Intervista a Claudia Vincenzino, fotografa di moda esperta e designer di gioielli

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In questa conversazione intima e profonda, Claudia Vincenzino condivide con naturalezza il suo approccio all’intelligenza artificiale, rivelando una prospettiva equilibrata tra tradizione artigianale e innovazione tecnologica.
Dottoressa Vincenzino, qual è il suo approccio attuale alla tecnologia nel flusso fotografico, e cosa la frena dall’usar di più l’IA?
Nel mio lavoro quotidiano con Lightroom e Photoshop mantengo un editing rigorosamente manuale, perché credo fermamente che l’artigianalità sia l’essenza della fotografia autentica. Quello che mi trattiene dall’abbracciare pienamente l’IA è il timore che possa diluire l’originalità – quel tocco personale che distingue un’immagine firmata. Tuttavia, riconosco il suo potenziale per liberarmi dalle attività ripetitive, lasciandomi spazio per la vera creatività.
In quali fasi del suo lavoro – shooting, editing, marketing – immagina l’IA più utile in futuro?
Direi soprattutto nell’editing, per accelerare i ritocchi sui miei still life di gioielli, e nel marketing digitale, dove potrebbe generare caption intelligenti per i social sui trend della moda. Questo mi permetterebbe di concentrarmi sull’essenza: la visione artistica pura, quella che nasce dall’intuizione e dall’esperienza sul campo.”Per i gioielli del suo negozio, potrebbe immaginare l’IA al servizio della creazione di mockup o vendite virtuali?
“Certo, vedo un’applicazione affascinante: generare prototipi 3D realistici direttamente dai miei schizzi, o offrire ai clienti virtual try-on interattivi. Sarebbe rivoluzionario per le vendite online, eliminando la necessità di shooting costosi e rendendo l’esperienza d’acquisto più immediata e coinvolgente.
Quali opportunità future intravede per l’IA nel distinguersi nel panorama dei luxury brands?
“L’IA potrebbe diventare un’assistente discreta ma preziosa, simulando in pre-produzione effetti di luce e pose perfette, elevando l’efficienza produttiva senza mai snaturare la mia visione artistica unica. È come avere un atelier digitale che amplifica, piuttosto che sostituire, l’intelligenza umana – il vero cuore del lusso.
Lucio Manera

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