone è insoddisfatta sia dal lavoro che dalla vita sentimentale tanto da cadere nelle braccia di chi non aveva mai preso in considerazione fino a quel momento di “ordinaria follia” . In ultimo, Fanni Wrochna, la cameriera/ fidanzata, si trova in bocca il monologo più importante del testo , quello che riguarda il problema dell’incomunicabilità fra gli esseri umani , ma la sua voce tremante non si capisce se è dovuta all’emozione della parte o del contenuto.
Ma non vogliamo svelare di più per chi ancora vorrà vedere lo spettacolo. Quello che possiamo dire è che senza dubbio si ride di gusto in tutti i 70 minuti della piece, che alla fine lascia lo spettatore nel dubbio: Lo Cicero (Alex Sassatelli) alias il morto, che sembrava improvvisamente risuscitato, è davvero tronato in vita o nel bar si aggira il suo fantasma?
La regista , interprete e drammaturga ci dice che scopriremo “ questa storia di fantasmi” nel terzo episodio. Be’ allora aspettiamo . Nel frattempo beviamoci sù. Un’ora prima dello spettacolo infatti Alberta, Eva e Patrizia ti aspettano nel bar di Troppo ghiaccio dove potrai ordinare un aperitivo al prezzo promozionale di 8 euro. Il sabato e la domenica non mancheranno caffè, colazioni e bevande.
In collaborazione con La Corte Lounge Bar.
Francesca Camponero

