Dopo il record di 72 mila euro raggiunto all’asta di beneficenza dalla chitarra autografata eccezionalmente da S.A.S. Principe Alberto II e S.A.S. Principessa Charlène di Monaco per il Bal de Noel nel Principato, gennaio 2026 segna l’anno di The Eye of Florence: il progetto più prestigioso e senza precedenti nel mondo della liuteria. La collezione d’arte su chitarra sarà consacrata il 17 ottobre 2026 nel cuore di Firenze, culla del Rinascimento, in una location spettacolare sui colli fiorentini. L’evento vedrà la partecipazione di personalità di spicco dell’arte, della cultura e della musica, oltre alle massime autorità della Cattedrale di Santa Maria del Fiore.
E se già l’azienda di Quarrata era nota oltreconfine quale eccellenza indiscussa del Made in Italy, grazie ai suoi lavori in mano a Star del calibro di Bruce Springsteen, Brian May, Johnny Depp, Mark Knopfler, oltreché i ‘nostri’ Maurizio Solieri, Luciano Ligabue, Dodi Battaglia, Pinguini Tattici Nucleari e molti altri, il 2026 toccherà il massimo del suo splendore con otto capolavori a corde completamente ispirati alle opere dei grandi artisti Donatello, Ghiberti, Paolo Uccello e Andrea del Castagno. Tante quante le loro otto vetrate di Santa Maria del Fiore della cupola del Duomo di Firenze raffiguranti la vita di Cristo e Maria, ciascuna di 5 metri di diametro posizionate a 50 metri di altezza, rispettivamente: Natività (Paolo Uccello), Deposizione (Andrea del Castagno), Resurrezione (Paolo Uccello), Incoronazione della Vergine (Donatello), Ascensione (Lorenzo Ghiberti), Orazione di Cristo nell’orto (Lorenzo Ghiberti), Presentazione di Cristo al Tempio (Lorenzo Ghiberti), Annunciazione (Ulisse Forni, omaggio a Paolo Uccello).
Arte antica che si fonde con maestria artigiana: questo è il cuore di The Eye of Florence, firmato da Fabrizio Paoletti in collaborazione con l’OPA (Opera del Duomo) della città medicea. Ogni chitarra, la cui progettazione ha richiesto anni di lavoro, difatti Paoletti sta lavorando fianco a fianco con l’Opera del Duomo da fine 2022, è composta da seimila tessere di madreperla veneziana, tutte tagliate e incastonate a mano da Paoletti in persona, a rappresentare le immagini perfette degli otto oculi, incluse le spaccature fra ciascuna porzione di vetro che compone i mosaici delle otto opere originali sulla cupola del Brunelleschi.
Sul retro, le chitarre presentano la riproduzione del tappeto marmoreo che decora il pavimento della Cattedrale. Al centro, un elemento unico: ogni strumento è impreziosito da un frammento autentico di marmo proveniente da una delle cattedrali più ammirate e visitate al mondo. Questi frammenti, ricavati dal marmo e sapientemente lavorati dagli artigiani che ne curano la manutenzione, rendono ogni chitarra un pezzo irripetibile. Otto opere d’arte che sigillano una collaborazione straordinaria e conferiscono un valore inestimabile a ciascuno di questi strumenti.
Il founder dell’omonima azienda di Quarrata (a pochi km da Firenze), dopo il lancio del progetto in tutto il pianeta a Dubai lo scorso 24 maggio, si prepara all’anno più intenso e glorioso della sua vita e carriera, con lo svelamento al pubblico di tutte le otto chitarre rarissime insieme per la prima volta, provenienti da otto visioni e otto occhi diversi, e che saranno terminate entro l’autunno, tre delle quali già vendute e cinque attualmente ancora disponibili per un pubblico di sicuri intenditori, collezionisti d’arte e “plettri” raffinati.
«The Eye of Florence è un progetto che stiamo accompagnando con estrema attenzione anche dal punto di vista strategico e comunicativo» spiega Filippo Martini, direttore commerciale di Paoletti Guitars. «Fin dall’inizio abbiamo scelto un percorso internazionale, costruito passo dopo passo, per dare a questa collezione la visibilità e il contesto che merita nei principali scenari culturali e artistici del mondo. Stiamo presentando il progetto attraverso iniziative mirate, eventi esclusivi e collaborazioni selezionate in diversi Paesi, tra cui Stati Uniti, Canada e Giappone, mantenendo sempre un approccio coerente, misurato e profondamente rispettoso della sua unicità. L’obiettivo è raccontare The Eye of Florence in modo autorevole e consapevole, valorizzandone genesi, significato e visione. Seguiamo con grande attenzione ogni fase del lavoro di Fabrizio Paoletti, supportando il suo processo produttivo con il contributo di tutto il nostro staff, nel massimo rispetto dei tempi, delle scelte e della sensibilità che un’opera di questa complessità richiede. L’obiettivo è accompagnare The Eye of Florence fino al suo completamento, valorizzandone non solo il risultato finale, ma anche il percorso, la visione e il significato profondo che rappresenta, lasciando che sia il lavoro di Fabrizio Paoletti a parlare, oggi e nel tempo».
Partner del progetto è Art of Guitar, una prestigiosa boutique di strumenti musicali con sede a Dubai, fondata da Nisreen Shocair e Rick Vlemmiks. Unisce musica, artigianato e design in uno spazio che ricorda una galleria d’arte, divenendo rapidamente un punto di riferimento nella regione. Riconosciuta tra i primi 100 rivenditori di strumenti musicali al mondo secondo la classifica NAMM, Art of Guitar si distingue per la sua selezione impeccabile e per la fiducia guadagnata tra collezionisti e musicisti internazionali. La collaborazione con Paoletti Guitars, nata con la Marco Polo Limited Edition, si è consolidata con il lancio mondiale della collezione The Eye of Florence, ospitato nella loro sede di Dubai il 24 maggio 2025. La loro passione per la bellezza e l’eccellenza rende Art of Guitar il partner ideale per raccontare questo progetto nel Medio Oriente e nel mondo. Nel progetto The Eye of Florence, Art of Guitar svolge un ruolo chiave anche sul piano commerciale e curatoriale, rappresentando il punto d’incontro tra Paoletti Guitars e un pubblico internazionale di collezionisti d’élite.
La chiosa di Fabrizio Paoletti, founder e titolare dell’azienda, appare chiara e molto sentita:
«Per me The Eye of Florence rappresenta molto più di un progetto artistico: è un dialogo vivo tra due mondi che condividono la stessa anima, l’arte e la liuteria. Entrambi nascono dal gesto umano, dal tempo e dal rispetto per la materia.
Avere ricevuto la fiducia e la collaborazione dell’Opera del Duomo di Firenze e poter lavorare con frammenti autentici provenienti da uno dei luoghi più sacri e simbolici dell’ingegno italiano è un onore che non ha eguali. Ogni chitarra è un tributo al genio rinascimentale, ma anche un ponte verso il presente: attraverso la musica, questi strumenti raccontano un’eredità che continua a vivere e risuonare nel tempo. Sapere che le note di un musicista potranno vibrare su un frammento del Duomo di Firenze è, per me, la più alta forma di connessione tra arte, fede e suono».

