Dire musica vuol dire vita: Gigliola Cinquetti incanta il Teatro Remondini

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Bassano del Grappa, 23 gennaio 2026 – Teatro Remondini

Dire musica vuol dire vita”: Gigliola Cinquetti incanta il Teatro Remondini di Bassano del Grappa.

Con queste parole, Gigliola Cinquetti ha aperto una serata destinata a rimanere nel cuore del pubblico. Non un semplice concerto, ma un viaggio emozionale attraverso una carriera straordinaria, capace di unire generazioni diverse nel segno della musica e dei ricordi. Il ritorno della Cinquetti nei teatri italiani segna una tappa importante del suo percorso artistico. Un tour che proseguirà fino alla primavera del 2026 e che nasce dal desiderio di ritrovare un contatto più diretto e intimo con il pubblico. Dopo anni dedicati soprattutto alla televisione e a eventi selezionati in Italia e all’estero, l’artista torna sul palco con un progetto che mette al centro la vicinanza con gli spettatori e la forza della musica dal vivo. Fin dalle prime note, la sua voce ha conquistato il teatro: fantastica, melodica, limpida e potente, capace di emozionare con naturalezza e profondità. Ancora oggi, quella di Gigliola Cinquetti è una delle voci più autorevoli e suggestive del panorama musicale italiano, una voce che non ha perso intensità nel tempo, ma che ha saputo arricchirsi di nuove sfumature, diventando ancora più intensa e autentica.

Il pubblico, sempre partecipe, ha seguito ogni brano con attenzione e trasporto, creando un’atmosfera di rara intensità emotiva.

La prima parte del concerto è stata un susseguirsi di momenti toccanti e raffinati. Particolarmente intenso è stato il brano Un giorno dopo l’altro, interpretato con grande delicatezza, che ha riportato alla memoria il mondo poetico di Luigi Tenco, evocato con rispetto e sensibilità.

L’omaggio a Roberto Murolo con Reginella ha aggiunto una nota di eleganza e nostalgia, trasformando il teatro in uno spazio sospeso tra tradizione e memoria e quando sono risuonate le note di Chiquitita degli ABBA, il pubblico si è lasciato andare a un entusiasmo spontaneo: la sala si è scaldata, gli applausi si sono fatti più intensi e l’atmosfera ha assunto un colore internazionale, confermando la capacità della Cinquetti di attraversare generi e epoche con naturalezza. Nel Teatro Remondini si respirava una magia che sembrava estendersi dal palco fino all’ultima fila, un filo invisibile che univa artista e spettatori. La stessa Cinquetti se ne è accorta e più volte ha voluto ringraziare il pubblico, visibilmente colpita dall’affetto e dall’energia che le arrivavano dalla platea. Accanto a lei, una band di grande qualità ha contribuito a rendere la serata ancora più speciale. La direzione musicale e la batteria erano affidate a Stefano Pisetta, affiancato da Luca Baldessari al pianoforte e alle tastiere, Alessandro Biasi alle chitarre, Giulio Molteni al basso e Sara Picone ai cori. Tutto coadiuvato dalla DUEMME MUSIC MANAGEMENT di Michele Muscimarro & PiattaformaEventi di Giuseppe Putignani.

La sinergia tra la cantante e i musicisti era evidente: il suono era eccellente, moderno e raffinato, capace di valorizzare ogni brano senza tradirne l’anima. La band non era solo un accompagnamento, ma una parte viva dello spettacolo, in perfetto dialogo con la voce della Cinquetti.

Il concerto si è trasformato in un percorso emotivo attraverso i momenti più significativi della carriera dell’artista, tra brani celebri e omaggi ad amici e colleghi. La musica ha riportato il pubblico nel passato, ma con una veste sonora contemporanea, capace di rendere attuali anche i ricordi più lontani.

Momenti nostalgici, ma mai malinconici: istanti che fanno bene al cuore e all’anima, come se la musica riuscisse a fermare il tempo e a renderlo eterno.

Nella parte finale dello spettacolo, dedicata ai grandi successi, il concerto ha assunto un’energia nuova, diventando una vera festa collettiva. Con Alle porte del sole, l’entusiasmo ha iniziato a crescere: le prime note hanno acceso la memoria del pubblico, che ha risposto con applausi e cori spontanei. Con Dio come ti amo, l’atmosfera si è fatta più romantica e intensa, e molti spettatori hanno accompagnato la melodia cantando sottovoce, come in un dialogo intimo con l’artista. Quando sono risuonate le note di , il brano che ha segnato una pagina importante della sua carriera internazionale, il teatro ha reagito con una partecipazione corale, consapevole di trovarsi davanti a un pezzo di storia della musica italiana. Con La Pioggia, la sala si è trasformata in un unico grande ritmo: il pubblico ha battuto le mani a tempo, mentre la voce della Cinquetti, avvolgente e sicura, guidava l’emozione collettiva.

Il gran finale con Non ho l’età (per amarti) ha rappresentato il momento più intenso della serata. Tutto il teatro ha cantato insieme a lei, senza distanza tra palco e platea, come se quella canzone fosse un patrimonio comune, un ricordo condiviso che attraversa le generazioni. Gli applausi, lunghi e calorosi, hanno suggellato una bellissima serata di musica.

A rendere ancora più speciale la serata, nel finale, è arrivato anche un momento fuori programma, semplice ma carico di significato. Un fan, profondamente colpito dalla performance, ha voluto manifestare il proprio affetto regalando a Gigliola Cinquetti un pupazzo con la scritta “Ti amiamo” tra l’appaluso dei presenti.

La cantante, visibilmente colpita da quell’atto di amore sincero, ha ringraziato con emozione, lasciando trasparire tutta la sua sensibilità. Da quel momento in poi, ha continuato a cantare le ultime canzoni con il pupazzo posato sulla sedia accanto al microfono, quasi a voler custodire simbolicamente quel legame speciale con il suo pubblico. Un dettaglio che racconta molto più di mille parole: la professionalità impeccabile di un’artista straordinaria e, allo stesso tempo, la sua profonda empatia nei confronti del pubblico e dei fan, che da sempre la seguono con affetto e devozione.

Con questo tour teatrale, Gigliola Cinquetti conferma ancora una volta il suo legame profondo con la musica e con il pubblico. Non ha semplicemente cantato: ha raccontato una storia, ha condiviso emozioni, ha regalato al pubblico un’esperienza autentica.

E per una sera, al Teatro Remondini, la musica è diventata davvero vita.

Max Cavallo

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